MayIl premier inglese Theresa May sembra un redivivo Neville Chamberlain in gonnella. Come è noto l’imbelle Chamberlain fu promotore e sostenitore durante la conferenza di Monaco del 1938 della cosiddetta politica dell’ “appeseament” (“accomodamento”) nei confronti della Germania di Hitler, di una strategia cioè che mirava a “contenere” le mire espansionistiche del fuhrer di fatto legittimandole e assecondandole. Questo approccio non solo non limitò l’ansia conquistatrice dei tedeschi, ma rinforzò i propositi bellicisti delle classi dirigenti naziste dell’epoca che sfruttarono cinicamente a loro vantaggio le paure e le ansie malamente dissimulate che la strategia voluta da Chamberlain- e da quelli simili a lui- evidentemente palesava. La fine della storia la conosciamo tutti. Dovette poi arrivare Churchill per porre rimedio ai guasti gravissimi che i tentennamenti dell’ilare Chamberlain provocarono. Veniamo ora all’attualità. La premier inglese di oggi, esaltazione del concetto stesso di mediocrità, ha predisposto un piano per la “Brexit” che è semplicemente ridicolo. Guidata dall’ansia di ottenere l’approvazione dei fascisti di Bruxelles, (la cosiddetta “banda Juncker”) notoriamente manovrati dietro le quinte dai “kapò” di Berlino, la May ha raggirato la sua gente e il suo popolo, svuotando la Brexit in maniera così radicale da renderla di fatto sostanzialmente ininfluente e superflua. Anziché sconfessare sfacciatamente e con prepotenza il responso di un referendum che l’élite non pensava di poter perdere, i padroni del vapore- in pieno stile orwelliano- hanno deciso di chiamare “Brexit” la pratica negazione del responso popolare. Quindi, secondo May e altri giulivi politici che la seguono, la Gran Bretagna dovrebbe trasformarsi in una colonia germanica vendendo al “popolino” l’avvenuto ripristino di una indipendenza nazionale già ampiamente svenduta. Chissà come si staranno rivoltando nella tomba i soldati di Sua Maestà che non si piegarono di fronte alla furia dei tedeschi neppure all’indomani dell’atroce bombardamento di Coventry. Fortunatamente non tutti i politici inglesi sono nelle mani dei tedeschi e, nonostante le patetiche manovre della May, moltissimi parlamentari d’oltremanica non intendono validare con il proprio voto un “accordo” che puzza di alto tradimento lontano un miglio. Preso atto di non godere della stima e della fiducia dell’Aula, la May ha pensato bene di impedire ai parlamentari di esprimere il proprio sdegno con il voto, rinviando sine die una conta che era prevista per domani, Martedi 11 dicembre. Simile ad un cane bastonato, la May ha annunciato che tornerà con urgenza a Bruxelles dal suo padrone Juncker per supplicare qualche ulteriore “concessione” in grado di “abbellire” il compromesso raggiunto. In pratica la capa dei Tory vuole gettare un po’ zucchero filato su un piatto di sterco nella speranza di farlo in tal modo trangugiare agli sciocchi. Fatica sprecata. In verità gli inglesi devono al più presto cacciare dalle stanze del potere questa premier macchiettistica e volgare, preparandosi con coraggio a regolare i conti con i tedeschi sulla base di un virile rapporto di forza. I nipotini del fuhrer- notoriamente- conoscono solo il linguaggio della forza, e solo dopo avere di nuovo occupato Berlino sarà possibile ricondurli alla ragione. Per il resto le “grandi tragedie” che avrebbero dovuto verificarsi in caso di “Brexit” ancora non si vedono. Mentre la Francia del “responsabile europeista” Macron brucia, l’economia della “perfida Albione” va a gonfie vele. Alla faccia di tutti i giornalisti servili e inetti che mentono di continuo per indole, pavidità e convinzione.

    Francesco Maria Toscano

    10/12/2018

    Categorie: Esteri

    Un commento

    1. Pardus scrive:

      Una vegogna: Gli Inglesi hanno al vertice dei quisling peggiori dei nostri.

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