DraghiIl dibattito sulla necessità di rispettare le regole europee assume in Italia profili surreali e parossistici. Tanti personaggi da circo che affollano i principali talk show televisivi e scrivono sui nostri “grandi giornali”- più che incompetenti- sembrano di fatto “posseduti” da entità malvagie che  li costringono a portare il cervello all’ammasso e a ripetere all’infinito filastrocche senza senso già smentite dalla realtà fattuale. Tutti gli “italici cottarelli” in pericolosa libera uscita notturna avvertono che fare politiche in deficit significa aumentare lo “stock del debito”. Quindi, usando la logica, l’uomo medio- quello che non ha fatto cioè grandi studi macroeconomici- dovrebbe intuire che le regole europee servono per impedire che gli Stati si indebitino eccessivamente. Poi però succede che nel mondo reale  esistano anche quelli che- non credendo alle favole-  provano a controllare personalmente le traiettorie dei diversi debiti pubblici di tutti i Paesi dell’area euro a partire dal varo della moneta unica. Con sommo stupore chi volesse controllare i numeri senza fidarsi dei racconti veicolati in televisione da gente meno credibile  del “mago Oronzo” come Federico Fubini, Francesco Giavazzi, Ferruccio de Bortoli e tanti altri, scoprirebbe che la verità è l’esatto contrario: da quando esiste l’euro i Paesi che hanno aderito alla moneta unica hanno visto aumentare il proprio debito pubblico. Pure il debito della “virtuosissima” Germania di Angela Merkel è oggi maggiore di quanto non lo fosse prima dell’ingresso dell’euro. E perché mai una architettura comunitaria sorta con l’obiettivo ossessivo di impedire a parole “l’esplodere del debito” dovrebbe infine provocare nei fatti un effetto esattamente contrario? Perché è tutto un imbroglio, un equilibrio sopra la follia direbbe Vasco Rossi, imposto da gente pagata per mentire all’infinito. Del debito pubblico non gliene frega niente a nessuno, tantomeno a Draghi, Merkel o Cottarelli; brandire lo spauracchio del debito serve solo per ottenere un grimaldello concettuale utile per realizzare i veri e dissimulati obiettivi che le diaboliche classi dominanti continentali si sono prefissate, e che non sono di natura economica e finanziaria ma prettamente politica, sociologica e perfino antropologica. I dominanti vogliono creare- e in parte ci sono già riusciti- un equilibrio fra i diversi popoli e le diverse classi fondato sull’abuso del più forte, sulla disuguaglianza estrema, sulla diffusione di una povertà usata come mezzo di controllo di masse da rendere amorfe, inutili, insignificanti e irrilevanti. Un mondo distopico dove pochissimi usurai- feroci nell’agire e felpati nel parlare- decidono della vita di tutti. Il gran sacerdote di questa “combriccola del male” è Mario Draghi, presidente della banca centrale europea pronto a tornare in Italia per imprimere una torsione reazionaria ad un sistema partitico che- pur con tutti i suoi limiti- mostra timidi segnali di risveglio. Non a caso Draghi ha appena ordinato al Parlamento italiano di non insistere con la storia dei “minibot” proposti dal leghista Borghi per non “innervosire i mercati”. Solite minacce di un losco figuro promosso al vertice del potere continentale dopo avere svenduto negli anni’ 90, in qualità di segretario generale del ministero del Tesoro, i beni di uno Stato italiano allora florido e rispettato. Mario Draghi è il principale nemico dell’Italia e degli italiani. Tutti ne prendano atto.

    P.s. Iscriviti al Risorgimento Meridionale per l’Italia seguendo le indicazioni sul nostro sito ufficiale: www.risorgimentomeridionale.it

    Francesco Maria Toscano

    7/06/2019

    Categorie: Politica

    2 Commenti

    1. Asino scrive:

      Prova

    2. Asino scrive:

      I ioooooohhh. I ooooooooh i ooooooooh
      Prova di raglio riuscita

    Commenta


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