La differenza tra un populista antidemocratico di destra e uno di sinistra è che il secondo, credendosi colto e intelligente, è in grado di dire bestialità senza freni e senza arrossire di vergogna. Leggete questo pezzo vergato da Curzio Maltese per il magazine Venerdì di Repubblica (clicca per leggere) e convincetevi che quello che è scritto è vero. Siamo alla follia pura. Maltese, con nonchalance, archivia la democrazia come fosse un ferrovecchio. Dichiara correttamente l’Italia e la Grecia preda di una cospirazione tecnocratica ma, anziché dolersene, si augura che l’infausto esperimento venga presto esteso a Paesi come la Germania e la Spagna.  Paesi come l’Italia di Monti e la Grecia di Papademos, scossi da nuove tensioni sociali, povertà diffuse, sfiducia nelle istituzioni democratiche e rappresentative, nonché insanguinati da frequenti e disperati suicidi per ragioni economiche, sarebbero secondo Maltese espressione di un progetto avanguardista e postdemocratico destinato presto a guidare burocraticamente, e per volere divino delegato dall’alto, l’Europa intera. Uno scenario da brividi che fa accapponare la pelle proprio perché, così come senza vergogna festeggia Maltese,  pare tutt’altro che inverosimile. Anche  il fascismo italiano fu a ben vedere apripista in Europa di un nuovo modo di intendere l’esercizio del potere, presto emulato e perfezionato ad altre latitudini. Stupisce però la sfacciataggine di Maltese nello scrivere impunemente e con toni ultimativi e trionfali concetti aberranti come quelli espressi nel pezzo in questione. L’unica preoccupazione dell’autore, che si fa fatica a definire giornalista, è quella che il libero esercizio del voto, non ancora formalmente abolito, possa rallentare, in Italia e altrove, la cavalcata trionfale delle élite schiaviste imperanti. Non è pensabile, azzarda Maltese, credere che dopo Monti governi in Italia una figura democraticamente eletta, fosse Bersani o men che meno Alfano. E in ogni caso, quand’anche in ossequio a forme non altrimenti aggirabili, fossimo costretti ad eleggere un premier secondo i riti evidentemente superati della democrazia rappresentativa, costui dovrebbe chiaramente intendersi come un burattino nelle mani del vero capo, il presidente della Bce Mario Draghi, nuovo Carlo Magno direttamente incoronato da Curzio Maltese nei panni improvvisati di papa Leone III.  Mentre tanti Soloni sbraitano contro il pericolo dell’avanzata dell’antipolitica, mi domando come sia corretto definire posizioni come quelle espresse con chiarezza da Maltese. Pulsioni totalitarie? Parole in libertà? Inconsapevoli deliri? Nostalgie feudali? istigazioni a delinquere? In ogni caso è bene prendere sul serio alcuni propositi che sfuggono per bocca di alcuni megafoni di regime. Nessuno un domani potrà dire di non essersi accorto prima di nulla.

    Francesco Maria Toscano

     

    Categorie: Editoriale

    8 Commenti

    1. Paolo scrive:

      Peccato, ci fu un tempo in cui apprezzavo Curzio Maltese. Oggi in fondo dobbiamo ringraziare i giornalisti come lui (o Paolo Mieli, che ha fatto sostanzialmente la stessa apologia della tecnocrazia in diretta a L’Infedele qualche settimana fa) che coi loro interventi ci offrono fugaci squarci di verità sul Nuovo Ordine che si sta preparando. Dubito che siano voci dal sen fuggite, credo che questa gente abbia capito che l’opinione pubblica, opportunamente ammorbidita da decenni di propaganda liberista e istupidimento televisivo, fiaccata da crisi e disoccupazione, sia pronta ad accettare nuovi paradigmi di esercizio del potere che offrano un livello minimo di democrazia (quello che Solange Manfredi chiama il “gioco democratico”) con cui oliare la supposta della tecnocrazia. In termini evolutivi è l’adattamento delle dittature al nuovo ecosistema, in cui non sono più accettabili guerre e massacri etnici (non sul suolo patrio almeno), ma sopravvive il mito dell’uomo forte, di colui che sa, pensa, decide e agisce per tutti. Siamo pronti, Curzio Maltese lo sa, sta preparando il terreno.

    2. alessandro scrive:

      sono sconcertato, non potevi scegliere parole più adatte per descrivere il delirio del personaggio… però se proprio vogliamo coprirlo di ridicolo più di quanto si è già autolesionato da solo aggiungerei quanto di seguito:
      Curzio Maltese scrive “.. Una polemica alla moda sostiene che la burocrazia di Bruxelles abbia fallito nel progetto di unificazione dell’Europa, fermandosi allo stadio dell’unità monetaria”.
      Ok Maltese, se per te prendere atto di un oggettivo fallimento è una moda, significa che sei demodé e che ci sono dei Giornalisti molto alla moda che (vedrai..) faranno molta tendenza in futuro… le bugie hanno le gambe corte e anche la pazienza della gente che inizia ad avere fame… Ma se anche pensi che quello alla moda sei tu, il 99% dei giornalisti italiani, Monti e Prodi te lo faccio spiegare proprio dal tuo amico Prodi, che ha fatto molto tendenza circa 10 anni fa quando fu introdotto l’euro… leggi qui bello:

      http://www.ansa.it/web/notizie/collection/rubriche_economia/12/28/visualizza_new.html_18463188.html

      Scommetto che sei diventato rosso… anzi non ci scommetto.. rischierei di perdere.. la parola vergogna non rientra nel tuo vocabolario

    3. [...] Vai alla fonte Condividi questo post: [...]

    4. Gabriella Baldanchini scrive:

      Leggendo l’articolo di Curzio Maltese, non riesco a liberarmi da una sensazione curiosa; ho come l’impressione che si possa interpretarlo in modo opposto a come viene spontaneo fare in prima istanza. Non è possibile che forse intenda non celebrare , ma mettere in guardia dal modello politico ed economico che descrive ? Soprattutto nella parte finale dell’articolo il tono sembra più minaccioso e profetico (ma in senso negativo ) che non celebrativo. Certo che, se fosse così,il testo sarebbe davvero ambiguo e confuso, mentre lui di solito mi pare uno lucido. Comunque il dubbio mi resta.

    5. ampul scrive:

      Sarà… ma sono assalito anch’io dallo stesso dubbio di Gabriella… A primo acchito ho avuto la sua stessa sensazione.
      Per il resto non mi soffermerei più di tanto su Curzio Maltese (alter ego di piggi Battista!!), ma sul contenuto di quello che dice…
      È così lontana dal vero, per esempio, la sua affermazione sul fatto che l’apripista di Monti sia stato proprio un altro di “professore”, cioè Prodi??!…..

      Ciao moralisti!

    6. AkaiRonin scrive:

      Ma che avete sugli occhi , i prosciutti?

      Quella di Maltese è una denuncia, non un auspicio.

      (Certo che leggerlo dopo aver subito la suggestione di quest’articolo può essere fuorviante, ma basta levarsi l’affettato dai globi oculari, e si risolve.

      E se non bastasse è sufficiente leggere un qualsiasi altro articolo del giornalista di Repubblica per capire che non è certo così delirante o stupido come invece viene descritto qui sopra )

    7. AkaiRonin scrive:

      (Perché solo uno stupido parlerebbe di una dittatura della BCE senza giustificarla, o giustificarsi.)

    8. […] personaggi nefasti come Curzio Maltese, già incauto estensore di articoli sgraziati e vomitevoli (clicca per leggere). Quindi? Cosa resta? Resta Grillo. E se Grillo fosse (come sembra) solo uno specchietto per le […]

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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