Vendola e Di Pietro hanno inteso lanciare una specie di ultimatum al Pd di Bersani. “Sbrigati a convocare gli stati generali del centrosinistra in una prospettiva di governo”, questo il succo del ragionamento dei due leader politici, “altrimenti ci arrangiamo da soli”. L’ultima tornata amministrativa ha evidentemente aumentato il livello di autonomia e autostima di Vendola e Di Pietro convintisi, non a torto, di godere di maggiore credito sociale rispetto ai più blasonati piddini. In nessuna grande città il Pd è riuscito a far vincere un proprio candidato nonostante l’inarrestabile tracollo del vecchio centrodestra. A Genova ha vinto Doria di Sel, a Palermo ha vinto Orlando di Idv così come lo corso anno si imposero i vari Pisapia a Milano e de Magistris a Napoli. E’ chiaro che il Pd, forza oramai evidentemente reazionaria arroccata su posizioni ultraliberiste degne del tea party statunitense, ha molto più bisogno di Sel e Idv di quanto non sia vero il contrario. Vendola e Di Pietro sono stanchi di recitare il poco gratificante ruolo di foglia di fico delle vergogne del partito di Bersani, spesso trattati, tra l’altro, con il tipico malcelato disprezzo che in genere si riserva ai parenti poveri e  impiccioni. Politicamente quindi, l’operazione proposta dai nostalgici della foto di Vasto è corretta e sacrosanta. Le forze che sostengono Monti sono universalmente riconosciute come reazionarie, oligarchiche e classiste, e la storiella del profeta varesino venuto per “salvare l’Italia” non incanta più nessuno. Ma le insidie insite in una operazione di questo tipo non sono certamente politiche. Abbracciando platealmente una linea di chiara e competitiva alterità rispetto alle litanie filogovernative, Vendola e Di Pietro corrono seriamente il rischio di finire presto stritolati da qualche ben rappresentato scandalo mediatico-giudiziario in grado di paralizzarne presto i focosi istinti. Grillo, al contrario di Vendola e Di Pietro, non avendo mai avuto nulla a che spartire con l’attuale establishment di potere, può permettersi alcune spigolature. Non mi stupirei se da ora in avanti si arroventasse la polemica sulla sanità che coinvolge il governatore pugliese e se, improvvisamente, rispuntasse fuori da archivi polverosi qualche foto di Tonino Di Pietro in compagnia dell’ex agente dei servizi condannato per mafia Bruno Contrada. Già il recente tentativo  di realizzare una lista civica nazionale, proposta da sindaci importanti come Pisapia e Emiliano si è arenata contro un cumulo di  provvidenziali cozze pelose. A dimostrazione del fatto che il geometra che sovraintende con freddezza l’instabile equilibrio di potere italiano, non apprezza fughe in avanti non palesemente autorizzate. Ripeto fino alla nausea, in chiusura di articolo, che questo tipo di analisi non si interessa minimamente circa il reale profilo etico e legalitario dei diversi protagonisti politici raccontati. Il potere altro non è se non la capacità di nascondere la forza bruta sotto il mantello candido della giustizia.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Politica

    5 Commenti

    1. alessandro scrive:

      la sinistra del PD dica cosa vuole fare da grande! già all’indomani della vittoria di Hollande, così come a seguito del voto alle amministrative, Vendola (e oggi anche Dipietro)sollecita il PD a prendere una posizione ed a sposare un programma vicino a quello del presidente francese, nel senso di un cambiamento rispetto alle politiche filo-Monti. Niente tutto tace, il PD si crogiola della presunta vittoria di Pirro alle amministrative, un pò come un bambino che pisciava il letto, che per pigrizia continua a stare a letto a crogiolarsi, anzi trovando quasi rassicurante quella sensazione umidiccia delle lenzuola bagnate. Ho trovato penosi gli interventi del piddino Collaninno alla trasmissione “ultima parola”, che si è inalberato come un animale quando Barnard ha definito Monti un “bugiardo criminale” e di fronte alle critiche dello stesso Barnard e di Ferrero all’impostazione della BCE che non emette moneta e alla solita mistificazione del debito pubblico, questo piddino taceva e giustificava l’appoggio a Monti con la solita frasetta fatta tipo spot “vi ricordo che Monti è stato chiamato per evitare che l’italia facesse la fine della Grecia”. Ora siamo fuori pericolo, troppo comodo agitare lo spauracchio della Grecia, son passati diversi mesi e si applicano le solite cure che hanno portato proprio la Grecia al disastro. E’ necessaria una svolta.. speriamo che i piddini si sveglino, perchè la situazione è veramente critica

    2. Twin Astir scrive:

      E tutti quei milioni di moderati che votarono per Silvio Berlusconi e che non vorranno morire compagni, dove li mettiamo, nel surgelatore? Vogliamo già fare i conti di sinistra “senza l’oste”, dando per scontata la consegna dell’Italia a questa nascitura “gioiosa macchina da guerra bis”,montata maldestramente a Vasto, con la foto ricordo al posto di un programma comune? Da che mondo è mondo, in Italia sVendola bandiera bianca e non rossa e a Bersani conviene stare al gioco senza pericolse velleità di governo centrale, che brucia le penne a chiunque, prima o poi.

      • alessandro scrive:

        sono d’accordo con te, anche io sono sempre stato un moderato, ma oggi come vedi alle amministrative i moderati del 3°polo e il PdL (scatola piena di moderati ed ex socialisti) sono stati bruciati e le speranze di una vittoria dei moderati stante alle previsioni di voto è scarsissima. Non resta che sperare ad una svolta delle politiche di sinistra, magari sul tema loro caro: il lavoro. Che ci piaccia o meno, ad oggi, nonostante i grillini, i piddini sono in maggioranza e vinceranno le elezioni nel 2013… accetto scommesse! e poi oggi non è più il confronto fra rossi e bianchi, ma fra neo-liberisti-iper-mercatisti e fra coloro che intendono restituire allo stato la sovranità di determinare le politiche economiche e monetarie, senza dipendere dai mercati della finanza e dall’incompetente tecnocrazia europea. Oggi destra e sinistra appoggiano il governo più reazionario di destra della storia repubblicana italiana… quindi di che parliamo? di bianchi e rossi? Con ciò spero che nasca la consapevolezza che la nuova coalizione vincente si liberi dai dogmi del neo-liberismo, nei fatti e non nei manifesti elettorali, sperando che non siano i comunisti ad accorgersene per primi (dei quali non condivido l’utopistica critica al capitalismo) e sia invece una sinistra più consapevole a muovere nella direzione giusta. Te lo dice uno che non è mai stato piddino.

    3. Twin Astir scrive:

      Rileggendo l’articolo Francesco Maria Toscano su “Alexis Tzipras – La speranza greca che manca all’Italia”, mi pare chiaro che all’Italia manchi qualcosa di convincente e cioè una sinistra illuminata che sappia pulsare di energia propria per stare veramente dalla parte della gente, casi Lusi, Penati, Delbono e Monte dei Paschi permettendo. Ci vorrebbe un “Hollande” de noantri, ma dove lo trovi? A Firenze, alla Leopolda? Boh, non lo so, non faccio il politologo di mestiere, ma il pollo spennato dal fisco come tanti, per sentirmi dire, poi, che lo Stato non può pensare a tutto e che vanno privatizzati sia i terremotati emiliano-romagnoli, che i disabili, tutti invitati a stipulare ciascuno una polizza ad hoc contro le proprie disgrazie.

      • alessandro scrive:

        sono molto disorientato anche io, attualmente non c’è nessuno capace di rappresentarmi e rappresentare una alternativa.. cioè l’alternativa c’è, ma non c’è nessun movimento/partito capace d’interpretarla

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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