SalviniIl risultato del 4 marzo, che ha sancito la vittoria del Movimento 5 Stelle e della Lega, è stato senza dubbio positivo. La batosta subita da partiti delinquenziali come il Pd e Forza Italia, avamposti in Italia delle peggiori massonerie europee, denota la ritrovata lucidità dei cittadini italiani, bravi e arguti nel demistificare le narrazioni fasulle e interessate di tipi come Renzi e Berlusconi che chiedono sacrifici agli altri per continuare a fare la bella vita loro. Il fatto che Salvini e Di Maio siano molto meglio degli ipocriti miserabili che li hanno preceduti non può però di per sé rappresentare una “scriminante” per sempre. Mi spiego meglio. Esistono fondamentalmente due modelli di critica a questo governo: il primo, tipico dei banditi di ogni risma e specie, condanna i “populisti” perché non abbastanza ossequiosi nei confronti dei mercati e delle cancellerie europee; il secondo, che caratterizza invece il modo di agire delle persone razionali poco avvezze al “sacrficium intellectus”, denuncia le eventuali “timidezze” dei gialloverdi al fine di impedirne i tentativi di “normalizzazione” già pubblicamente annunciati dal figlio del leggendario “capitano Meryll” (leggi il libro “Colonia Italia” di Giovanni Fasanella per approfondire) Paolo Mieli. Noi, che abbracciamo convintamente e con orgoglio la seconda ipotesi, assistiamo perciò con un certo raccapriccio alle recenti capriole del segretario leghista Salvini, da poco convertitosi alla ortodossia del “rispetto dei conti pubblici” caro ai satrapi di Bruxelles (“rispetteremo tutti i vincoli europei” ha recentemente dichiarato l’ex descamisados in camicia verde). Ci piacerebbe che il “Capitano”, così bravo nel fare la faccia feroce con i migranti deportati in Italia da cinici schiavisti travestiti da filantropi, usasse lo stesso metro anche contro i nazisti tecnocratici che guidano la Ue e la Bce, veri nemici dell’Italia e degli italiani. A differenza di Di Maio poi, che ha portato perlopiù in Parlamento “ragazzotti di belle speranze”, Salvini può contare sul supporto specifico di gente come  Alberto Bagnai, il quale conosce certamente nel dettaglio la struttura luciferina e demoniaca che regola il funzionamento della moneta unica, mostro brillantemente denudato tra l’altro nelle pieghe dell’importante libro- scritto dallo stesso senatore leghista- “Il Tramonto dell’Euro”. I più “eterei” sostengono che quella di Salvini sarebbe solo “tattica”, il ministro dell’Interno mentirebbe cioè- secondo questa vulgata- solo per non provocare anticipatamente la “tempesta sui mercati”. Con il varo della Finanziaria capiremo se i raggirati sono gli arcigni commissari europei o i cittadini italiani, i quali aspettano di vedere approvati per come promesso provvedimenti costosi come la Flat Tax, il reddito di cittadinanza e l’abolizione della legge Fornero. Applicare il programma senza sforare i ridicoli parametri imposti dai Trattati è semplicemente impossibile. Nella migliore delle ipotesi queste riforme verrebbero diluite a tal punto da rivelarsi del tutto incapaci di invertire l’attuale trend economico, condannando l’Italia allo stesso lento e inesorabile declino- fatto di deindustrializzazione e disoccupazione- già predisposto da Mario Monti e dai maggiorenti del Pd. Per rilanciare i consumi e la domanda interna, e quindi aumentare la produzione e abbattere la disoccupazione bisogna immettere una montagna di liquidità nel sistema. Se l’Europa non vuole che si fotta. Questo vorremmo che Salvini dicesse e facesse senza pensare che la menzogna sia sinonimo di furbizia. Si ricordi l’ex capo dei giovani padani che, come spiegava profeticamente Craxi riferendosi ad Andreotti, “il destino di ogni volpe è quello di finire in pellicceria”.

    Francesco Maria Toscano

    5/09/2018

    Categorie: Politica

    Un commento

    1. renato protti miracca scrive:

      Le rivoluzioni democratiche si fanno a medio-lungo termine. Ti vedrei bene in camicia verde. Condivido il tuo pensiero, benché un conto è fare il critico, un conto è governare. Lunga vita e fraterno abbraccio!

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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