A breve il Senato sarà chiamato ad approvare in seconda lettura la legge di modifica che inserisce l’obbligo costituzionale del pareggio di bilancio. Quasi tutte le forze politiche presenti in Parlamento hanno già garantito sostegno verso questa scellerata riforma che, nel silenzio complice di una informazione asservita, equivale alla promulgazione delle leggi sulla razza di mussoliniana memoria aggiornata ai tempi. La cosa ancora più grave e scandalosa è costituita dal fatto che, vista la sostanziale complicità di quasi tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento, la modifica costituzionale avverrà con ogni probabilità con una maggioranza schiacciante, in grado di impedire al popolo di esprimersi su una questione così importante per il futuro della nostra civiltà attraverso apposito referendum. Un piano ben studiato che procede spedito versa la meta sfruttando l’ignoranza complice di un numero spropositato di indegni rappresentanti del popolo vilipeso e raggirato. Il pareggio di bilancio, elevato a valore costituzionale e messo quindi sullo stesso piano dei diritti inalienabili dell’uomo, è la sublimazione di quel dogmatismo liberista che ha già avvelenato la vita di intere generazioni di europei. Una norma che si inserisce  coerentemente all’interno di quel filone di pensiero che, attraverso la costruzione in vitro di una crisi creata ad arte, mira più ambiziosamente a disarticolare definitivamente il concetto di Stato, di interesse pubblico e di bene collettivo. La gestione dell’economia, secondo questo malefico indirizzo, deve essere lasciata esclusivamente nelle mani dei mercati, divinità indiscutibili, che provvederanno in perfetta autonomia  a selezionare la specie garantendo  lussi, ricchezze  e potere ai più scaltri, furbi e spregiudicati, e gettando nel girone nero dell’indigenza una moltitudine di neoplebei abbrutiti dalla fame, dalla fatica e dal bisogno. Un biglietto di sola andata destinazione medioevo. La speranza è che, riscoprendo un barlume di coscienza, qualche singolo parlamentare raccolga uno dei tanti appelli lanciati per impedire che si consumi un delitto di proporzioni storiche (clicca per leggere). Perfino il governo ultraconservatore e classista dell’inglese David Cameroon si è rifiutato di recepire questo scempio di legge con la motivazione inoppugnabile che “non è sensato dichiarare il pensiero di Keynes sostanzialmente fuorilegge”. Il fascismo classico e novecentesco che esprimeva la sua intolleranza principalmente esasperando il concetto di razza si è trasformato gattopardescamente rimanendo uguale  a se stesso. Quella stessa furia inquisitrice illiberale e antidemocratica che ha destinato alla morte nei forni milioni di ebrei ha spostato l’obiettivo del suo bersaglio. Non più uccisioni cruente decretate dall’appartenenza genetica ad una specie ritenuta inferiore ma, più sobriamente, induzione a suicidi di massa o riduzione in miseria e morte per fame per gli strati sociali usciti sconfitti da una nuova e più subdola lotta di classe combattuta a colpi di spread. Il fascismo finanziario, come quello classico, vive di imposizioni e non tollera la dialettica democratica. Tra poco nessuno potrà più esprimere riserve sulla bontà delle ricette liberiste, neppure di fronte alle torce umane di piazza Syntagma, così come ai  tempi del nazismo non era possibile mettere in discussione la superiorità degli ariani nei confronti di neri, zingari ed ebrei. Non resta che continuare a difendere la civiltà e la democrazia in tempi così difficili e involuti, sapendo che il destino di ogni nazista, palese o ben dissimulato, è comunque quello di finire la sua corsa a Norimberga.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Editoriale

    17 Commenti

    1. Alessandro scrive:

      com’è strano l’intreccio dei casi della cronaca italiana di questi giorni.. leggo sull’ansa “SCHIFANI PRESIEDE AULA AL POSTO DI ROSY MAURO -Al Senato, dove è in corso la discussione generale sul pareggio di bilancio in Costituzione, sta presiedendo Renato Schifani al posto della vicepresidente Rosy Mauro. Dopo Vannino Chiti era infatti il turno della senatrice della Lega che, secondo quanto si apprende, è nel suo ufficio e sta decidendo sul da farsi…. (segue tutta la cronaca del giorno sulla Lega e tutta la pagliacciata delle scope padane ecc.)

      http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2012/04/03/visualizza_new.html_160593045.html

      La Mauro può anche stare ore a decidere sul da farsi.. tanto anche se si siede sullo scranno della presidenza, con una laurea comprata in Svizzera a sua insaputa, non capirebbe mai cosa c’è all’ordine del giorno in Senato..

      Questo è l’unico accenno al pareggio di bilancio dell’ansa che reputa i reati commessi da alcuni leghisti (reati di distrazione di massa..) più importanti di quello commesso dai parlamentari nell’approvare questa dichiarazione di messa in fuorilegge di Keynes o di messa a morto della nostra economia o di messa in c..

      PS= stò pareggio di bilancio è ormai la mia ossessione! ne parlo nei post sbagliati al momento sbagliato (vedi post precedente) nel mentre che preparavi questo articolo di oggi “a mia insaputa”… condividiamo telepaticamente la stessa ossessione? Ciao Francesco sempre complimenti per questo blog

    2. Alessandro scrive:

      oltrettutto quello che mi fa imbestialire è la presa per i fondelli che emerge dai lavori parlamentari di camera e senato dove spacciano la scelta del pareggio di bilancio come un gentile dono di giustizia generazionale ai giovani.. come? non è giusto lasciare il peso del debito pubblico alle future generazioni? ti pare modo di rigirare la frittata? siccome io sono giovane, risponderei ai parlamentari del nazifascismo finanziario, piuttosto che preoccuparsi per noi, ci lasciassero spazio DIMETTENDOSI, anche perchè gran parte sono anche anzianotti! poi ci pensiamo noi a costruirci un futuro più equo e giusto, semprechè ci lascino qualche centesimo in bilancio dopo tutte le trasse che combinano ai vari livelli di amministrazione politica

    3. francesco scrive:

      è incredibile quello che sta accadendo! tutto questo silenzio fuori dal web su fatti così importanti come la modifica della costituzione per inserire il pareggio di bilancio, mi fa paura. ogni giorno mi chiedo cosa faremo fra qualche mese, quando saremo noi, coscienti per via dei blog e incoscienti per via della tv a raccogliere i primi frutti di questa missione che sta svolgendo la nostra politica, cosa faremo? non c’è più nessuno che mi rappresenta nella politica. cosa stiamo aspettando? perchè non siamo per strada a riprenderci la sovranità popolare che abbiamo delegato ,in qualche modo,a questi politici? non agiscono più per il nostro bene, com’è possibile che non si scenda per strada? rispondetemi, io vi invito a stare di fronte al governo, a roma, per opporci al pareggio di bilancio in costituzione, rispondetemi, qui, andiamo a protestare contro quello che sta accadendo, questa è la mia email frablu2@hotmail.it. vi prego, il nostro futuro è domani mattina e già domani non avremo possibilità economiche tali da poter sopravvivere dignitosamente. cosa ci resterà? che faremo?

      • Togo scrive:

        Non sei sceso in piazzi in tutti questi anni mentre il debito veniva consumato da evasori fiscali, caste, privilegiati, politici senza arte ne parte, raccomandati, falsi invalidi, mafiosi, piduisti, corrotti, truffatori, amici degli amici, preti, faccendieri, servizi deviati, impiegati analfabeti, enti inutili, aziende di stato regalate, e vuoi scendere in piazza adesso? Adesso che viene messa in piedi l’unica possibilità per far finire tutto ciò? È da decenni che in Italia applichiamo politiche keynesiane. Spendiamo più di quanto produciamo nella speranza che un giorno il debito venga ripagato dalla crescita. Potremmo essere la repubblica di keynes! E ti stupisci che tutto ciò finisca? Forse finalmente ci sarà un incentivo reale alla produttività. Forse finalmente ci incazzeremo davvero quando il nostro vicino non pagherà le tasse. Forse finalmente riprenderemo a creare ricchezza e a rischiare qualcosa invece di continuare a galleggiare come degli stronzi in un oceano di merda!

        • Alessandro scrive:

          Togo, all’inizio del tuo intervento hai elencato tu stesso dove è andato a finire il debito pubblico italiano e non mi pare che quello significhi applicare politiche Keynesiane. Sarebbe stato utile finalizzare la spesa su investimenti che generassero una prospettiva di crescita solida e strutturale. Se per questo aggiungerei che l’Italia ha una giustizia inefficiente che allontana investimenti, la Lega al nord e la mafia al sud.. quanti punti di PIL ci costa tutto? l’incentivo reale alla produttività di cui parli è una interessante riflessione, ma credo che le motivazione per rivoltare l’Italia le dobbiamo trovare volontariamente e senza soffrire così tanto austerity ingiuste.. e poi dimmi che utilità ha levare la possibilità di spendere più di quanto incassiamo.. non dobbiamo usarla sempre e male, ma almeno abbiamo uno strumento in più di manovra.. e poi dimmi perchè si preoccupano tanto del debito pubblico e mai di quello privato? anche il debito privato insospettisce i mercati e abbassa il rating… eppure nessuno si preoccupa… eeeh quanti ne girano di capitali nel mondo dei privati..

    4. amico pulito scrive:

      Togo è il tuo presupposto ad essere sbagliato, non la sostanza di quello che dici.
      Giustissimo far pagare tutti, giustissimo non evadere, giustissimo avere un sistema equo per tutti e non garantire privilegi “a chicche e sia”, ma è la mistificazione messa in atto dal sistema di distrazione di massa che sposta il problema… Credi davvero che il problema italiano sia l’evasore o la pensione della casalinga che non ha mai lavorato?
      Ti sei mai chiesto come mai paesi che hanno il debito pubblico più alto di quello italiano godono di un’economia sana e forte?
      E come potrebbe essere possibile abbattere il debito prendendosela solo col commerciante se poi lo squallore che sottostà per esempio ai partiti politici tutti è quello che stiamo vedendo in questi giorni?! Quale sarebbe il monito positivo che viene fuori dalla vicenda così da prenderlo ad esempio?
      Giusto come dice Alessandro, il problema è aver affidato (leggi svenduto..) tutto in mano ai privati… Libero mercato… Non ho ancora trovato il significato corretto per questa parola!!! E di questo non si parla mai.. Perché non ci chiediamo perché aziende in salute e colossi italiani dagli 80 in poi sono finite per essere smantellate e date in mano ai privati?

      Chiudo dicendo che è lo stato a dover controllare le sue ricchezze, saper spendere, avere moneta, garantire i servizi ai cittadini… Uno stato centrale, che è al corrente delle sue risorse, controlla le entrate e le uscite, si indebita per garantire la sua sopravvivenza!

      am

      • Alessandro scrive:

        il libero mercato di per se non è un problema e lo Stato, a mio avviso, non dovrebbe controllare eccessivamente l’economia e il mondo dei privati, ma dovrebbe regolamentare meglio e con autorità e sovranita il suo funzionamento. I fautori bocconiani neoliberisti che oggi governano il mondo pensano che l’autoregolamentazione del mercato di beni e servizi e di capitali non crea benefici solo a chi fa affari, ma alla lunga da benessere generale.. quindi laissez faire laissez passer, vedrete che farà bene a tutti! che questa ricetta sia sbagliata è sotto gli occhi di tutti visto che i benefici per certi furbetti privati sono arrivati, quanto al benessere generale… Il bello che questa gente ha la pretesa di regolamentare cosa lo stato può fare (vedi pareggio di bilancio), ma se ne guarda bene da regolamentare il mercato dei capitali o dei beni e servizi… è proprio un’impostazione ideologica che consegna gli stati al potere della turbo-finanza e del turbo-capitalismo. Anche perchè uno stato non è una S.P.A., ma s’interessa anche di welfare. Concordo con te che non bisogna affidare tutto ai privati, lo stato dovrebbe conservare il controllo diretto del settore sanità, istruzione, ordine pubblico, energia, acqua, beni culturali, trasporti strategici.. ma non credo che la competitività di un paese cresca statalizzando l’economia ed intervenendo su tutto

        • Togo scrive:

          La premessa è che il mio intervento era legato all’indignazione ed alla volontà di scendere in piazza da parte di Francesco. Mi chiedevo come mai non gli sia venuto in mente di scendere in piazza prima. Suppongo che prima andava tutto bene.
          Amico pulito, quali sarebbero tutti questi stati con debiti al 120% del pil che prosperano? A parte il Giappone, per il quale dovremmo aprire una discussione ad hoc, non me ne vengono in mente altri. Illuminami per favore.
          Io non sostengo che tutto debba essere regolato dai mercati. Dico che a risorse illimitate (debito) non esite efficienza. E in un paese come questo non esiste nemmeno efficacia.
          Il pareggio di bilancio impone la produttività dei capitali e la creazione di ricchezza reale. Il pareggio non equivale all’impossibilità di prendere capitali a debito ma al vincolo che tale debito debba essere proporzionato alla ricchezza reale prodotta. Chiaramente non si potrà finanziare il debito con la stampa di nuova moneta (grazie a dio).

          • alessandro scrive:

            Togo, magari fosse così come dici che si può prendere capitali a debito proporzionalmente alla ricchezza prodotta.. la nuova riforma in corso di approvazione prevede che le entrate siano pari alle spese (fin qui niente di nuovo), ossia semplificando: che le tasse siano pari alle spese (poi sappiamo che le tasse non sono le uniche entrate), ma attenzione che il ricorso all’indebitamento è previsto solo in casi eccezionali, quali grave recessione o calamità naturali. Io concordo con te che questo paese deve iniziare a competere e probabilmente come dici tu il pareggio di bilancio costringe alla produttività dei capitali, ma credimi competere con la Germania è probabilmente una battaglia già persa.. ma questa è un’altra storia (se sei interessato ti suggerisco alcune letture). E poi perchè dobbiamo essere costretti a competere? non possiamo competere volontariamente, magari scegliendo lo strumento più utile? che può essere anche un temporaneo deficit di bilancio per rilanciare la crescita. E se nonostante il pareggio, i furbetti del quartierino continuano a fare sprechi all’italiana? che fai.. il default? se oggi ci trovassimo nella merda sull’orlo del baratro potremo scegliere o di competere o d’indebitarci, ma dopo la riforma costituzionale possiamo solo competere. Se a casa mia scoppiasse un incendio preferirei avere due vie di fuga piuttosto che una. Comunque ti ringrazio per gli interessanti spunti di riflessione.

            P.S.= da 10 anni l’Italia non può finanziare il debito con stampa di nuova moneta, cioè da quando c’è l’euro.. il debito ce lo prestano i mercati di capitale.. i famosi investitori/speculatori internazionali

    5. sergio di cori modigliani scrive:

      ottimo pezzo, complimenti. Auschwitz era stato un esperimento. Si sono perfezionati nei decenni

    6. amico pulito scrive:

      Per Alessandro: no, per carità sono d’accordissimo con te lo stato non dev’essere padrone dell’economia, ma garantire, quando e dove non può (sottolineo “dove non può”), un libero mercato. Ma non viceversa. È chiaro che il privato non avrà mai a cuore un tornaconto altro dal suo (autostrade, porti, petrolio, ferrovie, telecomunicazioni,….., guarda caso in Italia nessuno di quegli ambiti è controllato dallo stato! O per lo meno non lo è più!). Se questo è un pre-requisito folle, allora partiamo ideologicamente e concettualmente da fronti diversi. E questo è positivo ai fini del dibattito!

      Per Togo: il Giappone non è a parte, è proprio ad hoc!!!!
      Se un tale si indebita per comprare casa, macchina, vestiti, arredamento,…, pagando via via il proprio debito, cosa gli succede secondo te? Concordi con me che potrà farlo una vita intera facendo fronte con la forza del proprio reddito? E, laddove non ce la fa, dismette alcuni dei suoi beni patrimoniali…(e lo Stato?)
      Sono d’accordo invece sul fatto che non esisterebbe efficacia nel nostro paese (al contrario sarebbe efficiente eccome!!!…), poiché da un lato ci sarebbe piena occupazione delle risorse, dall’altro sperpero di ricchezza.
      Rivoluzione culturale!

      Ciao e complimenti!

    7. Togo scrive:

      Il tale in questione, infatti, riesce ad indebitarsi se riesce a produrre reddito sufficiente, altrimenti nessuno gli presta i soldi. Non mi pare che sia il caso dell’Italia visto che invece che produrre stiamo consumando ricchezza.
      Prendere ad esempio il Giappone è folle! Intanto il Giappone non finanzia il debito stampando moneta. Tant’è vero vero che in Giappone si vive il fenomeno singolare della deflazione.
      Quasi l’intero debito viene finanziato con i risparmi dei giapponesi che acquistano bond ad un tasso d’interesse bassissimo. Semplicemente perche producono e risparmiano. Il 95% del debito nipponico è in mano a privati e banche giapponesi. Ecco spiegato il grande mistero del Giappone. Per il resto noi viaggiamo con parametri uguali ai paesi in via di sviluppo o sottosviluppati. Io mi chiedo come ancora ci facciano sedere e parlare ai tavoli che contano

    8. Ugo scrive:

      Francesco: «Un biglietto di sola andata destinazione medioevo.»

      Peggio, perché almeno a quei tempi c’erano spazi e abilità individuali che offrivano almeno il miraggio d’una possibilità di sottrarsi alla macchina. Oggi, nell’epoca di questo mondo/batteria più stipato d’un allevamento intensivo di polli, non si ha altro spazio che la propria misera gabbietta, al di fuori della quale non ci sono che altre non meno misere gabbiette occupate da altrettanto miseri uomini/polli che non sanno neppure concepire un’esistenza diversa e che comunque non dispongono dei mezzi (materiali, non parlo di denaro) per metterla in atto anche solo a livello teorico. In queste condizioni, non esiste rimedio alla schiavitù sostanziale, indipendentemente dalle forme che deciderà di darle chi dovrebbe rappresentarci e invece si arroga il “diritto” di comandarci. Spilucchiamo il nostro becchime, e deponiamo il nostro uovo quotidiano — questo vuole la macchina sociale che, non meno del capitalismo, abbiamo deciso di trasformare in una divinità che non si può mettere in discussione.

    9. alessandro scrive:

      credo d’interpretare ciò che dicesse amico pulito a proposito del debito pubblico nipponico, che sebbene molto alto (ben 200%) non crea i medesimi problemi rispetto all’Italia o Grecia o Portogallo. Questo perchè ha una moneta sovrana, una banca centrale cosiddetta prestatrice di ultima istanza e, come suggerisce Togo, il debito e tutto in mano ai giapponesi. Ma una cosa è il debito pubblico (stock dei debiti accumulati anno per anno) altra cosa è il deficit di bilancio, che rappresenta un disallineamento temporaneo fra entrate e spese, che in determinate fasi negative del ciclo economico può essere utilizzato come strumento di stimolo alla crescita (ecco perchè inserire norme che pongono rigidità inutili al deficit è proprio da defic..ienti). Con ciò, i paesi con debito pubblico alto non sono necessariamente quelli che crescono di più. Il fatto è che il Giappone, a differenza nostra può scegliere di monetizzare il debito stampando moneta, può indebitarsi con chi gli pare e fare deficit se gli occorre, mentre noi che abbiamo adottato l’euro ci siamo privati di queste possibilità! se vogliamo crescere dobbiamo competere!! Siamo dentro una casa che va a fuoco con tutte le porte chiuse davanti, e solo una via d’uscita… la finestra! fuori metafora l’unica via di fuga è competere, soltanto che noi siamo al 3° piano e la Germania al piano terra.. chi si salverà?

    10. ampul scrive:

      Scusa Togo, ma vedere differenze tra il debito pubblico nipponico e quello italiano è come dire che il cabernet sauvignon è differente se coltivato in veneto o a stoccolma. Bisogna ovviamente contestualizzare. In termini assoluti intendevo dire (grazie Alessandro..) che non crea nessun problema: non mi pare che il Giappone stia legiferando sul pareggio di bilancio. Forse perchè (sottolineo forse…!!!!!) il debito non è in mano a terzi (e che terzi poi..), cioè per intenderci in Giappone non arriverà mai la cancelliera di ferro a dire “come siete cicale voi nipponici!”… Comprì?
      Mi risulta che ultimamente la banca centrale giapponese abbia iniettato liquidità (stampa eccome!), proprio a seguito del forte apprezzamento dello yen sulle monete estere: in poche parole per evitare un deficit di esportazioni (post sisma, a scapito di Sony, Mithsubishi, Toyota… maledetti crucchi, Volkswagen in testa!!!) la banca ha preferito controllare il fenomeno deflattivo…. Come lo ha fatto?….
      Questo per dirti che una banca padrona della propria moneta (grazie ancora Alessandro…) è libera di controllare o meno inflazione e deflazione, incentivando esportazioni e aprendosi al mercato estero. Tutto qui.
      Per quanto riguarda l’Italia, ma come non eravamo tutti concordi sull’operato di Tremonti che ha lasciato i conti in ordine?
      Ricchezza? Quale ricchezza stiamo spendendo? Non mi pare sia stato dismesso alcun asset dello stato! Solo misure di austerity!!!!

      Allora, cerchiamo di intenderci… Il debito pubblico da chi è stato creato?
      Dalle pensioni d’oro? Da noi cittadini? Se così fosse quanto tempo ci sarebbe voluto per farlo… 1900 miliardi di euro più interessi sono tanti eh? (anzi qualcuno sa spiegarmi quanti sono???) In più gli interessi sul debito (stima) gravano per circa due terzi ogni anno sulle tasche della comunità.
      Risposta: dai prestatori di denaro. E i prestatori di denaro dove cavolo li hanno presi quei soldi? Per prestarli devi averli, no?!!!
      Ricapitolando: le banche hanno inventato il denaro prestandolo allo stato, il quale si è visto (connivente!!!!) a sua volta privare della capacità di, quando necessario, ripianare quel debito (fittiziamente creato ed imposto!!!) stampando moneta. E come non vederci, a seguito di ciò, un disegno più e più volte rimarcato con forza dal Moralista proprio nelle pagine di questo blog?

      “Se sbaglio mi corrigirete…”
      Buonanotte a tutti i moralisti!

      ps: amico pulito è diventato ampul, termine sicuramente più “bloggaro”.

    11. Carmine scrive:

      Francesco aiutami a far ritornare i conti, altrimenti non mi raccapezzo più neanche con te. 
      Con tutto il rispetto per le tue idee e posizioni che generalmente condivido pienamente.
      Lasciamo perdere per un attimo chi ha proposto il pareggio di bilancio. 
      La mia considerazione sui tecnici, dirigenti pubblici e sui politici è notoria. 
      In un paese rispettoso di leggi che non possono prevedere sconto alcuno per certi reati, molti/tantissimi di questi tecnici, dei dirigenti pubblici e dei politici che ci ritroviamo da oltre trent’anni dovrebbero essere stati, da tempo, rinchiusi in carcere a vita.
      E’ non parliamo di quelli precedenti ……….
      Il resto viene da se …….
      Ma nel nostro paese sappiamo come vanno le cose ??!!
      Ciò premesso: Secondo me, spendere più di quanto è prevedibile in entrata comporta un indebitamento.
      Buona regola è garantire i servizi essenziali senza trascurare gli investimenti sulla crescita e sullo sviluppo. E, disporre di un apparato sostenibile !!!
      I responsabili del fallimento della nostra economia sono inequivocabili !!!
      Io personalmente sostengo che questi tecnici, con tutto il rispetto per certe professionalità che non trovano riscontro, essendo stati (partoriti) dallo stesso male che ci ha travolti non potevano sicuramente rinnegare le proprie origini.
      È per questo che tra le soluzioni da adottare hanno incominciato da quelle estreme, le più facili, dando il colpo di grazia a chi già paga per mantenere in piedi un apparato inefficiente e insostenibile.
      Queste cose, a mio parere, la comunità internazionale, nonostante tutto, le ha capite!!!

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    LE TURBOIDIOZIE DI ALDO...

    Scritto il 7 - apr - 2019

    5 Commenti

    FUSARO SINDACO NEL NOME...

    Scritto il 3 - apr - 2019

    2 Commenti

    QUESTA EUROPA E’ IL...

    Scritto il 21 - mar - 2019

    4 Commenti

    E’ ORA DI COSTRUIRE...

    Scritto il 4 - gen - 2016

    32 Comment1

    OPPORTUNI APPROFONDIMENTI

    Scritto il 13 - gen - 2012

    0 Commenti

    MANOLIS GLEZOS SA RICOSCERE...

    Scritto il 5 - mag - 2012

    3 Comment1

    SIETE SICURI CHE SIA...

    Scritto il 18 - set - 2013

    6 Comment1

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

      ilmoralista.it è un sito web con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari, qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci tramite la apposita pagina.