trumpNon è possibile capire l’attuale partita a scacchi tra l’Italia e i nazisti tecnocratici dell’Unione Europea senza considerare nel suo insieme il quadro geopolitico internazionale. Fare questo non significa “riporre le speranze della Patria nelle mani dello straniero russo o americano”, come dicono gli idioti, significa al contrario calarsi nell’unica dimensione possibile per chiunque voglia gestire con un minimo di realismo un grande Paese industrializzato come l’Italia. I “sovranisti” seri non credono che il mondo finisca al Brennero e/o a Lampedusa, credono semmai che la democrazia possa trovare pieno e sicuro compimento solo dentro dei precisi confini territoriali all’interno dei quali debba esercitarsi la piena autorità di istituzioni che operano legittimate dal volto dei cittadini. Una sovranità nazionale così intesa avrebbe poi il dovere di costruire, in condizioni di parità con gli altri Stati sovrani, un equilibrio internazionale calibrato intorno ai concetti di pace, collaborazione e rispetto della reciproca indipendenza. Non ci stiamo inventando nulla di particolarmente originale per la verità, essendo questi principi forgiati a chiare lettere dentro la nostra Costituzione. Il “sovranismo” è l’esatto contrario di un certo “cosmopolitismo” di maniera, filosofia dannosa che predica la supremazia dei consessi sovranazionali che- come la Ue, la Bce o il Fmi-operano al di fuori di qualsiasi controllo democratico perché presuntivamente guidati da uomini più bravi, capaci o esperti degli altri. La globalizzazione è quindi “in re ipsa” un fenomeno negativo, da rigettare in radice dopo avere opportunamente abbandonato senza rimpianti l’illusoria idea di poterla convertire al rispetto della democrazia. Non è poi possibile capire la vera natura di questo mostro di Unione Europea ignorando la cornice globalista che la ospita. Morta questa malsana e maldestra idea di conformare a suon di bombe e “guerre umanitarie” il mondo intero intorno ai (dis)valori del libero mercato la Ue crollerà di conseguenza come crolla un palazzo senza più fondamenta. In questa ottica Trump, Putin e i “brexiteers” inglesi sono oggettivamente nostri alleati, non perché “ci vogliono bene”, ma perché condividono con noi la stessa avversione verso un modello di società alienante, spersonalizzante e sradicalizzante, dove domina indisturbato solo il potere del denaro elevato a nuova divinità laica che tutto giudica e tutti condanna. Senza la vittoria di Trump e il trionfo della “brexit” saremmo ancora prigionieri della narrazione imposta dai neocon americani alla Bush in combutta con i finti democratici alla Obama, pilastri di un mondialismo finalmente declinante che fomentava (e in parte fomenta ancora) in maniera vergognosa il terrorismo politico in Medio Oriente e quello economico in Occidente. Guarda caso, proprio adesso, in prossimità delle decisive  elezioni di “midterm” destinate a incidere sul futuro dell’Europa molto più di tante tornate elettorali interne, si sta scatenando negli Stati Uniti una spirale di violenza molto acuta. Il sospetto è che i soliti elementi del cosiddetto “deep state” vogliano influenzare l’imminente responso elettorale mettendo in pratica una “strategia della tensione” che nelle intenzioni degli occulti manovratori dovrebbe favorire il Partito Democratico e indebolire la posizione del presidente Trump, la cui retorica incendiaria avrebbe scatenato-così infatti scrivono i media “liberal” e “progressisti” americani- una nuova ondata di violenza. Per restare in tema di “strane coincidenze”, ricorderete come anche a pochi giorni dal voto sulla “brexit” uno squilibrato “suprematista” inglese uccise l’europeista Joe Cox. Il voto di midterm negli Stati Uniti è davvero importantissimo, perché se Trump consolida il suo successo il “Russiagate” evapora e i globalisti di mezzo mondo, a partire da Merkel in Europa, si sfaldano in men che non si dica; se invece- Dio non voglia- Trump perderà la maggioranza al Congresso, le istanze “sovraniste” subiranno un grave reflusso e la marea mondialista recupererà la forza e il vigore per regolare i conti con i sinceri democratici e i veri patrioti che, da una parte all’altra dell’Oceano, stanno combattendo con coraggio nell’interesse dei popoli contro oligarchie pericolose, ciniche e senza scrupoli.

    Francesco Maria Toscano

    29/10/2018

                                                         

    Categorie: Editoriale

    Un commento

    1. Drupo scrive:

      C’è sempre qualche idiota che viene sfruttato dal regime per spostare i voti, come avvenne per l’incendio del Reichstag del 1933, come accaduto – appunto – con Joe Cox ed ora con l’ultimo utile idiota, Sayoc.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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