Francesco Maria Toscano per gazzetta del sud

    La ricercatrice dell’Irs (Istituto per la ricerca sociale, ndc) Elena Donaggio e l’ex campione di pallavolo Andrea Zorzi hanno fatto tappa a Reggio Calabria per presentare il loro progetto, titolato “Tracce di sport”, che si propone l’obiettivo di “guardare allo sport sotto la duplice prospettiva del ricercatore e dello sportivo”. Oltre al valore sociale dello sport, inteso in un’ottica ampia, Zorzi e Donaggio intendono promuovere incontri specifici con le autorità locali dei singoli territori visitati “per discutere sulla rilevanza dello sport nelle politiche di sviluppo del territorio”. L’obiettivo dei promotori è quello di favorire lo sviluppo di una nuova filosofia sportiva che non si limiti a valorizzare soltanto l’aspetto professionistico. Elena Donaggio, infatti, citando uno studio annuale del sole 24 ore, spiega:” Nelle classifiche che riguardano l’indice di sportività delle diverse città italiane il fattore dominante è rappresentato dal calcio che, da solo, pesa quanto tutti gli altri sport di squadra messi assieme. Reggio Calabria occupa in questa speciale classifica solo la 84esima posizione”. Consola comunque sapere che, nel caso in cui venisse stilata la classifica senza considerare le città del nord, Reggio Calabria scalerebbe molte posizioni fino ad aggiudicarsi l’ambito 24esimo posto. Ma l’aspetto decisivo è un altro. Secondo l’ex asso della nazionale di pallavolo italiana, infatti, nello scegliere i criteri che individuano le città che rappresentano delle vere e proprie eccellenze in campo sportivo, bisognerebbe tenere in maggior conto l’aspetto sociale. Quindi, riformulando la classifica di cui sopra, cambiando l’ordine delle priorità, verrebbe fuori una fotografia della situazione sportiva nelle diverse piazze d’Italia completamente diversa. Nello specifico, molti centri medio-piccoli guadagnerebbero posizioni a discapito dei grandi centri urbani, sovente sedi di blasonate squadre di pallone. Perfino la nostra città ne guadagnerebbe, passando dal poco lusinghiero 84esimo fino al più dignitoso 75esimo posto. Ma il progetto “Tracce di sport” non si limita solo alla proposta di cambiare i criteri che determinano la cristallizzazione di classifiche su scala nazionale, ma si muove pure su un piano strettamente culturale per tentare di cambiare dal profondo le abitudini sportive degli abitanti del Belpaese. “Dobbiamo favorire lo sviluppo di spazi pubblici per gli sportivi”, spiega la ricercatrice Elena Donaggio, “nel mondo”, continua, “ esistono tanti esempi di valorizzazione degli spazi pubblici attraverso la riscoperta dell’attività fisica. Il comune di Parigi ad esempio offre corsi per gli adulti all’aperto dal 1983”. Concetto, quello del valore dello sport all’aperto, rilanciato anche da Zorzi: “Lo sport orami si è rinchiuso nelle palestre. Bisogna invece rilanciare lo sport in pubblico per favorire fenomeni di emulazione”. Il dilagare di questa nuova impostazione potrebbe avere, secondo Zorzi, anche importanti ricadute di tipo occupazionale: “Questi progetti, auspica Zorzi, “potrebbero offrire opportunità di lavoro ai tanti laureati in scienze motorie”. Concetti ripresi anche dal presidente provinciale del Csi (centro sportivo italiano, ndc) Paolo Cicciù che si augura il ritorno di “un professionismo etico che faccia da argine ai cattivi esempi che provengono alla malapolitica”.

    La ricercatrice dell’Irs (Istituto per la ricerca sociale, ndc) Elena Donaggio e l’ex campione di pallavolo Andrea Zorzi hanno fatto tappa a Reggio Calabria per presentare il loro progetto, titolato “Tracce di sport”, che si propone l’obiettivo di “guardare allo sport sotto la duplice prospettiva del ricercatore e dello sportivo”. Oltre al valore sociale dello sport, inteso in un’ottica ampia, Zorzi e Donaggio intendono promuovere incontri specifici con le autorità locali dei singoli territori visitati “per discutere sulla rilevanza dello sport nelle politiche di sviluppo del territorio”. L’obiettivo dei promotori è quello di favorire lo sviluppo di una nuova filosofia sportiva che non si limiti a valorizzare soltanto l’aspetto professionistico. Elena Donaggio, infatti, citando uno studio annuale del sole 24 ore, spiega:” Nelle classifiche che riguardano l’indice di sportività delle diverse città italiane il fattore dominante è rappresentato dal calcio che, da solo, pesa quanto tutti gli altri sport di squadra messi assieme. Reggio Calabria occupa in questa speciale classifica solo la 84esima posizione”. Consola comunque sapere che, nel caso in cui venisse stilata la classifica senza considerare le città del nord, Reggio Calabria scalerebbe molte posizioni fino ad aggiudicarsi l’ambito 24esimo posto. Ma l’aspetto decisivo è un altro. Secondo l’ex asso della nazionale di pallavolo italiana, infatti, nello scegliere i criteri che individuano le città che rappresentano delle vere e proprie eccellenze in campo sportivo, bisognerebbe tenere in maggior conto l’aspetto sociale. Quindi, riformulando la classifica di cui sopra, cambiando l’ordine delle priorità, verrebbe fuori una fotografia della situazione sportiva nelle diverse piazze d’Italia completamente diversa. Nello specifico, molti centri medio-piccoli guadagnerebbero posizioni a discapito dei grandi centri urbani, sovente sedi di blasonate squadre di pallone. Perfino la nostra città ne guadagnerebbe, passando dal poco lusinghiero 84esimo fino al più dignitoso 75esimo posto. Ma il progetto “Tracce di sport” non si limita solo alla proposta di cambiare i criteri che determinano la cristallizzazione di classifiche su scala nazionale, ma si muove pure su un piano strettamente culturale per tentare di cambiare dal profondo le abitudini sportive degli abitanti del Belpaese. “Dobbiamo favorire lo sviluppo di spazi pubblici per gli sportivi”, spiega la ricercatrice Elena Donaggio, “nel mondo”, continua, “ esistono tanti esempi di valorizzazione degli spazi pubblici attraverso la riscoperta dell’attività fisica. Il comune di Parigi ad esempio offre corsi per gli adulti all’aperto dal 1983”. Concetto, quello del valore dello sport all’aperto, rilanciato anche da Zorzi: “Lo sport orami si è rinchiuso nelle palestre. Bisogna invece rilanciare lo sport in pubblico per favorire fenomeni di emulazione”. Il dilagare di questa nuova impostazione potrebbe avere, secondo Zorzi, anche importanti ricadute di tipo occupazionale: “Questi progetti, auspica Zorzi, “potrebbero offrire opportunità di lavoro ai tanti laureati in scienze motorie”. Concetti ripresi anche dal presidente provinciale del Csi (centro sportivo italiano, ndc) Paolo Cicciù che si augura il ritorno di “un professionismo etico che faccia da argine ai cattivi esempi che provengono alla malapolitica”.

    Categorie: Società, Sport

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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