barrosoE’ importante che la società civile prenda atto di vivere dentro una sostanziale dittatura, demistificando il racconto dei ceti dominanti che spacciano per pilastri di “democrazia liberale” quelli che a buon diritto possono essere definiti semmai dissimulati strumenti di tortura. Alcuni pseudo intellettuali a pancia piena tipo Corrado Augias stanno facendo in questi giorni il giro delle sette chiese denunciando i pericoli insiti nel concetto di “dittatura della maggioranza” già elaborato da Alexis de Tocqueville. Sul Corriere della Sera di oggi Giuliano Amato esprime concetti simili chiedendosi ad alta voce come sarà mai possibile coniugare per il futuro la prosecuzione del dominio barbaro delle avide élite con il mantenimento del suffragio universale. Nei giorni passati un altro privilegiato senza merito come Sabino Cassese sviluppava sempre sul Corriere dei padroni l’elogio dei cosiddetti “poteri indipendenti”, finiti inopinatamente nel mirino del discolo Di Maio che aveva osato perfino rimproverare il presidente della Bce Mario Draghi e il relativo “apprendista” Ignazio Visco. Tutte queste vedove inconsolabili che rimpiangono i tempi in cui governavano i partiti definiti “moderati” (ovvero schiavi dei poteri finanziari e bancari) si ritrovano nel pensiero delirante e ossimorico di un certo Yascha Mounk, politologo per l’occasione che ha scritto un saggio (si fa per dire) che fa ridere fin dal titolo: “Popolo contro Democrazia”. Molti personaggi incolori miracolati dal “sistema”, sentendo vacillare alcune certezze, provano cioè a coalizzarsi per frenare l’impetuoso e inarrestabile risveglio di un popolo che non intende più farsi impoverire, umiliare e raggirare da una sparuta minoranza di ipocriti furbacchioni. Questa gente che denuncia l’inesistente pericolo della “dittatura della maggioranza” vuole in realtà difendere un modello di società che perpetui l’attuale “dittatura della minoranza” che si regge sostanzialmente sul ferreo controllo dei mezzi di informazione. Quelli che Cassese chiama mentendo “poteri indipendenti”, indipendenti in verità non lo sono affatto. O meglio sono indipendenti dai Parlamenti e dai governi, e quindi dal controllo pubblico effettuato in nome e per conto del popolo (non più) sovrano, ma sono palesemente influenzati (manovrati?) dalle solite congreghe di usurai e banche d’affari che da sempre “allevano in vitro” e arricchiscono gli “illuminati” tecnocrati poi posti (per volontà forse dello “Spirito Santo”?) alla guida degli “organismi indipendenti”. Viene in mente, ad esempio, la brillante carriera di Mario Draghi che ha rivestito dal 2002 al 2005 anche il ruolo di vicepresidente e membro del management Committee Worldwide della Goldman Sachs. La stessa Goldman Sachs che ha poi assunto a fine mandato, pagandolo a peso d’oro, l’ex presidente della Commissione Europea Barroso, altro strenuo difensore insieme al nostro “supermario” delle teorie che sponsorizzano “l’austerità nei conti”. E’ lecito sospettare che l’agenda politica dei sedicenti “poteri indipendenti” la scrivano gli usurai che tengono sovente a libro paga gli immarcescibili personaggi che saltellano con nonchalance dal settore a quello pubblico al privato e viceversa? O il nostro è “complottismo”? Non esistono infatti scelte “tecniche” o “neutre”, neppure sulle questioni che riguardano la macroeconomia o l’uso leva monetaria. Qualsiasi scelta è “opzionale” e come tale “politica”. Questo è il primo grande inganno del nostro tempo che con forza siamo chiamati fin da subito a smascherare.

    Francesco Maria Toscano

    8/11/2018

     

     

     

    Categorie: Editoriale

    3 Commenti

    1. Pardus scrive:

      E’ apodittico. La tecnocrazia UE è al servizio del Grande Capitale Finanziario e dei «Signori Apolidi» del Mercato Globale.

    2. Rob scrive:

      I tuoi post nei commenti del blog di Gilioli non li legge nessuno, sappilo.

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