Esistono dei momenti storici nei quali la prudenza non è una virtù. Quello che oggi l’Europa vive, stordita dalle menzogne dei media di proprietà della classe padronale, è un nuovo Olocausto. Le lacrime di coccodrillo che i padroni spargono ipocritamente a beneficio di telecamera non bastano a lavarne le gravissime responsabilità. L’imprenditore suicidatosi a Nuoro dopo aver dovuto licenziare i figli e il portiere napoletano impiccatosi dopo avere ricevuto una lettera di licenziamento, sono vittime volute e consapevoli di un lucido progetto politico. Il darwinismo sociale ed economico oggi sublimato dai tecnici al potere, che seleziona la specie risparmiando i più scaltri e senza scrupoli, fa della istigazione al suicidio un elemento costitutivo della sua ragion d’essere. Tornano d’attualità antichi e macabri rituali, che vedono tristi protagonisti i moderni suicidi, costretti ad indossare forzatamente i panni delle vittime, immolate nella speranza di rabbonire lo spread, nuova divinità capricciosa e vendicativa. Il ridisegno della società europea in chiave schiavista e classista cavalca, certamente in maniera strumentale, una idea metafisica di crisi economica, ma si nutre anche e soprattutto di messaggi più celati, profondi, oscuri e in senso lato religiosi. Quando Monti si lascia scappare l’infelice frase secondo cui i suicidi italiani sarebbero ancora inferiori a quelli greci, riabilita inconsapevolmente una concezione pagana della vita e della dignità dell’uomo,  quella stessa che permetteva all’imperatore di Roma antica di dilettarsi gustando le gesta dei gladiatori. Uomini che vivevano e morivano con il solo scopo di far  divertire chi comanda. I bambini greci che svengono oggi in classe perché denutriti li trovate tali e quali negli occhi del bambino ebreo immortalato rinchiuso in un lager nazista. Di fronte a tanta crudeltà il silenzio pavido è complice. Alla luce di queste premesse ho trovato deprimenti e infausti alcuni passaggi di una intervista pubblicata oggi sul  Messaggero di proprietà di Caltagirone al presidente della Cei Bagnasco. “L’operato del governo Monti sta tentando di mettere in sicurezza il sistema Paese”, trova il coraggio di dichiarare il Vescovo, tra le pieghe di una intervista zeppa di banalità e frasi fatte da fare invidia a Napolitano. Bagnasco è addolorato dai tanti suicidi, ma non trova il coraggio né la forza di individuare neppure a sommi capi cause e responsabilità. La radicalità del messaggio cristiano, pronto a condividere il martirio della croce per difendere principi e conquiste non negoziabili, non traspare quasi mai dalle parole soppesate dei vertici di una gerarchia che nel mezzo di un dramma epocale rispolvera inutili e irritanti tatticismi. C’è  chi certamente, come Don Gallo, vive la carità, e chi invece preferisce conquistarsi la benevolenza dei potenti. A questi ultimi, incapaci di provare empatia per gli emarginati, i poveri e  gli sconfitti, non resta che chiedere almeno di risparmiarci il vecchio e rassicurante rito della benedizione del condannato che precede l’entrata in scena del boia.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Editoriale

    3 Commenti

    1. Ugo scrive:

      Ci sono malattie che colpiscono in modo repentino, inatteso e letale. Possono colpire chiunque, anche Bagnasco. Per chi crede nella giustizia divina, il rischio per questo energumeno è alto (Dio vede e provvede); chi non ci crede sa che il porporato rischia quanto chiunque altro, ma può comunque sperare nelle leggi dei grandi numeri (la speranza è l’ultima a morire). Un sentito “augurio” al presidente della cei e ai suoi compagni di merende.

    2. francesco scrive:

      complimenti MORALISTA, questo è davvero un bel pezzo, condivido tutto l’articolo.
      spero che bagnasco possa provare la fame, la paura e l’infelicità di tutti quei parenti dei suicida che piangono rassegnati e confusi i loro cari.

    3. ampul scrive:

      semplicemente perchè lui E’ un potente!

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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