L’attenzione mediatica intorno alle elezioni francesi ha lasciato naturalmente in penombra il caso greco. Anche nella patria di Platone si vota domani per eleggere un nuovo Parlamento che, però, nelle intenzioni della governance europea, non avrà altro compito se non quello di ratificare politiche criminali prese in altre sedi e per conto di potentati che non hanno nulla a che spartire con il popolo greco e i suoi primari bisogni. Uno dei punti di forza principali dell’oligarchia neonazista rinvenibile nella Troika, è quello di avere reso di fatto ininfluente l’esercizio del voto democratico. Le elezioni sono dappertutto truccate manco fossero partite di calcio del nostro campionato. L’unica differenza riguarda il livello di efficienza del trucco che, nel caso degli euro schiavisti, raggiunge livelli di scientificità e perfezione difficilmente eguagliabili. La Troika, a differenza del clan degli zingari che inquina le partite del nostro calcio, non ha bisogno di corrompere nessuno di volta in volta per garantirsi il risultato sperato. Loro la partita la vincono ancora prima che le squadre scendano in campo. Possono infatti tranquillamente gustarsi le elezioni, sapendo in anticipo con assoluta certezza che, qualunque il responso delle urne, nessuno metterà veramente discussione le linee di indirizzo decise in sedi tecnocratiche e non rappresentative nell’interesse dei negrieri contemporanei. I protagonisti del quarto Reich, capeggiati oggi da un Hitler in gonnella come Angela Merkel, hanno svuotato sapientemente la democrazia attraverso alcune manovre ben congegnate e pazientemente perseguite nel tempo. 1) Hanno sviluppato e imposto una nuova teoria relativizzante tendente ad ingrigire partiti che, orfani di qualsiasi profilo ideale, risultano facilmente manovrabili perché fondamentalmente indistinguibili se non per mezzo di prolissi e indefiniti “programmi” che nessuno legge. 2) Hanno favorito ad ogni latitudine la formazione di sistemi elettorali tendenti a garantire una alternanza al potere tra eguali. 3) Hanno svilito la nobiltà della funzione politica, intesa come ricerca dell’interesse generale, attraverso l’ossessiva demonizzazione di ogni attività pubblica, garantendo così anche intellettualmente il primato dell’interesse privato. 4) Hanno separato cultura e politica, in modo da poter meglio gestire classi dirigenti formate prevalentemente da parvenu rozzi e ignoranti che non hanno altra ambizione se non quella di arricchirsi e perpetuare la specie. Questo schema, oggi trionfante, rende di fatto superfluo l’esercizio del voto. Chi vive in terra di mafia, per cogliere in profondità il concetto appena espresso, può fare un parallelo con ciò che avviene durante le tornate amministrative nei  paesi ad alta densità mafiosa. Le ‘ndrine, perlomeno quelle di élite, in genere non si sporcano mai le mani per nessuno dei candidati in lizza. Non ne hanno bisogno. La loro forza risiede proprio nella consapevolezza che, chiunque vinca, dovrà uniformare le proprie condotte nella direzione della salvaguardia di un equilibrio che non intacca né mette in discussione il primato della classe militare dominante.  E dovrà farlo garantendo politiche di contiguità, ma costruendosi al contempo, se possibile, anche una salutare immagine pubblica antimafia, in grado di fungere da corazza in caso di imprevisti. Così come le’ndrine esercitano il controllo sul tessuto economico nel territorio di loro competenza, così la Troika impone dappertutto il rispetto di politiche criminali stile fiscal compact. In Grecia i due principali partiti, Pasok e Nuova Democrazia, sono subalterni ai diktat del potere reale. In Francia Hollande comincia a fare marcia indietro rispetto alla possibilità di ridiscutere l’obbligo di pareggio di bilancio. In Italia Pd e Pdl sparano insieme sui cittadini inermi per sentirsi ognuno meno criminale dell’altro. In tutto questo una lezione di libertà e dignità viene da un uomo di quasi 90 anni,  il greco Manolis Glezos, eroe che sfidò l’arroganza nazista durante la seconda guerra mondiale, impegnato oggi politicamente per le sua gente al fine di respingere  oltremare le nuovi croci uncinate. Evidentemente, chi ha visto in faccia i nazisti continua a riconoscerli.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Esteri

    3 Commenti

    1. ampul scrive:

      “…. Infatti tutti noi siamo ciechi dinanzi ad uno dei fenomeni più importanti delle nostre vite: il reale funzionamento della macchina del potere e, quindi, dei suoi segreti. Si tratta di una cecità indotta dallo stesso potere al fine di perpetuarsi. [...]

      De Maistre, esponente dell’alta aristocrazia francese, agli inizi del 1800, scriveva:
      Se la folla governata può credersi uguale al piccolo numero che governa, non c’è più governo. Il potere dev’essere fuori dalla portata di comprensione della folla dei governati. L’autorità deve essere tenuta costantemente al di sopra del giudizio critico mediante gli strumenti psicologici della religione, del patriottismo, della tradizione, del pregiudizio… [...]
      Non bisogna coltivare la ragione del popolo ma i suoi sentimenti: occorre dunque dirigerlo, e formare il suo cuore e non la sua ragione. Esso deve essere tenuto nel suo stato naturale di debolezza: leggere e scrivere non conviene alla felicità fisica e morale del popolo, anzi non corrisponde nemmeno al suo interesse.

      Questa regola aurea del potere è eterna e si perpetua sino ai nostri giorni adattandosi camaleonticamente alle evoluzioni storiche. Certo, le superstizioni e i dogmi di oggi sono molto più sofisticati di quelli dei tempi di Mazzarino e De Maistre, ma continuano ad assolvere alla medesima funzione di allora. Il sapere sociale non è mai innocente.”

      Questi sono alcuni dei passaggi di un libro illuminante che ho avuto la fortuna di leggere tempo fa.
      Leggendo il tuo articolo di oggi, moralista, m’è ritornato in mente. Spero non sia considerato abusato tale accostamento moralisteggiante.

      Grazie per tutto quello che scrivi.
      am

      ps: il libro è “Il ritorno del principe” di Lodato e Scarpinato, edito Chiarelettere.

    2. [...] Vai alla fonte Condividi questo post: [...]

    3. francesco scrive:

      bello, ottimo ma forse lo spessore criminale della cosidetta troika è ampiamente maggiore, hanno elaborato questo sistema almeno 30 anni fa, aspettando, lavorando per ottenere oggi solo i primi frutti. cosa ci attende? la gente, quella normale, pensionati, ex lavoratori, lavoratori, disoccupati, mai occupati, studenti, anche universitari, imprenditori, piccoli criminali, tutti coloro che verranno distrutti dal progetto euro, hanno in bocca le parole di monti, di bersani, di alfano, spesso con l’incapacita di comprendere ciò che hanno sentito: sono a dir poco, disarmati. mi permetto di citarlo, spero che , eventualmente, non si inalberi: (questa elitè)il più grande crimine ha ottenuto una popolazione soccombente per educazione, istruzione e convinzione politica-religiosa. quando spiego che le tasse che si apprestano a pagare non hanno la finalità di rimettere le cose a posto , nemmeno nell’immediato, quando gli spiego che esisteva la sovranità monetaria e di conseguenza, addirittura, la possibilità della piena occupazione, solo per esempio, restano a bocca aperta, gli si illuminano gli occhi che si bagnano, restano con il volto proteso in avanti come se un grumo di ipotesi, teorie, domande volesse venire fuori all’improvviso, ma restano bloccati, è probabile che spesso pensino :”ma allora mi hanno preso tutta la vita in giro?” ed è anche probabile che qualche secondo più tardi pensino anche:” e perchè dovrei credere a questo, che è per me uno sconosciuto,..figurati se ha ragione, se tutto quello che ho vissuto, vissuto, poteva andare diversamente, poteva essere meno duro, figurati!” .Per qualche secondo, qualche volta qualche minuto, restiamo a guardarci, io pensando se ho detto bene ciò che volevo, se sta servendo, cerco di scrutare la reazione degli astanti, loro chissà che pensano? qualche volta esclamano”ammazziamoli”, altre volte, più spesso stanno in silenzio, qualcuno parte con domande dalle quali si capisce che non hanno ancora accettato il concetto di stampa infinita di denaro=fine del p roblema del debito pubblico, quindi continuo a rinforzare il concetto, ma è troppo strano, qualcuno non ci crrede ed è passato troppo tempo, comincaino a voler parlare anche loro, vogliono dirmi che ne sanno anche loro e mi spiegano che al mercato comprano di meno , mi raccontano i loro problemi, ma purtroppo lo so e cerco di farglielo capire:” non è nulla rispetto a quello che verrà!”.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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