governo tecnicoAlcuni temono che lo scandalo “Lega-Savoini” possa far precipitare la situazione fino al punto da far cadere i “gialloverdi” e aprire la strada ad un “governo tecnico”, magari guidato da Mario Draghi di ritorno da Francoforte. Questa prospettiva è effettivamente realistica, ma chi la agita omette un particolare importante: anche l’attuale governo- quello guidato dal presunto “avvocato del popolo” Giuseppe Conte è di fatto un “governo tecnico” mascherato. La domanda giusta l’ha posta giorni fa il leader euroscettico inglese Nigel Farage, allorquando, all’indomani delle nomine di Ursula Von Der Leyen e Christine Lagarde ai vertici della “nuova Europa” con il placet di Palazzo Chigi, si chiese sbigottito come mai Salvini e Di Maio avessero scelto proprio Conte- ovvero un ultras dell’europeismo più acritico-come capo di un governo che rimane in piedi grazie ai voti dei “populisti”. Farage, come tutte le persone normali- non conoscendo a fondo i “machiavellismi” che caratterizzano la politica italiana, non riesce a trovare una logica per spiegare ciò che accade nel Belpaese. La grande forza del “sistema”, infatti, non consiste nel governare grazie ai voti di quelli che amano essere “sculacciati” da Merkel e Macron, ovvero dei piddini di ogni risma e categoria, ma di comandare in favore dalla Ue dopo avere carpito con l’inganno i voti di quegli elettori che avevano sperato di poter cambiare qualcosa in Europa per mezzo di una elezione libera e democratica. La Ue, invece, come hanno onestamente ammesso nel recente passato alcuni leader in vena di confidenze, non può permettersi di essere democratica, né in Italia né in Grecia. I “gialloverdi”, quindi, si mascherano furbescamente dietro la figura melliflua di Conte così come Bersani e Berlusconi si mascheravano- in maniera meno sofisticata- dietro il “loden” di Mario Monti. Il gioco delle parti fino ad oggi ha funzionato. Salvini aumenta i consensi facendo la voce grossa contro gli immigrati, Di Maio attacca a parole le politiche di austerità, mentre Conte, Tria e Moavero- tutti benedetti dal Presidente Sergio Mattarella- esercitano il potere reale nel nome di una imbarazzante continuità con quelli che hanno governato prima. Nessuno si chiede come mai i tre ruoli più importanti dell’attuale gabinetto siano occupati da gente che non è stata mai votata neppure dai parenti più stretti? Il Premier, il ministro dell’Economia e quello degli Esteri- figure estranee ai partiti di maggioranza- danno chiaramente all’esecutivo in carica un’impronta “tecnica” che, nella neo-lingua in voga oggi, significa in sostanza eterodiretto dalle oligarchie di Bruxelles e Francoforte. Per quanto tempo ancora Salvini e Di Maio potranno prendere in giro gli elettori? Il ministro Tria si appresta infatti a varare l’ennesima finanziaria fatta di tagli e contenimento della spesa, con buona pace dei vari Borghi e Bagnai che assolvono bene il compito di distrarre mediaticamente gli elettori dalle questioni serie e irrisolte. L’economia ristagna, l’Europa non cambia e Salvini è finito inghiottito nella “nebbie russe” alimentate dalla sua pavidità e insipienza. Oramai la verità è chiara a tutti, tranne ai ciechi e agli innamorati: questo governo non riuscirà a liberare l’Italia dalla morsa dei nazisti finanziari. Per questo è indispensabile costruire un nuovo partito, autenticamente sovranista e populista, che- a differenza di Lega e 5 Stelle- non contempli la possibilità di tradire il popolo una volta varcata la soglia del Palazzo. Noi siamo pronti.

    Francesco Maria Toscano

    15/07/2019

    Categorie: Editoriale

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