Questo non è il momento delle mezze misure e delle scelte paludose. L’aggravarsi della crisi sociale e politica ha comportato un aumento di attenzione in capo ad una pubblica opinione non più disposta a consegnare deleghe in bianco. Negli ultimi venti anni, gli italiani non hanno mai saputo nulla delle scelte decisive che una oligarchia sovranazionale e omertosa prendeva sulle loro teste. Il dibattito interno è da tempo immemore volutamente concentrato su questioni risibili, depistanti e di scarsissimo rilievo. “Le olgettine”, le piroette di Casini, le gaffe di Berlusconi e i tormenti delle sinistre hanno monopolizzato inutilmente per anni l’attenzione di media mediocri e compiacenti. Questo schema farsesco finalmente non regge più. Si parla ora di cose un tantino più serie, a partire dal tipo di Europa che intendiamo inseguire. La politica ritrova una sua improvvisa centralità solo nella misura in cui ritrova una identità profonda che rende distinguibile una proposta rispetto ad un’altra. Pdl, Pd e Udc, che non a caso sostengono insieme il governo Monti, costituiscono un monolite di fatto, sapientemente dissimulato dal gioco della (falsa) rappresentazione. Pdl, Pd e Udc votano insieme leggi importantissime come quella sul fiscal compact che indicano, senza rischi di smentita, l’impianto neoliberista e schiavista dell’azione dell’attuale governo. E’ razionale pensare che, quand’anche ognuno di questi partiti avesse un domani la possibilità di governare singolarmente, approverebbe le stesse identiche politiche di oggi. Il bipolarismo tra eguali non è democrazia, ma dittatura mascherata. Un bipolarismo vero è quello che permette scelte per davvero differenti. Non basta alternare i volti (e  anche su questo ci sarebbe da ridire…) per realizzare la democrazia. E’ importante che i cittadini possano esprimersi giudicando tra piattaforme politiche diverse. Se però tutte le forze presenti in Parlamento sono subalterne ai dogmi ciechi del turbo capitalismo, a cosa serve dare la possibilità al popolo di votare? Votare per decidere cosa? L’editorialista del Corriere della Sera  Panebianco, che oramai scrive solo di legge elettorale, difende strenuamente il bipolarismo. Ma ne difende solo l’involucro. Un bipolarismo vero e utile alla democrazia è quello che contrappone partiti neokeynesiani alla vulgata iperliberista dominante. Bisogna costruire un’alternativa mettendo Keynes al centro di qualsiasi idea di cambiamento.  Sperando infine che sulla scena internazionale prevalga il duo Obama-Hollande e non quello Monti-Merkel.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Editoriale

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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