ZINGARETTISe qualcuno coltivava speranze sulle reali capacità di Zingaretti, fratello del più noto “commissario Montalbano”, di risollevare le sorti del Pd, oggi farebbe bene quelle speranze ad archiviarle definitivamente. Incurante della lezione di Oscar Wilde che spiegava quanto fosse preferibile “tacere e sembrare stupidi anziché aprire bocca e levare ogni dubbio”, l’attuale governatore del Lazio ha oggi rilasciato una lunga intervista al giornalista Aldo Cazzullo del Corriere della Sera per dare prova di non avere capito un tubo. Probabile vincitore delle imminenti primarie del Pd in una contesa che lo vede competere con noti trascinatori di folle come Martina e Giachetti (hai detto mica “pizza e fichi”), Zingaretti condurrà quindi il Pd alla definitiva scomparsa, lasciando probabilmente allo stesso Cazzullo- già rodato nei panni della “prefica” in seguito alla “prematura” scomparsa di Donna Marella Agnelli – il compito di piangerne pubblicamente le spoglie mortali. Zingaretti parte subito forte sfoderando un argomento davvero rivoluzionario e dirompente: “dialogheremo con i moderati”. Roba grossa in grado di risvegliare l’entusiasmo di masse ora dormienti o ingenuamente cadute nella rete dei “populisti” Salvini e Di Maio. Quale sincero rivoluzionario di sinistra, stanco del vecchio establishment classista e neoliberista, non sogna infatti la costruzione di un raggruppamento “moderato” e anche “nobilmente conservatore” (ipse dixit) che metta insieme cavalli di razza del calibro di Calenda, Bonino, Pizzarotti, magari in compagnia di vecchie glorie mai ingiallite come Casini o De Mita? Un fronte del “cambiamento” pronto a sbarcare in Europa al grido di “più Germania”, “più disoccupati, “più austerità”, più “deflazione salariale”, piùsofferenza”, “fame” e “sacrifici” per (quasi) tutti? Chiaramente il Pd, sulla scia di un impianto programmatico così avvincente, conoscerà una crescita impetuosa di consensi. Mentre i “grillini” incompetenti contestualmente spariranno logorati dalle loro stesse contraddizioni interne. A questo punto, se non erro, la mamma dirà probabilmente a Cappuccetto Rosso di recarsi dalla nonna malata a portare un cesto facendo attenzione al lupo cattivo. Una volta “assorbiti” i grillini, Zingaretti e i sette nani saranno allora pronti per sferrare l’attacco decisivo contro le famigerate “destre”, senza però connotarsi come forza di “sinistra” (pare brutto), per impedire che in Italia soffi troppo forte il vento xenofobo, sessista, fascista e isolazionista incarnato dal “truce capitano” Salvini. In ogni caso Zingaretti si dice tranquillo perché nel frattempo c’è Mattarella che vigila sulla tenuta democratica del Paese, sempre eventualmente pronto ad indicare un Cottarelli qualsiasi quale nuovo premier bypassando quell’inutile Parlamento divenuto oramai un lugubre luogo dove “bivaccano” i “sovranisti”. L’indomito Cazzullo inoltre, che conosce come pochi il sentire profondo del Paese, chiede con sagacia se Bersani e D’Alema torneranno quindi a far parte della “ditta”, sbattendo però contro la risposta elusiva dell’intervistato: “Loro stessi lo hanno escluso”. Di Renzi invece il prossimo leader dice che “ha il destino nelle sue mani”. Ovvero la stessa frase che campeggia in genere sulla testa di chi si reca in un bagno pubblico. Buona fortuna caro segretario in pectore, ne avrete bisogno.

    Francesco Maria Toscano

    2/03/2019

    Categorie: Politica

    7 Commenti

    1. Pincus scrive:

      Forse i pidini, che hanno dimezzato i propri elettori rispetto al 2013, dovrebbero guardare le immagini di chi si presenta a votare per le “primarie” PD: solo anziani e immigrati. Dei giovani Italiani manco l’ombra. Le generazione più giovani hanno capito che il “partito nato morto” come lo definiva Travaglio, ora è completamentente marcio e putrefatto.

    2. Marco Giannini scrive:

      Io invece temo che torneranno al 25% spero non oltre.
      <>
      Ovazione.

    3. Marco Giannini scrive:

      OVAZIONE PER
      Un fronte del “cambiamento” pronto a sbarcare in Europa al grido di “più Germania”, “più disoccupati, “più austerità”, più “deflazione salariale”, più “sofferenza”, “fame” e “sacrifici”

    4. […] DOPO LA TRAGEDIA ARRIVA LA FARSA. E DOPO LA FARSA ZINGARETTI […]

    5. Marco Giannini scrive:

      Invito a firmare questa petizione.
      https://www.change.org/p/camera-dei-deputati-test-del-capello-cocaina-per-i-parlamentari
      Proprio perché ci sono molti farabutti che non sono moralisti ma di moralisti che non sono farabutti non ne esistono…

    6. Pincus scrive:

      Zingaretti-quasiMontalbano nei primi passi della sua segreteria si sta dimostrando un segretario debole, teso molto più alla “derenzizzazione” del partito piuttosto che a fare nuove proposte. Un novello Bersani.

    7. Marco Giannini scrive:

      Zingaretti è eterodiretto dall’apparato, dice quello che gli fanno dire. Renzi almeno era facile da inquadrare, questo è più difficile da sgamare…faccia alla “Bersani dei poveri”,sfondoni grammaticali, cravatte rosse o maglietta sudata per strada, proclami di ritorno al passato. A parte che la giustizia su di lui si dimostra come sempre a due pesi e due misure (Buzzi di Mafia Capitale ecc) ma ciò che va rimarcato è che è un politico ignorante, di scarsissimo livello roba che quando si credono superiori intellettualmente si devono nascondere. Ha parlato di piena occupazione? Di salario orario garantito? Di politiche espansive? Ehiiiii non sa nemmeno cosa sono. Cita il liberismo (ma si guarda dal citare il NEOliberismo) senza dire che nei paletti UE non superi questa ideologia…come affermo io “populismo è quando si mente”, “ideologia è quando i fatti dimostrano il contrario” e Zingaretti a contorno ha già visitato i potentati dietro la TAV, i Confindustriali che ci vendettero nel 1992 (Euro e Brutannia) e i banchieri. Fate voi…

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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