mERKELUna delle motivazioni più ridicole utilizzate dai benpensanti “democrati” e “liberali” per demonizzare l’attuale presidente del Venezuela e contestualmente promuovere l’incappucciato Guaidò è la seguente: “Maduro ha affamato il suo popolo!” Avete sentito bene, i maggiori capi di Stato d’Europa, a partire da Macron e Merkel- con al seguito i soliti piddini italiani scodinzolanti- “soffrono” (senza apostrofo) nel pensare alle disagiate condizioni di vita di tanti venezuelani costretti a fare i conti con l’inflazione galoppante che distrugge i risparmi e rende impossibile la vita ai “ceti medi”. Per cui, rapiti da un incontenibile slancio di affetto transoceanico, i vertici dell’attuale Europa sentono il dovere di intervenire per mitigare i dolori di un popolo intero schiacciato sotto il tallone del tiranno comunista e populista coi baffi. Se non state ancora ridendo potete farlo ora. Secondo la nostra grande stampa, quindi, noi dovremmo riconoscere l’autenticità di questa versione pur conoscendo le biografie e la storia recente di personaggi come Merkel, a capo di una nazione che ha volutamente trasformato in poco più di un decennio l’intera periferia europea in una valle triste, dilaniata da povertà, disoccupazione ed esclusione sociale. La Merkel, dopo avere dolosamente indotto al suicidio centinaia di greci stremati dall’austerità, non sopporterebbe di vedere star male i venezuelani che evidentemente gli stanno più simpatici. E noi dovremmo pure fare finta di credere a queste scemenze per non innervosire i vari Riotta, De Bortoli e altri sicofanti che occupano senza costrutto spazi di visibilità mediatica. E che dire di Macron? Un presidente screditato, settimanalmente contestato da centinaia di migliaia di francesi che scendono in piazza nonostante le brutali violenze pianificate con il consenso del governo dalla gendarmeria transalpina. Come può questo feroce dittatore, bravo solo nel far manganellare cittadini inermi, ergersi a difensore degli oppressi? Ancora più ridicoli, ma questa non è una novità, sono i piddini italiani. Quelli che i giorni pari chiedono al governo Conte di affiancare i francesi e i tedeschi per coprire ancora una volta la Patria di ignominia come ai tempi dell’attacco alla Libia, mentre i giorni dispari si lamentano con il governo per il varo del “reddito di cittadinanza”, una misura che- sostengono senza pudore- potrebbe disincentivare al lavoro visto che tanti giovani- pur lavorando come muli da soma- ricevono salari “venezuelani”. Questi miserabili, fate attenzione, non chiedono quindi che, in coerenza con lo spirito della nostra Costituzione, i lavoratori tornino a ricevere salari dignitosi, ma si preoccupano del fatto che- eliminato il terrore di finire senza cibo in mezzo ad una strada a causa dell’approvazione di leggi denunciate come “assistenzialiste”- in molti non saranno più disposti a farsi schiavizzare. La condizione di tanti giovani europei, precari costretti a vivere con poche centinaia di euro al mese, è davvero tragica. Schiacciati dalla logica disumana della competitività ad ogni costo, non vengono più trattati neppure come “persone”, ma come merci buone solo nella misura in cui servono per abbattere i costi. Impoveriti sul piano materiale e inebetiti su quello culturale, i nuovi schiavi moderni hanno finito perfino per amare la mano che li frusta. Smarrita la consapevolezza di far parte di una unica classe- quella del Sevo- costretta a difendersi dalla cattiveria infame del Signore- i nostri “poveri” sono oggi ridotti a singole individualità inoffensive in balia dei ceti dominanti. Gente così disarticolata e manipolata che magari, anziché pensare alla condizione deprimente che li avvolge, critica “l’affamatoreMaduro in compagnia di quelli che hanno già affamato tutti nel Vecchio Continente.

    Francesco Maria Toscano

    6/02/2019

    Categorie: Editoriale

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