marattinI nemici dell’Italia, quelli che come la giornalista Maria Teresa Meli si augurano arrivi presto la “troika” a mettere in riga un’Italia inopinatamente finita nelle mani di Di Maio e Salvini, usano argomenti screditati e irrazionali per dare (presunta) sostanza alle aporie che sostengono. Costoro divulgano e difendono una narrazione della realtà all’interno della quale gli Stati sovrani vengono di fatto equiparati a “scolaretti discoli” che devono guadagnarsi la fiducia del severo “maestro” incarnato dagli ineffabili “mercati” assurti al prestigioso ruolo di nuova divinità laica. Il “mercato”, dio pagano, può contare sull’opera di “evangelizzazione” garantita dalla costante presenza sui media principali di un sacerdozio laico che promette tremende vendette in danno dei fedeli che non dovessero rispettare le tavole della legge. Lo “spread” ha preso cioè il posto delle cavallette di biblica memoria. Questi personaggi, invasati come possono esserlo solo quelli che venerano un “dogma”, non riescono a concepire un mondo che non ruoti intorno alle bizze di quella speculazione finanziaria che parla per mezzo di profeti come “Moody’s” e “Fitch”. Chiunque provi a mettere in discussione i cardini di questa globalizzazione declinante e alienante viene subito perciò demonizzato e tacciato di eresia, come recentemente accaduto al bravo giornalista di “La Verita” Fabio Dragoni volgarmente aggredito in tv dal piddino (con rispetto parlando) Luigi Marattin (clicca per ascoltare). L’invasato Marattin, nel difendere posizioni assurde, antistoriche e antiscientifiche, si vantava di essere- a differenza di Dragoni- un “vero economista”, confermando involontariamente in pieno la bontà della massima partorita da uno dei personaggi di Antonio Albanese che spiega come “l’economia sia una cosa troppo seria per lasciarla fare agli economisti”. Se la sedicente sinistra italiana pensa di continuare a fare politica dando dignità politica a sproloqui come quelli di Marattin andrà incontro ad una sicura e rapida estinzione, sulla scia di quanto già accaduto in Grecia al Pasok e in Francia al partito socialista, mentre la Spd tedesca è ormai in coma irreversibile. Non è vero però che la sinistra è in Europa dappertutto moribonda; il laburista inglese Corbyn rischia di diventare il prossimo premier, mentre Melenchon- capo della sinistra dura transalpina- vola nei sondaggi. Non a caso Melenchon, che con Marattin condivide solo la lettera iniziale del cognome, ha difeso l’Italia dalle recenti aggressioni della Commissione europea, dimostrando di tenere più al rispetto e alla tutela dei principi democratici che non alla bassa strumentalizzazione partitica, materia dove eccellono invece- ca va sans dire- in Italia i piddini (sempre con rispetto parlando) e i forzaitalioti. Gli unici a sinistra che sembrano avere imboccato la strada giusta sono Fassina e D’Attorre, oggettivamente troppo deboli per imporre però una supremazia culturale dentro un’area ancora dominata da “blairisti” fuori tempo massimo come Renzi o trinariciuti protocomunisti alla Piero Fassino, perfetto rappresentante di una classe politica cresciuta a Bottega Oscure che ha passato la prima parte della propria esistenza a criticare il keynesismo da “sinistra”, in quanto teoria presuntivamente funzionale al predominio borghese, salvo poi- una volta caduto il Muro- convertirsi al liberismo più osceno e sfrenato che demonizza a prescindere il concetto di  spesa pubblica come le peggiori destre radicali statunitensi. Da Gramsci a Marattin insomma. Che brutta fine…

    Francesco Maria Toscano

    25/10/2018

    Categorie: Politica

    2 Commenti

    1. Francesco scrive:

      Salve ,
      in effetti mi fanno sempre più paura.

    2. valentino scrive:

      Concordo pienamente con l’autore dell’articolo al quale faccio i complimenti per sostanza e forma delle sue argomentazioni.
      Con una singola frase si puo’ smontare la fabbrica di menzogne della UE:

      -I mercati sono speculativi per loro stessa natura.-

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