Nessuno trova il coraggio di dirlo, ma con il voto di ieri gli italiani hanno bocciato solennemente in primo luogo il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’attuale inquilino del Colle è il maggiore responsabile dello sfascio politico che umilia le nostre istituzioni, nonché il principale artefice delle inutili e sadiche sofferenze inflitte al nostro popolo attraverso le tanto decantate “politiche di austerità”. Da tempo ripeto fino alla nausea che non sarà possibile una nuova primavera italiana fino a quando non scadrà il mandato dell’attuale Presidente della Repubblica. L’unica consolazione che induce all’ottimismo è data dalla consapevolezza che oramai manca davvero poco. I danni prodotti da Napolitano durante il suo settennato sono incalcolabili, paragonabili a quelli provocati dal ventennio fascista. Non sarà facile ripartire sulle macerie lasciate in eredità dal primo ex comunista salito sul Colle più alto. L’Italia è oggi completamente subalterna e funzionale alle mire espansionistiche tedesche, il nostro tessuto democratico si è fortemente indebolito, e persino  le elezioni vengono  vissute dall’establishment con sempre maggiore malcelato fastidio.  L’interventismo, quasi sempre fuori luogo, di Napolitano sui temi più disparati ha di fatto  poi svilito il prestigio del ruolo, immaginato come super partes e di garanzia dai padri costituenti. L’incontinenza verbale ha oggi spinto Napolitano a sfidare il ridicolo, cimentandosi in una polemica strapaesana sul reale significato da attribuire al clamoroso risultato ottenuto dal movimento 5 stelle di Beppe Grillo. “Non vedo nessun boom”, ha dichiarato terreo Napolitano, rispolverando una vecchia tecnica di matrice sovietica per analizzare i risultati del voto. Quando i comunisti in passato perdevano consenso sul territorio nazionale, il giornale di partito spostava  il tiro con titoli ad effetto tipo “Grande affermazione a  Pinerolo”. E’ comprensibile l’astio del Presidente che si è beccato da Grillo tempo fa l’epiteto non delicatissimo di “salma”. Ma il compito di una figura di garanzia non dovrebbe essere quello di scendere sul terreno del comico nella speranza recondita di spararla più grossa. Con Napolitano esce sconfitto dal voto anche l’intero circuito mediatico che da anni punta su personaggi senza nessun appeal come Casini. L’ultima tecnica di questo regime in affanno è quella volta a colpevolizzare gli elettori,  incapaci di cogliere la giustezza dei sacrifici richiesti dai miliardari in loden. Anche questo schema, a pensarci bene, è retaggio di un brodo culturale totalitario che dipinge le masse come gregge da indirizzare ed educare. Quando sarà il momento di scegliere il prossimo Presidente della Repubblica, sarà bene fare attenzioni ai trascorsi. Il caso Napolitano dimostra che gli uomini cresciuti respirando atmosfere totalitarie non offrono mai garanzie sufficienti. Un antidemocratico è simile a quel diamante spesso pubblicizzato. Sotto sotto, lo è per sempre.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Editoriale

    13 Commenti

    1. Paolo scrive:

      Non esageriamo… non è Napolitano ad aver sfasciato l’Italia. Per quanto sia un degno rappresentante dell’attuale classe (?) politica, per quanto sia evidente che nonostante i richiami tutto sommato sostiene l’attuale sistema partitocratico, a sfasciare l’italia è stata tutta la nostra classe politica: la destra che ci ha governato perchè non ha voluto/saputo fare gli interessi del paese, la sinistra perchè troppo presa dalle sue guerre interne e dai suoi “distinguo” per riuscire ad essere pragmatica e unita quanto serve per dimostrare che una alternativa a berlusconi poteva esserci.

      Poi chiaramente ognuno ha i politici ed i governi che si meritano e gli italiani possiamo biasimare solo noi stessi per esserci interessati solo al calcio ed ai reality, per andare al mare invece di votare e lasciare che altri pensassero ed agissero per noi.

      • bruno scrive:

        penso che il moralista ancora riesca a togliere dal suo binocolo la lente dell’anticomunismo viscerale che lo porta a conclusioni paradossali : non scherziamo !

      • franco scrive:

        Imparando a non sfasciare la grammatica probabilmente non sfasceremo nemmeno il paese.
        Voglio portare l’attenzione sull’ultima frase, prima riga. Due errori di grammatica che gridano vendetta. Ognuno è il soggetto non i politici ed i governi quindi il verbo va coniugato al singolare d quindi “che si merita”. l’altro errore viene appena dopo gli italiani POSSONO solo biasimare SE stessi.

    2. ampul scrive:

      Tendenzialmente non sarei d’accordo con la tua analisi Paolo..
      Quello che scrive il moralista è purtroppo molto vero: qui non si tratta di un ponzio pilato dei giorni nostri, che era chiamato a giudicare e non ha giudicato. Qui si tratta di colpe evidenti in capo al ns. Presidente… E il fatto che lui se la prenda con grillo (lo ha da sempre criticato, “monita” “salma”, ecc.) lo testimonia. Per usare una metafora, Napolitano sembra un po’ agli ignavi danteschi, quelli che stavano nell’antinferno, guarda caso lì Dante colloca tra gli altri un altro di “capo”, Celestino V…

      La storia ritorna!

      • Paolo scrive:

        Ma si… pensavo di averlo detto chiaramente. Che Napolitano sia il Ponzio Pilato di questa situazione è indiscutibile, ma d’altronde il suo ruolo dovrebbe essere quello di garantire il rispetto delle regole non di fare quello che altri sono stati chiamati a fare. In sostanza le riforme e gli aggiustamenti deve farli il governo ed il parlamento non il presidente della repubblica. L’unica cosa che possiamo rimproverargli e non aver sciolto le camere e lasciare che tutto procedesse… ma onestamente più che violazioni della nostra costituzione quello che c’è stato è la totale inedia/incapacità dei nostri politici.

        In fondo Napolitano è espressione della nostra classe politica e se in questo senso posso rimproveragli la sua inedia/incapacità/mancanza di volontà, non posso dargli una colpa che va equamente distribuita su tutti.

    3. stefano scrive:

      napolitano+1998+licio gelli…..vedete cosa esce

    4. vartemenko70 scrive:

      Il commento di Toscano non fa una grinza.
      Si è solo dimenticato di ricordare un piccolo fatto forse lui non c’ era ma io si.
      1956 invasione dell’ URSS con la sua fraterna ARMATA ROSSA che represse la primavera ungherese 300000 morti ungheresi.
      Discorso proprio del nostro odierno Pres. allora givane deputato al nostro Parlamento nelle fila del”democraticissimo e filosovietico PCI. (Ve la ricordate la vecchia bandiera del PCI rossa con falce e martello e sotto una piccola, quasi invisibile strisciolina tricolore)
      Accogliamo il FRATERNO intervento dell’ Armata rossa, che ha stroncato la CONTRORIVOLUZIONE ungherese.
      Capito l’ antifona?
      Poi come sempre succede ai comunisti “pentiti” molti anni dopo da pres. Italia andò ai postumi funerali dell’ eroe ungherese IMRE NOGJ,al tempo segretario generale del PCU, barbaramente assassinato dai suoi mariuoli amici sovietici, chiedendo, non so con quali lacrime, scusa.

    5. ros scrive:

      La cosa che piu’ mi spaventa è che se nelle prossime elezioni politiche NON MANDIAMO A CASA GLI “PSEUDOPARTITI” CHE ATTUALMENTE OCCUPANO IL PARLAMENTO … chissà chi sceglieranno come prossimo Capo dello Stato!!!!!!!!!!!!!!
      Non ci voglio neanche pensare!!!!
      MEDITATE GENTE …. MEDITATE

    6. Ugo scrive:

      Salma… Se saremo fortunati non gli ci vorrà molto a raggiungere quello status. Per ragioni anagrafiche, nè, mica per altro.

    7. alessandro scrive:

      Non concordo sulla condanna dell’intero settennato del Presidente. Riconosco alcune sue prese di posizione su alcune scelleratezze berlusconiane (legge sulle intercettazioni, processi brevi e inviti alla moralità e alla moderazione dei personaggi pubblici). Non gli attribuisco sufficiente incisività nelle timide bordate espresse contro i rigurgiti razzisti dei leghisti contro gli extracomunitari (salvo la sua giusta proposta della cittadinanza per quelli nati in Italia). Non è stata altresì sufficiente la sua azione di richiamo di tutte quelle menate padane sulla secessione, nonostante timidi e ripetuti riferimenti all’unità e indivisibilità della repubblica. Ma non posso che riconoscere al moralista che il presidente è “il MAGGIORE responsabile dello sfascio politico che umilia le nostre istituzioni” (attuale aggiungerei), in quanto determinate questioni attinenti la sovranità popolare, prevista nella costituzione, sono state disattese. Il primo articolo della costituzione, 2° comma, recita “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Il popolo è stato svuotato della propria sovranità di decidere sulle politiche economiche attraverso l’approvazione del pareggio di bilancio in costituzione e l’appoggio incondizionato di Napolitano ad assurde politiche di austerity e di rigore promosse da Monti. I segnali che emergono dal voto delle amministrative ci dicono che gli italiani votano per protesta i grillini e che i partiti tradizionali sono allo sbando. Come dice Casini il progetto dei moderati è sotto un cumulo di macerie e il PD nonostante perde voti, non vuole vincere sulle macerie del suo paese. I poteri del Presidente sono formali e deve essere garante della costituzione e delle istituzioni con poteri “check and balance” super partes (che vuol dire anche tenersi i suoi commenti elettorali per se). Per costituzione il presidente deve fare poche cose e farle bene e visto che costa più di Buckingam Palace (a proposito di chiedere le austerità.. sempre a casa degli altri.. e a proposito di demagogia dei grillini) potrebbe sforzarsi di più per far rispettare la sovranità popolare prevista in costituzione, magari sul tema pareggio di bilancio o sulle politiche economiche filo-tedesche europee che affamano il sud europa… vedi fiscal compact, rinnegato da Francia, Grecia (come dimostra il risultato delle elezioni di domenica), dalla Spagna (come da dichiarazioni di Rajoi), dall’Irlanda (che promuove un referendum sul tema) ed infine anche il risultato delle amministrative italiane è un segnale che la politica dell’austerità dei professori del governo potrebbe non essere gradita..
      E’ vero che il lupo perde il pelo ma non il vizio! chi meglio di un ex-comunista comprende le dinamiche della disinformazione e dell’inversione oligarchica in cui s’intende riversare questo paese

    8. Gianni G. scrive:

      Sottoscrivo l’articolo scritto da Francesco, essendo totalmente d’accordo. Aggiungo solo che qualcuno di più deleterio per il ns paese c’è stato ed è l’emerito presidente Ciampi che prima come governatore, poi come presidente del consiglio e come ministro del tesoro ed infine come presidente della repubblica ha fatto più danni della peste nera.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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