VoxA pochi mesi dalla sua nascita Vox Italia è già una realtà solida nell’asfittico panorama politico italiano. Migliaia di cittadini continuano a riunirsi- da Bolzano a Trapani- sotto le bandiere di un partito che intende rivoluzionare in profondità i rapporti di forza in Italia e in Europa. Un partito che non vuole “amministrare l’esistente”, ma creare le condizioni per l’affermarsi di un nuovo paradigma incentrato sul rispetto della dignità umana e sulla giustizia sociale. Vox non è un “partito in mezzo agli altri”, è invece un’idea, una visione, un modo di concepire la vita e l’esistenza che riconosce il primato della politica sull’economia, della filosofia sulla tecnica. In questo senso Vox è un esperimento nuovo ma allo stesso tempo antico, perché ricuce quel nesso indispensabile che deve tenere insieme politica e cultura. La politica senza cultura si trasfigura sempre necessariamente in un triste e volgare “comitato d’affari”, mentre la cultura che mai si incontra con la politica si trasforma spesso in sterile e inutile chiacchiericcio fra presunti ottimati autoreferenziali. Questo è il punto di partenza del nostro ragionamento. E proprio in coerenza con questo principio abbiamo fin da subito indicato in Diego Fusaro il nostro “ideologo” di riferimento, unico intellettuale italiano in grado di cogliere con chirurgica precisione i limiti e gli errori del discorso dominante per indicare a tutti un “pensare altrimenti”. Il vergognoso fallimento dei grillini – finti contestatori che hanno stabilizzato il sistema proprio facendo finta di combatterlo- rinverdisce infatti l’intuizione di Lenin che spiegava come “senza teoria rivoluzionaria non vi può essere movimento rivoluzionario”. Per questo noi ci presentiamo fieramente come un partito ideologico che unisce “idee di sinistra e valori di destra” per realizzare una hegeliana sintesi alta e nobile. Non siamo il partito del “basta casta, sprechi e corruzione”, simili isterismi e infantilismi li lasciamo volentieri agli alleati più o meno consapevoli di quei poteri malvagi e ipocriti oggi prevalenti su un piano globale. Un ancoraggio culturale certo e forte è precondizione indispensabile ma non ancora sufficiente per imporre una gramsciana “egemonia culturale”. Serve non solo una limpida teoria di riferimento che indichi l’alternativa, ma servono anche uomini in carne ed ossa che si facciano fisicamente interpreti e divulgatori di un modello diverso e migliore di vivere la politica al servizio della comunità e della nazione. Uomini che conoscano e difendano in primo luogo la nostra Costituzione dagli assalti dei soliti banchieri apolidi, nemici impalcabili di qualsiasi verità che non sia in vendita o che non possa essere violentata e deviata dal potere del denaro. Uomini che a partire dalla prima tre giorni di Marzo (clicca per leggere) verranno istruiti e “forgiati” dal responsabile della nostra scuola di formazione Mauro Scardovelli, autorità assoluta e indiscussa nel campo. Alla luce di queste brevi premesse, cari amici, vi invito ad essere quindi ottimisti ed entusiasti, volitivi e coraggiosi, perché i “padroni” ci vogliono isolati e ripiegati e invece ci troveranno uniti e indomabili.

    Francesco Maria Toscano

    18/02/2020

    Categorie: Editoriale

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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