SavonaE’ ora di tirare fuori dai cassetti il famoso “piano b”, quello che prevede l’uscita repentina dell’Italia dall’euro. I cerberi di Bruxelles, guidati da un ubriacone esperto in paradisi fiscali come Juncker, hanno dichiarato guerra al Belpaese, anticipando di fatto la prossima ufficiale bocciatura della manovra finanziaria appena predisposta dal governo gialloverde. L’asticella del deficit fermatasi a quota 2,4 avrebbe letteralmente mandato in tilt quel manipolo di lestofanti che compone la cosiddetta commissione europea, centro di potere fintamente neutro e indipendente che in realtà risponde ad occulti sistemi di natura massonica e finanziaria. Mentre la Francia di Macron può tranquillamente puntare su un deficit del 2,8 senza che nessuno si permetta di fiatare, l’Italia deve continuamente mendicare minimi margini di autonomia sui tavoli “europei”, sempre trattata come una miserabile “Cenerentola” dalle sorellastre racchie e cattive ben interpretate dalla Germania di Merkel e dalla Francia guidata da un banchiere vicino ai Rothschild. E’ curioso notare come il 2,4 per cento di deficit risulti ampiamente congruente perfino rispetto agli idioti parametri di Maastricht, che, da più parti bollati come classica espressione di un rigorismo dannoso e ottuso, prevedono un limite massimo del 3 per cento. Il governo del “prestigioso” Mario Monti, tanto per dire, fissò per l’appunto al 3 per cento il rapporto deficit/pil nel 2012 senza che nessun ipocrita si stracciasse per questo le vesti. I delinquenti che dominano oramai da troppo tempo il Vecchio Continente, infatti, non sopportano il fatto che vengano utilizzate risorse aggiuntive per migliorare la condizione delle classi più povere e disperate, valutando invece positivamente lo sforamento del deficit effettuato al fine di ripianare i debiti della finanza immorale e speculatrice. E’ inutile poi tentare di ragionare sia con gli stranieri nemici dell’Italia che con i rispettivi collaborazionisti interni. Sono letteralmente accecati da un odio anti-italiano che li offusca in radice. Facendo notare ad un piddino qualsiasi che la Francia fa più deficit dell’Italia anche quest’anno il piddino risponderà che “può farlo perché ha un debito più basso del nostro”; se al piddino di prima si ricorda che il Giappone ha un debito di molto superiore al 200 per cento eppure nessuno è ancora morto per questo, il piddino in forza allo straniero ti dirà che “il Giappone ha un sistema diverso”. Come nella favola di Fedro, Lupus et Agnus, questi farabutti-avendo già deciso di voler svendere la Patria- cercheranno qualsiasi scusa per portare a termine il loro meschino intendimento. Stando così le cose non resta altro da fare se non uscire dall’euro, gabbia feroce costruita solo per difendere gli interessi della grande industria automobilistica tedesca. La minaccia dello spread, le agenzie di rating e altri simili patetici artifizi non impressionano più nessuno, considerato che gli italiani hanno già avuto modo di vaccinarsi nel 2011, allorquando gli stessi terroristi finanziari in azione oggi predisposero l’arrivo al potere in Italia del pessimo Mario Monti. Tra pochi mesi questi orrendi tecnocrati europei spariranno per sempre dalla scena pubblica spazzati via dal voto dei cittadini. Fino ad allora sono però in grado di tentare qualche “colpo di coda” che i patrioti italiani hanno il dovere di utilizzare a proprio vantaggio. L’intransigenza degli ubriaconi di Juncker offre infatti un assist perfetto a Savona e company per far saltare il banco. Si tratta di una occasione irripetibile che non bisogna lasciarsi sfuggire. A meno che qualcuno non intenda fare la fine ingloriosa di uno Tsipras qualsiasi, famigerato traditore della sua gente il cui nome rimarrà maledetto per sempre.

    Francesco Maria Toscano

    2/10/2018

    Categorie: Politica

    2 Commenti

    1. renato protti miracca scrive:

      Tra pochi mesi questi orrendi tecnocrati europei spariranno per sempre dalla scena pubblica spazzati via dal voto dei cittadini. Grande!

    2. Pancus scrive:

      E’ davvero giunto il momento di turar fuori dal cilindro il piano B o faremo la fine della Grecia.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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