TRIATanti “gufi” di renziana memoria non vedono l’ora che il varo della nuova “Legge di Stabilità” certifichi la caratura macchiettistica di Salvini e Di Maio, costretti a rimangiarsi subito le promesse elettorali per non incorrere nell’ira di Draghi, dello spread, di Mattarella e di Tria. I politici/servi del recente passato, non avendo mai avuto il coraggio di fiatare di fronte agli ordini che provenivano da Bruxelles e Francoforte, non riescono a concepire l’esistenza di un governo libero, in grado di rispondere cioè soltanto al popolo sovrano e non alle tante e tenebrose componenti di quello “Stato profondo” che da decenni sterilizza con la menzogna e con la violenza la nostra declinante democrazia. D’altronde è chiaramente impossibile imporre una politica economica “espansiva” senza violare le assurde regole europee pensate proprio per impoverire gradualmente ma inesorabilmente i ceti medi e proletari. Questo nodo prima o poi andrà sciolto. Può darsi, come hanno scritto giorni fa i cip e ciop della macroeconomia italica- ovvero Alesina e Giavazzi- che il governo stia tatticamente creando le premesse per innescare volutamente una crisi con la Ue che farà infine implodere l’intera area euro. Ma lo auguro, ma le variabili oggi sul tappeto sono ancora troppe per riuscire a delineare con precisione il prossimo futuro. Una cosa è certa, se Salvini e Di Maio pensano di buggerare i cittadini nascondendosi dietro i “tecnici” Conte e Tria andranno presto a sbattere. L’elettorato, che ignora l’esistenza dello “Stato profondo”, pretende risposte coerenti dai leader politici dei partiti prevalenti, non da personaggi spuntati dal nulla che non godono probabilmente nemmeno del consenso dei parenti più stretti. Sarebbe ora che in Italia si aprisse un dibattito libero, ampio e doloroso su come funzionano i poteri “occulti”, quegli stessi che impongono Tria al ministero dell’Economia nonostante la contrarietà di tutte le forze parlamentari di maggioranza. Salvini e Di Maio si ricordino che Bersani e Berlusconi, che hanno bastonato gli italiani dietro il ghigno malefico dei vari Monti e Fornero, sono poi politicamente scomparsi. I gialloverdi farebbero bene inoltre a prestare poco ascolto alle fesserie che scrivono i giornali più importanti, solerti fabbricatori di notizie false che non conservano più alcuna credibilità. Nonostante i litri di bava che il Corriere, Repubblica e la Stampa hanno riversato sul professore bocconiano con il loden, ad esempio, non c’è italiano che non consideri Mario Monti tra i responsabili principali della distruzione del Belpaese. Grazie al cielo la capacità dei grandi gruppi editoriali di manipolare in maniera grossolana la pubblica opinione scema giorno dopo giorno, causando i violenti travasi di bile dei lecchini che, oramai scoperti come “bufalari”, sbraitano contro le “insidie della rete”. Un paio di cose andrebbero fatte subito per prepararsi con scrupolo allo scontro contro gli “illuminati (finto)europeisti”. Primo: varare subito una legge che punisca con pene severissime chiunque “attenti all’indipendenza e alla libera determinazione del nostro Stato”. In questo modo quelli che pensano di ricattare il governo evocando lo spettro della Troika ci penseranno due volte prima di rischiare di beccarsi l’ergastolo nella qualità di nemici della Patria al soldo di potenze nemiche e straniere. Secondo: cacciare subito Tria per bloccare le subdole manovre di sabotaggio messe in piedi da questo figuro che lavora in continuità con le politiche dei vari Padoan, Grilli e Saccomanni. I “padroni del vapore” sbraiteranno un po’ ma poi non potranno fare altro che accettare il fatto compiuto. Altrimenti si torni subito al voto per regolare finalmente i conti con i troppi ascari che ancora si aggirano dalle parti di Montecitorio.

    Francesco Maria Toscano

    10/08/2018

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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