Ho conosciuto il senatore, nonché sindaco del comune di Besozzo, Fabio Rizzi qualche mese fa, a Cosenza, in occasione della presentazione di un libro edito dal nostro comune amico Walter Pellegrini. Rimasi piacevolmente stupito dalla personalità di Rizzi, capace di argomentare pacatamente e con costrutto di fronte ad una platea forse pregiudizialmente ostile, vista la fama antimeridionale e a tratti razzista del suo movimento politico di riferimento, la Lega Nord. Ne venne fuori una discussione animata e carica di spunti interessanti, capace di non annoiare il pubblico intorno a questioni serie come federalismo e crisi della rappresentanza, senza mai indulgere verso facili semplificazioni o, peggio, vetuste demagogie. Mentre divampa il caso Lega-Belsito, la figura ferma ma pacata del senatore Rizzi mi è tornata subito alla mente. Ricordo infatti alcuni passaggi del suo intervento cosentino nei quali era palese la preoccupazione per alcune derive allegre e nepotistiche che evidentemente avevano già abbondantemente pervaso il movimento padano. Rizzi, inoltre, ha pure recentemente pubblicato per Pellegrini editore il libro “Game Over, il default della politica” Ho deciso perciò di intervistarlo in esclusiva per i lettori de “Il Moralista”.

    Il Senato ha appena approvato in seconda lettura una legge capestro come quella che impone l’obbligo del pareggio di bilancio

    Sì, ma non per colpa mia. Mi sono astenuto

    Non è che quando governavate voi erano tutte rose e fiori…

    Io sono sempre stato polemico con le politiche dei tagli orizzontali cari a Tremonti. Questo governo si muove in perfetta continuità con quelle politiche sbagliate che strozzano i Comuni virtuosi. Con una aggravante però…

    Quale?

    Quella di essere diretta emanazione di alcuni poteri economici sovranazionali che hanno commissariato la democrazia imponendo uomini di riferimento come Mario Monti. Le politiche di rigore e austerità chieste da Francia e Germania, che il governo spaccia per necessarie, non hanno nessuna finalità economica. Il disegno è politico: vogliono distruggere la democrazia per consegnare tutto il potere nelle mani della speculazione finanziaria. Monti è solo il braccio armato delle grandi banche internazionali

    I soliti banchieri…

    Guardi cosa accade. Le banche ricevono soldi dalla Bce e usano la liquidità non per favorire l’economia reale ma per investire in Borsa. Bisogna correggere alcune macroscopiche storture sistemiche. Ho già presentato un disegno di legge, insieme ad altri colleghi, che mira a separare le banche commerciali da quelle di affari.

    Bossi agita lo spauracchio del complotto antileghista a proposito dello scandalo che vi ha colpito

    Mettiamola così. Il fatto che ben sei procure si siano mosse simultaneamente per attenzionare la Lega è un fatto inusuale. Il fatto che in molti non vedevano l’ora di darci addosso è altrettanto scontato. La circostanza poi che ci vede all’opposizione di un governo espressione di fortissimi poteri sovranazionali è altrettanto vero. Però…

    Però?

    Però noi ci abbiamo messo del nostro per armare la mano di chi eventualmente ci vuole male.
    La percezione che il cosiddetto “cerchio magico” poteva indebolire la forza del nostro movimento era da tempo  presente anche nella pancia del partito. Certo, nessuno forse immaginava fino a questo  punto

    Ma anziché percepirlo e basta non potevate dirlo al grande capo Bossi?

    E pensa che non l’abbiamo fatto? Per tantissimo tempo, purtroppo inutilmente, lo abbiamo messo in guardia sulla reale natura di alcuni personaggi che gli stavano sempre intorno. Purtroppo Bossi si è fidato delle persone sbagliate.

    Magari perché traeva anche lui oggettivi vantaggi dalla situazione. Si parla di spese personali e familiari saldate con i soldi della Lega

    Fino a quando queste accuse non saranno pienamente provate io continuerò a non crederci. Conosco Bossi da una vita. Non è mai stato un uomo avido di denaro né un amante del lusso. La verità è che in seguito alla malattia è diventato più permeabile e in tanti hanno approfittato della sua buona fede. Non solo i nomi più gettonati, quelli di Rosy Mauro e degli altri cerchisti per intenderci, ma anche alcuni fra i più oscuri politici locali hanno usato a sproposito il nome leader. Penso ad esempio al vecchio segretario provinciale di Varese Maurillo Canton o al consigliere regionale lombardo Giangiacomo Longoni. Sempre lì a marcarlo stretto.

    E Maroni?

    Mi sento affine alle posizioni dell’ex ministro dell’Interno, anche se il presunto dualismo con Bossi è più mediatico che reale

    Dice? Alcuni fra gli uomini più vicini a Bossi sospettano perfino un ruolo di Maroni come presunto regista di trame antileghiste

    Fandonie. La verità semmai è esattamente il contrario. Mi risulta che il settimanale Panorama abbia pubblicato un’inchiesta dalla quale emergerebbe un’attività di dossieraggio ai danni dell’ex ministro partita proprio da elementi interni al movimento.

    Ma il dualismo Bossi-Maroni pare sempre più evidente e non da oggi. Basta ricordare la frattura interna alla Lega ai tempi della richiesta di arresto contro il plenipotenziario berlusconiano campano Cosentino. Maroni era favorevole all’arresto mentre Bossi impose una lettura degli eventi, diciamo così, “garantista”

    Non era una frattura politicamente rilevante. Si trattava di semplice e, subito peraltro ricomposta, dialettica interna

    Si vocifera dell’esistenza di una presunta registrazione tra Berlusconi e la vicepresidente del Senato appena cacciata dalla Lega Rosy Mauro risalente proprio ai giorni caldi dell’affaire Cosentino

    Ho letto qualcosa al riguardo ma non ho elementi per dire nulla. Se non ricordare come i componenti del “cerchio magico” rappresentassero certamente l’ala più filoberlusconiana del partito.

    La vostra base appare disorientata e tutti i sondaggi registrano un rilevante calo di consensi

    Voglio essere ottimista e trarre da questa cattiva esperienza il lato positivo. Questa inchiesta è utile per fare pulizia nella Lega, per dare risposte ad una base  sana e incazzata. Ripartiremo più forte di prima su basi nuove e diverse

    La ripartenza porta il timbro di Maroni?

    Maroni sarà il nuovo segretario che cambierà anche la natura del movimento. Non più monolitico e carismatico ma aperto e collegiale. Ma prima ancora dei nomi, seppur importanti, dobbiamo scegliere tra la linea politica, federalismo o secessione

    In attesa che decidiate incombono le amministrative. Possibilità di ricucire con il Pdl?

    Nessuna, fintanto che sostengono un governo inefficiente e golpista come quello presieduto da Monti. Un domani vedremo

    Non le sembra strana la parabola di Berlusconi? Ha sempre condannato qualunque ribaltone di palazzo che non rispettasse il responso delle urne, e ora invece puntella l’inciucione che sostiene Monti

    Berlusconi, diciamo così, è sempre stato un uomo “pragmatico”. Ha fiutato il vento, ha capito che un ciclo politico si era chiuso e, anziché resistere rischiando pure lui di finire ad Hammamet, ha preferito garantirsi un salvacondotto giuridico ed economico. Tutte scelte in linea con la natura del personaggio

    E di Grillo che pensa? Pare peschi anche nel vostro elettorato

    Di sicuro si avvantaggerà delle difficoltà momentanee della Lega. Ma a me l’antipolitica non piace per niente. Grillo non indicherà nessuna soluzione concreta. Porterà solo caos e anarchia

    Non è che la Lega degli inizi fosse molto diversa. Tutti ricordano il cappio in Parlamento sventolato da tale Orsenigo

    Se permette le differenze ci sono eccome. La Lega degli esordi, per quanto magari pittoresca, aveva una linea politica chiara basata sulla battaglia federalista. Grillo invece grida e basta. Temo però che avrà un grande successo elettorale.

    Soluzioni per uscire dall’impasse?

    Innanzitutto recuperare credibilità. La politica è ai minimi termini e si respira un’aria simile a quella del 1992. Bisogna affrontare le emergenze vere, senza perdere tempo con questioni come la legge elettorale. Tanto, con qualsiasi legge, la Lega dimostrerà anche alle prossime politiche di avere un elettorato di riferimento con il quale, superata la crisi interna, tutti dovranno fare i conti.

    Francesco Maria Toscano

     

     

     

     

    Categorie: Politica

    5 Commenti

    1. Laura Madrigali scrive:

      Del senno di poi son pieni i fossi.

    2. ampul scrive:

      aaahahah esatto Laura!!!

      Io dico che senso ha parlare ancora di movimenti politici, se comprendiamo in tal parola partiti come lega pdl pd ecc. cioè tutto il marcio che il nostro paese possa offrire!
      Bisgona smetterla poi con questo orgoglio leghista dei miei stivali, ladri come il resto d’altronde. Tutti! E’ un problema sistemico… Ci sarà un perchè se pian piano poco alla volta vengono fuori vicende come quelle leghiste… O è sempre un caso. E si prendono le distanze dalle “pecore nere”… “IO” l’ho sempre detto che “LUI” non mi piaceva…
      Ma smettiamola.
      Siamo diventati il paese dell’insaputa…

      Grillo almeno non è pagato con i soldi nostri. Gli “altri” si!!!!

      Coraggio moralisti. The end is the beginning is the end!
      am

    3. Togo scrive:

      Il pareggio di bilancio renderà più difficile il foraggiamento indiscriminato di apparati inutili come i partiti italiani. Mario Monti impone principi e provvedimenti di buon senso in un momento di grave difficoltà. Visto che la politica italiana non riesce a governarsi sulla base di principi morali, sarà costretta a farlo sulla base di regole economiche. E con la politica tutto il funzionamento dello Stato opererà rispettando lo stesso vincolo. Qual è la preoccupazione? Che non si potranno più sperperare quattrini come si è fatto fino ad oggi?

    4. alessandro scrive:

      a mio avviso il nocciolo della questione risiede in questa dichiarazione del Rizzi “Ma prima ancora dei nomi, seppur importanti, dobbiamo scegliere tra la linea politica, federalismo o secessione…”
      eeeh! Federalismo o secessione? tanto non è poca la differenza… Il fatto che all’interno della lega c’è un dibattito “scegliere Spinelli e buttare Mazzini e Garibaldi dalla torre (o viceversa)” è la dimostrazione che la politica leghista stà a zero! Oltretutto dopo anni di lega al governo il progetto federalista è fallito.. nessun sostanziale cambiamento in tal senso. Diciamo che la scatola vuota leghista, priva di idee e concretezza, tira fuori il solito vecchio arnese della secessione quando è al minimo storico dei consensi… stessa cosa vale quando cavalcano le paure dell’altro e del diverso da noi, con i loro squallidi antistorici e strumentali rigurgiti razzisti contro terroni ed extracomunitari (per loro non c’è differenza).
      Se in Italia la politica continua a non occuparsi della questione meridionale continueranno purtroppo ad esistere i leghisti. La mancata coesione sociale ed economica fra nord e sud genera mostri sia in Europa che in Italia… (es: Geert Wilders in Olanda; Marine Le Pen in Francia) che cavalcano le paure e per certi versi l’ignoranza asinina e provincialotta di quelli che insistono che il problema è l’altro e il diverso da noi… non ricorda niente? C’è inoltre un parallelismo fra stati formichine e Stati cicale d’Europa di tipo Merkeliano e fra Regioni spendaccione del sud (e per giunta terrone) e quelle virtuose del nord. Questo parallelismo fra camicie brune al nord-Europa e camicie verdi in padania è stato egregiamente descritto in diversi articoli del Prof. Bagnai nel suo sito “goofynomics”, uno dei blog di economia più seguiti in Italia.

    5. ampul scrive:

      Ben detto alessandro.. Il blog del prof. Bagnai è stato suggerito più volte anche dal moralista..

      Ciao

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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