Un po’ di economia può essere una cosa veramente terribile, perché i primi corsi di micro e macro-economia sono la parte più dogmatica e piena di miti del curriculum neo-liberista. Dogmi che sono stati falsificati per 75 anni (come l’austerità) vengono insegnati come verità rivelata. Il povero studente indottrinato viene quindi lanciato nel mondo “sapendo” che l’austerità è la risposta, e che la disoccupazione di massa e le recessioni prolungate sono piccoli prezzi da pagare (per altri) per ottenere il Santo Graal del pareggio di bilancio. Agli studenti viene insegnato che i bilanci nazionali sono in realtà proprio come bilancio familiare. Questi dogmi non sono semplicemente falsi, sono auto-distruttivi e crudeli. L’economia neo-liberista è così sbagliata ed è peggiorata a un ritmo così rapido che ora adora l’analogo economico delle sanguisughe —l’austerità— come una risposta ad una Grande Recessione. Milioni di persone ogni anno vengono indottrinate per credere a queste sciocchezze a lungo falsificate, compresi quelli che si ritengono progressisti.

    L’aspetto notevole dell’economia neo-liberista è che la forza del suo mito è sopravvissuta in molti progressisti, anche dopo che i suoi dogmi falliti hanno causato una massiccia distruzione economica, una elite che ha estensivamente ed impunemente frodato, e capitalismo clientelare così corrotto da storpiare la democrazia. In effetti, il lavaggio del cervello che hanno subito è così efficace che anche dopo che l’eurozona ha eseguito un esperimento di massa con l’austerità che si è rivelato (di nuovo) essere un fallimento catastrofico, essi rimangono accoliti del neo-liberismo. Questo articolo illustra tre esempi che esemplificano il problema.

    The Guardian (U.K.)

    The Guardian è il più famoso giornale di sinistra del Regno Unito, ma l’adesione del suo direttore finanziario al mito neo-liberista dell’austerità è tanto appassionata quanto stupida. Prendiamo in considerazione questo pezzo alquanto incoerente sul “fiscal cliff”, del redattore finanziario del giornale.

    “Spieghiamo il fiscal cliff: cosa occorre sapere sulla più importante notizia da Washington

    L’America sta davvero camminando sull’orlo di una scogliera? Perché il Congresso e il Presidente non possono accordarsi? Affronta il problema con la nostra pratica guida.”

    http://www.facebook.com/l/1AQEkBn6HAQEqjpqHbeHDh8kizs9BIReCYi4lBLA9f4d0Aw/www.guardian.co.uk/world/2012/nov/27/fiscal-cliff-explained-spending-cuts-tax-hikes

    Ho scelto il pezzo del Guardian come primo esempio, perché inizia con il più semplice e comune mito neo-liberista a supporto dell’austerità – una nazione con una moneta sovrana è proprio come una famiglia.

    “Quindi partiamo dall’inizio: che cosa è il «fiscal cliff»?

    Non è una scogliera, ma due cose: un insieme di tagli alla spesa e aumenti fiscali che entreranno in vigore il 2 gennaio.

    Perché proprio adesso?

    Gli Stati Uniti hanno circa 2.3 miliardi di dollari in arrivo, e ne spendono circa 3.6 miliardi. Quindi immaginate di guadagnare 23.000 dollari l’anno a fronte di una spesa di 36.000. Che cosa accadrebbe? Sareste in debito, e dovreste tagliare le spese. Gli Stati Uniti sono nella stessa situazione. A parte il fatto che invece di poche migliaia devono tagliare 1.3 miliardi.”

    Il Regno Unito non ha adottato l’euro, e ha ancora una moneta sovrana. Questo permette al valore della sterlina di fluttuare liberamente, e all’Inghilterra di generare un ingente debito nella propria valuta. The Guardian, quindi, non ha scuse per non capire una economia nazionale come gli Stati Uniti, che dispone a sua volta una moneta sovrana. Una nazione che incrementa il debito nella propria valuta -liberamente fluttuante e sovrana- non è un obiettivo per i falchi obbligazionari. Può e deve spendere molto più di quanto non incassi dal gettito fiscale, per reagire a una recessione. Questo è quel che gli “stabilizzatori automatici” fanno. Gli stabilizzatori automatici riducono notevolmente l’entità e la durata della recessione. L’austerità fa l’opposto. Nazioni con le valute sovrane possono creare denaro direttamente premendo dei tasti sul computer della banca centrale, o tramite prestiti a tassi di interesse eccezionalmente bassi, nel corso di una recessione. Stati Uniti, Regno Unito e Giappone si indebitano a lungo termine (10 anni) a tassi inferiori al 2% perché hanno monete sovrane. Nazioni con valute sovrane normalmente sono in deficit di bilancio per la maggior parte del tempo. Gli Stati Uniti sono stati in deficit per la stragrande maggioranza della propria storia.

    Se un nucleo familiare riduce la spesa perché il suo reddito cala durante una recessione, questo ha un effetto trascurabile sull’economia della nazione. Se un governo nazionale taglia la spesa perché una recessione riduce il suo introito, automaticamente si riduce la domanda del settore pubblico e si riduce indirettamente la domanda del settore privato. Una recessione si verifica quando la domanda è gravemente insufficiente. L’austerità governativa infligge una recessione ancora più grave alla nazione, riducendo ulteriormente la domanda. Una famiglia e una nazione dovrebbero seguire strategie opposte, quando i loro redditi crollano. L’affermazione del Guardian che dovrebbero seguire tutti la stessa strategia rivela il loro indottrinamento in uno dei miti più distruttivi neo-liberismo. Il fatto che il Guardian stia facendo questa affermazione nel dicembre 2012, dopo aver visto la recessione che l’austerità ha inflitto all’eurozona, dimostra che il problema è il dogmatismo, perché solo il dogma è insensibile ai fatti che più volte lo smentiscono.

    The Guardian, naturalmente, sa che l’eurozona è stata costretta a tornare in recessione dalle politiche della “troika”, ma inverte causa ed effetto. Ecco un altro pezzo in argomento dallo stesso redattore finanziario, sulla reazione del mondo per il mancato raggiungimento di un accordo sul “fiscal cliff”.

    “D: Cosa ne pensa di ciò il resto del mondo?

    R: Pensano che siamo ridicoli, e che stiamo giocando a tira e molla non solo con la nostra economia, ma con quella di tutto il mondo. Il capo del FMI, Christine Lagarde, ha detto gli Stati Uniti stanno diventando il suo peggior nemico, ritardando una decisione. Eppure, questo è un caso di pentole e bollitori. Non è che l’Europa possa davvero guardarci dall’alto in basso: hanno procrastinato le stesse difficili decisioni sui tagli alla spesa per oltre tre anni, e sono stati sul punto di collassare molte volte. Dovremmo essere abbastanza intelligente per guardare il loro esempio ed evitare gli stessi problemi? Sì, tecnicamente. Ma questa è la natura dei negoziati: si risolve tutto solo alla fine”.

    http://www.facebook.com/l/CAQEKGbVGAQGshmZaFYUYePD7t5BLI8y6yiEQMOcu-doQ8A/www.guardian.co.uk/world/fiscal-cliff-blog/2012/dec/18/fiscal-cliff-quiz-explainer

    L’incredibile spiegazione del Guardian del motivo per cui l’eurozona è stata fatta tornare in recessione è: austerità insufficiente e applicata tardi! Se solo l’eurozona avesse attuato preventivi e più pesanti “tagli alla spesa” le cose sarebbero andate molto meglio. Questa “logica” deriva dal presupposto che le nazioni sono come famiglie. La risposta del Guardian al fatto che il sanguinamento rende il paziente più debole è che questo deve sanguinare di più, e più velocemente.

    Si noti che l’editor finanziario del Guardian sembra anche credere che i sistemi a sovranità monetaria, come gli Stati Uniti e il Regno Unito, soffrono lo stesso rischio di “crollo” delle nazioni che hanno abbandonato le loro valute sovrane, perché hanno adottato l’euro che è stato sperimentato “molte volte”. I “crolli” che le nazioni dell’eurozona hanno sofferto “molte volte” è a causa della vulnerabilità mortale delle nazioni che non hanno una moneta sovrana, per il mix tossico di recessione, austerità, dei falchi del debito. L’errore dell’esperto finanziario del Guardian nel comprendere tali caratteristiche fondamentali, e di importanza critica del sistema finanziario, è un testamento al pericolo del dogma.

    Gli Stati Uniti “evitano [hanno evitato] gli stessi problemi” dell’eurozona dopo la Grande Recessione. Non hanno subito crolli finanziari “molte volte”. Non sono ricaduti in recessione e non sono afflitti dai livelli di disoccupazione della Grande Depressione. Il debito pubblico degli Stati Uniti è stato ridotto a un tasso record negli ultimi tre anni. Gli Stati Uniti sono stati in grado di “evitare gli stessi problemi” dell’eurozona perché non hanno abbracciato il dogma dell’austerità, e non hanno rinunciato alla propria moneta sovrana. Gli Stati Uniti non hanno neanche lontanamente fornito uno stimolo adeguato del tipo raccomandato da economisti competenti, ma lo stimolo sebbene modesto è stato sufficiente a produrre una ripresa, modesta e sostenuta. Il Guardian, tuttavia, ne deduce che non siamo riusciti a evitare problemi dell’eurozona dopo l’inizio della Grande Recessione.

    Il Governatore Howard Dean

    Il Governatore Dean è stato Presidente del Comitato Nazionale Democratico dal 2005 al 2009. È stato da subito contrario all’invasione dell’Iraq. Si descrive come un “progressista democratico”. È un medico. Dean è spesso ospite in programmi serali di MSNBC. Secondo Dean gli Stati Uniti dovrebbero rinunciare al “fiscal cliff”, perché l’austerità è auspicabile. Sostiene che un “pareggio di bilancio” sia essenziale, e che “chiunque” dovrebbe pagare più tasse per pareggiare il bilancio. Ritiene, in aperto contrasto con la storia degli Stati Uniti, che nessuna nazione possa continuare a funzionare deficit.

    http://www.facebook.com/l/6AQEf6_YvAQHB4I_AwLyLlnRIC7_YVRUzWD-X8GexQno_-g/www.realclearpolitics.com/video/2012/12/06/howard_dean_the_truth_is_everybody_needs_to_pay_more_taxes_not_just_the_rich.html

    Sulla CNBC, Dean ha sostenuto l’austerità che il “fiscal cliff” avrebbe inflitto alla nazione. Lo ha fatto anche credendo che avrebbe causato una recessione per almeno sei mesi. Ha predetto che la recessione sarebbe stata breve e mite, un piccolo costo per ridurre il deficit. Ha dato per scontato che l’austerità avrebbe ridotto il deficit, anche se ha ammesso che avrebbe causato una recessione.

    http://www.facebook.com/l/3AQEl1e6gAQF111xX35ZRIam-md8lbXGXUckytmv_K5zaYQ/www.msnbc.msn.com/id/21134540/vp/

    Dean si autodefinisce progressista, è uno dei democratici più importanti della nazione, ed è più dogmatico di Boehner Speaker sull’austerità.

    Andrew Stern (ex capo della SEIU)

    Andrew Stern ha guidato uno dei maggiori sindacati in America. Ne ha fatto una unione crescente e una forza politica dedita a cause progressiste. È stato membro della commissione Bowles-Simpson (BS) di riduzione del deficit nominata dal Presidente Obama. Obama ha nominato co-presidenti che sapeva essere zelanti sostenitori dell’austerità fino a disciogliere e privatizzare la propria rete di sicurezza. Erskine Bowles è un leader dell’ala finaziaria del Partito Democratico, e Alan Simpson è molto un repubblicano estremamente conservatore. Stern ha rifiutato di votare a favore delle raccomandazioni di austerità BS, ma il suo voto non è basata su un rifiuto di austerità.

    “Perché ho votato no su Simpson-Bowles

    Il 3 dicembre 2010 ho votato «no» al rapporto Simpson-Bowles presentato alla Commissione nazionale sulla responsabilità e riforma fiscale. Ecco quello che avevo da dire in proposito, alllora:

    La relazione della Commissione contesta anche al nostro Presidente di offrire il suo piano per la crescita economica, e per la responsabilità fiscale, non più tardi del suo Stato dell’Unione, e sfida il Congresso ad adottare un piano entro l’Election Day del 2012.

    Ho votato no, nonostante la mia ammirazione per lo sforzo, perché ogni piano, lo credo fortemente, deve affrontare sia il nostro deficit di bilancio che gli investimenti necessari per creare posti di lavoro e un’economia dinamica. Nessuna famiglia vorrebbe pareggiare il bilancio rinunciando a mandare i figli al college. Nessuna azienda può competere con successo con attrezzature obsolete. E nessuna nazione può semplicemente tagliare la sua strada verso la prosperità. Ho sentito il piano dovrebbe bilanciare entrate e tagli alla spesa, ma potrebbe bilanciare la sicurezza sociale, preservando più benefici, facendo troppi tagli a breve termine all’assistenza sanitaria prima che la grande riforma venga stata attuata nel 2018, e senza condividere la responsabilità con le imprese. ”

    http://www.facebook.com/l/1AQEkBn6HAQEIOO4ksDBBOQRz2l3SGmsX-G26BMaJsYVvHg/andrewlstern.com/2011/04/13/why-i-voted-no-on-simpson-bowles/

    Stern ora dice che si rammarica di aver votato contro le raccomandazioni BS.

    http://www.facebook.com/l/-AQHIUlFxAQGEL4Sudu0YyyXLcqFl6dFiOjoCnCxvtXkayg/finance.fortune.cnn.com/2012/02/13/simpson-bowles-the-hangover/

    Spinse la “Super Commissione” a “pensare in grande”, adottando una massiccia austerità prima del proprio termine legale nel Novembre 2011.

    http://www.facebook.com/l/CAQEKGbVGAQEfEIcHJkwwcEca38wNgYjSFX7cWMrtGPLSBA/crfb.org/urging-super-committee-go-big

    I co-relatori di Stern al convegno, organizzato da uno dei gruppi di Pete Peterson, i cui partecipanti all’unanimità hanno invocato il piano di super-austerità del “pensare in grande”, comprendevano l’ex amministratore delegato della AARP, Bill Novelli. Il sostegno di Novelli per l’austerità è particolarmente degno di nota dato le proposte del piano di BS per tagliare e cominciare a privatizzare la Sicurezza Sociale – il poco sacro Graal di Wall Street.

    Conclusione

    L’economia neoliberista ha devastato l’economia mondiale e fallisto ogni previsione, e le conseguenze malevole che i progressisti hanno da tempo attribuito ai suoi miti micro-economici. Decisamente troppi progressisti, tuttavia, continuano a credere agli altrettanto infondati e autodistruttivi miti macroeconomici sul deficit, debito e austerità. È già abbastanza difficile contrastare la campagna miliardaria di Pete Peterson diretta ad infliggere austerità e privatizzare la rete di sicurezza. Peterson sostiene miriadi di gruppi di azione. Dobbiamo anche contrastare l’ala finanziaria del Partito Democratico, che domina il Tesoro, OMB, il Dipartimento di Giustizia, e l’ufficio del Capo di Stato Maggiore, che spinge per l’austerità e per disciogliere la rete di sicurezza. Non dovremmo essere tenuti a deprogrammare progressisti che sono stati indottrinati ripetendo loro dogmi economici neo-liberisti.

    I progressisti dovrebbero essere in grado di capire che le previsioni macro-economiche neo-liberiste sono state sempre smentite dalla realtà dei fatti. Dovrebbero aver visto documentari come “Inside Job” e “Capitalism: una Love Story sul fallimento catastrofico dell’economia e degli economiasti neoliberisti”.

    Dovrebbero leggere siti come “New Economic Perspectives” e gli articoli di Paul Krugman, che spiegano perché l’austerità è auto-distruttiva e perché non è necessario, e non deve, essere attaccata la rete di sicurezza. I progressisti devono dire “no” a chi vuole far “sanguinare” l’economia tramite l’austerità, o tagliare la rete di sicurezza.

    William Black

    Traduzione a cura di: Marco Balestra

    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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