MoaveroOramai i feticisti dell’euro non sanno più dove aggrapparsi per rendere meno indigesta al popolo la presenza della moneta unica, nuovo vitello d’oro proposto come divinità alle plebi dal gran sacerdote Mario Draghi. Ma, nonostante gli eroici sforzi del clero giornalistico, i “populisti” avanzano mentre le forze “moderate” e “responsabili”- quelle che vorrebbero vedere vivere l’euro a costo di far morire tutti i cittadini- arretrano paurosamente. Neppure le ataviche paure sprigionate di volta in volta dai tanti apprendisti stregoni alla Giavazzi, Alesina o Bonino funzionano più come una volta, nonostante i soliti personaggi siano sempre lesti nel mostrare al cittadino medio italiano una prospettiva degna dello Zimbabwe o dell’Argentina quale giusta punizione che li attende in caso di disubbidienza rispetto alle prescrizioni impartite a tutti dal Dio mercato  per il tramite del profeta Draghi, “ammaestrato”- non sul Monte Sinai- ma più modestamente nei pressi dell’Eurotower di Francoforte. Cosa succederà adesso, nel momento in cui il gregge non intende più seguire i consigli del noto pastore tedesco? Questo dubbio affolla e rende più gravose le giornate dei tanti che, da Porto Cervo a Capalbio, non si capacitano della crisi di partiti “saldi nella fede” come il Pd o Più Europa. Perciò in preda alla disperazione, l’establishment ha pensato di mandare in avanscoperta il brioso Enzo Moavero Milanesi, forse parente della più nota contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare, oramai pienamente calatosi nel ruolo di “prezzemolino governativo” che salta con aristocratica nonchalance dal governo del “prestigioso” Monti a quello dei truci “gialloverdi” dei dioscuri Salvini e Di Maio. In una imperdibile intervista rilasciata oggi a beneficio dei 4 lettori abituali de Il Foglio del lucidissimo Cerasa (clicca per leggere), Moevero Viendalmare prende spunto dalla crisi turca per ammonire severamente e da par suo tutti quelli che subiscono il fascino del ritorno alla “liretta”, destinata certamente a franare in prospettiva sotto i colpi della speculazione finanziaria senza l’ancoraggio all’Europa. Peccato notare però che Moavero, pur parlando poco, quando parla dice fesserie. Infatti la crisi turca è il risultato di un eccessivo “indebitamento estero”, figlio di uno squilibrio dei saldi commerciali (Erdogan in soldoni importa più di quanto esporta esponendosi ai ricatti stranieri), fenomeno già ampiamente previsto nel 2014 dall’economista Emiliano Brancaccio (clicca per leggere). Guarda caso si tratta di un problema simile a quello dei Paesi che vivono nell’area euro, costretti a denominare il proprio debito in una moneta che non hanno facoltà di battere. Per cui la verità è l’esatto contrario rispetto a quanto sostenuto dall’acuto ministro. Qualcuno dica infine a Moavero Milanesi che queste “fluttuazione sui mercati valutari” sono anche e soprattutto il risultato della “libera circolazione dei capitali” che tanto piace ai liberisti chic frequentati dal nostro prezzemolino di governo. Nel caso in cui Moavero volesse approfondire potrebbe sfogliare il libro del professor Alberto Bagnai, Il “Tramonto dell’Euro”, dove si spiega con una logica diversa dalla sua come funziona il cosiddetto “ciclo di Frenkel”. 

    Francesco Maria Toscano

    11/08/2018

    Categorie: Politica

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