Il destino dell’Europa è strettamente legato a ciò che accadrà da qui a un anno. Sono imminenti le elezioni politiche in un Paese importante come la Francia e in uno dall’alto valore simbolico come la Grecia, epicentro del laboratorio neoschiavista guidato dai torturatori in loden  Monti, Draghi, Lagarde e Van Rompuy. Tutti i sondaggi accreditano il socialista Hollande come sicuro nuovo presidente francese a scapito di un Sarkozy sempre più rassegnato ad una probabile e benvenuta sconfitta. Ritengo che, pur tuttavia,  ancora più del cambio di guida fisico all’Eliseo, sarà importante valutare attentamente l’eventuale e salutare ascesa di partiti che presentano elementi non ambigui di chiara rottura con quelle forze, socialiste o conservatrici, che portano la colpa storica di avere consegnato il destino dell’Europa nelle mani di avidi speculatori privati, abdicando al ruolo di guida dei macroprocessi politici, per auto assegnarsi invece l’indegno ruolo di meri portavoce degli interessi illegittimi della finanza immorale. In questo senso, non tranquillizza affatto la semplice alternanza al potere, in Francia come in Italia, di partiti divisi nella battaglia politica interna ma uniti nel puntellare in sede internazionale l’oligarchia malefica che paralizza e impoverisce i cittadini del vecchio continente. In nome di non meglio specificati interessi superiori, le principali forze politiche tradizionali raccolte negli eurogruppi saranno sempre in grado di giustificare alla bisogna inciucioni trasversali come quelli che oggi sorreggono Papademos in Grecia o Monti in Italia. Larghe maggioranza utili per avviare politiche di sterminio senza che nessuno dei singoli partecipanti al massacro possa sentirsi assassino fino in fondo. In questo senso è importante che il parti de gauche di Melenchon ottenga un buon risultato, da far pesare al tavolo delle trattative costringendo Hollande a guardare alla sua sinistra anche il giorno dopo il suo eventuale insediamento. La crescita del Front Nacional di Marine Le Pen potrebbe poi rappresentare un salutare pugno nello stomaco per tutti quei damerini tecnocratici che non credono per davvero e fino in fondo nella ricomparsa nel cuore dell’Europa di consistenti forze politiche di chiara derivazione nazista, alimentati e sorretti dalla rabbia cieca e violenta che sale dai settori più disagiati delle società contemporanee, ridotti sobriamente in schiavitù dall’oligarchia continentale. Qualcuno a breve proverà certamente a tradurre politicamente la sete di vendetta che pervade le classi sociali uscite sconfitte dal lungo  braccio di ferro tra lavoro e capitale che ha caratterizzato l’intero novecento. Il trasformismo di questi giorni di alcune figure di primo piano dell’apparato di potere di Sarkozy, pronte a salire sul carro del probabile vincitore Hollande, è un segnale preoccupante. Uomini che non hanno altra ideologia se non il perseguimento di privilegi personali, sporcano con la sola presenza qualunque immagine di cambiamento. In Italia questo fenomeno è ancora più capillare e pervasivo. La classe politica italiana è immobile. Sempre gli stessi uomini deturpano la democrazia con la loro inamovibile presenza. Cambiano i nomi dei partiti ma mai quelli dei personaggi in carne ed ossa che li rappresentano. Vecchie cariatidi come  Pisanu e Casini tentano in questi giorni di rifarsi una verginità lanciando nuovi e improbabili contenitori che, sull’esempio del Gattopardo, fingono di cambiare tutto affinché tutto resti uguale. Le politiche sono alle porte anche in Italia e in molti cominciano ad avere paura dell’insoddisfazione popolare. Il 2013 potrà essere per l’Italia l’anno della rinascita e della liberazione. Se non altro perché scade  l’interminabile settennato del Presidente Napolitano che, in periodo lungo circa un terzo il ventennio fascista, è riuscito in maniera più felpata a creare gli stessi guasti al tessuto democratico del Paese. Coraggio Italia!

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Editoriale

    7 Commenti

    1. alessandro scrive:

      a tutt’oggi l’unico partito italiano che m’ispira di più è il PdA: “Partito dell’Astensione”

      • il Moralista scrive:

        Caro Alessandro,
        I tuoi spunti, intelligenti e documentati, sono per me sempre fonte di stimolo e approfondimento. Capisco il tuo scoramento rispetto alla situazione attuale ma credo, pragmaticamente, che la scelta dell’astensione sia quella più desiderata dai negrieri che ci governano. Un abbraccio,

        Francesco

    2. Ugo scrive:

      Forse è ora di spostare il proprio voto (o di rinverdirlo, per chi non avesse votato negli ultimi tempi) indirizzandolo verso gli estremismi. Visto che di estremismi “di sinistra” non se ne vedono, rimangono quelli di destra. Che dire, è grave essere portati a pensare che perfino un abominio come Forza Nuova sia meglio dei criminali che oggi infestano il parlamento a 360°? Perché in quella direzione andrà il mio voto, se quegli energumeni si presenteranno alla competizione elettorale e se non ci saranno personaggi altrettanto energumeni nello schieramento opposto. Di ipocrisie inciuccianti ne ho fin sopra i capelli – criminale per criminale, preferisco avere a che fare con dei criminali schietti. Che tu sappia, qualche boss conclamato, di quelli che ordinano lo scioglimento nell’acido dei bambini, per intendersi, è in procinto di candidarsi? Potrebbe essere una buona soluzione, se paragonata a quelle che ci spacciano i canali “ufficiali”.

    3. Paolo scrive:

      Calma, non farlo Ugo, non facciamoci prendere dall’isteria, sia mai che un giorno qualcuno che conosci finisca nell’acido, sprangato o deportato nei vagoni piombati. Io fortunatamente non voto alle amministrative (altrimenti voterei 5 stelle, almeno un’opportunità gliela darei volentieri). Per le politiche vedremo, chi propone di uscire da ‘sto cacchio di euro già parte avanti. Poi bisogna vedere come e per andare dove, ma parte avanti.

    4. Twin Astir scrive:

      Tornando alle elezioni presidenziali in Francia, mi dispiace che Sarkozy abbia capito troppo tardi l’errore di aver fatto coppia con la Merkel, una signora che sa dire solo “NO” e che di politica economica e di storia economica ne mastica meno della mia portiera. Povero portabigodini di Carlà, che voleva spartire con la cu..ona la grandeur francaise et europeenne. Il socialista Hollande sta guadagnando consensi perchè dice semplicemente che è arrivato il momento di riprendere le distanze dalla egemonia tedesca che ci sta traghettando verso gli inferi della miseria e dell’insolvenza. Quanto ai nostri tecnocrati privi di idee e di coraggio (se Monti avesse un po’ di coraggio con la Merkel) ce li dobbiamo tenere perchè abbiamo accettato silenziosamente il compimento di un golpe molto vellutato e all’inizio quasi impercettibile. Il tempo, però, è galantuomo e fra non molto tempo decideremo quali uomini politici meriteranno una bocciatura senza appello, per incapacità, stupidità e mancanza di idee, di iniziativa e di coraggio. Sarà la volta di mandare i comici, le ciccioline e i dilettanti in Parlamento? Beh, non potranno fare meno danni di questi tromboni sfiatati presi nelle aule universitarie e nelle sezioni dei partiti, cioè su Marte. Aspettiamo fiduciosi un cambiamento che vorremo realizzare democraticamente senza imbracciare i forconi. Lasciamoci almeno la speranza, che rimane l’antidoto alla rassegnazione.8

    5. ampul scrive:

      Continuo a ritenere utile un coinvolgimento di Grillo (oggi il populismo vince… lo sa bene il Caimano che ha governato 20 anni!!! e poi meglio un populismo che sta davvero dalla parte della gente, che un populismo mirato all’interesse personale… o no?… poi, una volta dato un segnale forte, poi possiamo davvero cambiare lo stato delle cose..), lui è un perfetto catalizzatore di consensi che vengono dal basso, anche terra terra, ma pur sempre legittimi…
      Ma poi la sostanziale differenza è che io non pago Grillo se non voglio vederlo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    6. alessandro scrive:

      il problema di fondo è che non possiamo scegliere i nostri candidati con le liste blindate porcellum… e scegliere le persone di questi tempi è importante. Non voglio scegliere un partito a scatola vuota per poi trovarmi i primi due della lista con le case a loro insaputa, smerdati alle interviste delle iene fuori Montecitorio, oppure l’avvocato, il commercialista e l’amante del segretario di partito. Pensavo che se andasse a votare il 30% dell’elettorato sarebbe come chiedere alla politica di mettersi in discussione… ma credo che abbia ragione Francesco finiremo per fare il gioco dei negrieri del 21° secolo, lasciando il campo ai nuovi “passerotti della nazione” (o a quelli di cui parlava Ugo…) avete visto cosa bolle in pentola all’ombra di Pisanu Casini Fini e… Passera? Come dicono tutti i comici, “vuoi vedere che dopo il bunga-bunga si tornerà a parlare di Passera?”

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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