TrioPer impressionare i nuovi “barbari” al potere, l’ala più infame della massoneria mondialista ha schierato in serie i suoi uomini più “rappresentativi”: prima Oettinger (il pagliaccio che spiega come “i mercati insegneranno agli italiani a votare bene”), poi il viscido Moscovici (“vedo in giro tanti piccoli Mussolini”) e infine il “vile affarista” (copyright Cossiga) Mario Draghi (“le dichiarazioni sbagliate fanno salire lo spread”), da sempre principale nemico dell’Italia e degli italiani. Questi sacerdoti del “dio mercato” hanno pubblicamente indicato Tria, Moavero e Conte quali unici e riconosciuti interlocutori degli “illuminati euroburocrati”, di fatto infiltrati dentro le stanze del potere interno al fine di tutelare gli interessi dei grandi finanzieri e banchieri d’affari che ispirano le mosse dei “mandarini” di Bruxelles. Naturalmente si invitano i nuovi inquilini di Palazzo Chigi a rispettare le stupidissime regole europee, paventando in caso di palese disubbidienza perfino il possibile arrivo della “Troika” in Italia (clicca per leggere). I “soliti noti” vorrebbero cioè  trasfigurare Salvini e Di Maio in novelli Tsipras, ovvero in allegri traditori del popolo e della Patria, da ricompensare poi a fine mandato con un bell’incarico dentro qualche inutile carrozzone europeo. Draghi e “fratelli” si ricordino però che l’Italia non è la Grecia, e non sarà così facile imporre a Roma un nuovo “governo degli ottimati” che faccia carne di porco di quel poco che resto della ricchezza nazionale. L’approccio “ruvido” usato dai cerberi della Ue dimostra una volta ancora come sia effettivamente impossibile pensare di poter trasformare dal di dentro questo mostro di Europa, costruita secondo i precisi e diabolici dettami indicati da Brzeziski nel libro “La Grande Scacchiera(clicca per leggere). Da questa Europa irriformabile bisogna soltanto scappare a gambe levate, magari subito dopo avere demistificato la retorica infingarda e ipocrita degli “europeisti” che non vogliono gli “eurobond” né intendono trasformare la Bce in una normale banca di ultima istanza. Questa Europa è nazista fino al midollo e la politica “dell’appeasement”- come dimostra l’esperienza del premier inglese Chamberlain al tempo della Conferenza di Monaco- è destinata certamente a fallire anche oggi. Prepariamoci quindi allo “scontro finale” con “l’Europa”, pianificando con coraggio e razionalità tutte le mosse che ci consentiranno in prospettiva di liberarci da questa indegna morsa che da decenni ci schiavizza, ci impoverisce, ci umilia e ci opprime. E prepariamoci allo scontro con l’animo fiero e sereno di chi è consapevole del pericolo, di chi cioè si rende contro che non sarà né semplice né indolore ritrovare spazi di autonomia e di libertà svenduti trasversalmente dai politici di quella “seconda Repubblica” sorta all’indomani del biennio stragista ’92-’93. Per prima cosa bisogna individuare e mettere in condizione di non nuocere i “nemici interni”, a partire da quelli che evocano mellifluamente l’arrivo della “Troika” in Italia. Il Parlamento ripristini subito la versione originaria dell’art. 241 del nostro codice penale che punisce “chiunque compie atti idonei a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomarne l’indipendenza”, aumentando la pena fino all’ergastolo e abrogando la pessima riforma del 2006 pensata appositamente per garantire l’impunità di chi ha venduto la Patria ieri e la venderà domani. Questo è il primo, necessario, passo.

    Francesco Maria Toscano

    14/09/2018

    Categorie: Politica

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