La forza mistificatoria di un moderno regime, come quello Monti per fare un esempio qualunque, non si misura dalla capacità di tacitare in assoluto qualsiasi notizia potenzialmente scomoda o dirompente. Sarebbe uno sforzo titanico e, alla lunga, persino controproducente. I sistemi di potere contemporanei poi, pur ricorrendo all’occorrenza anche alla forza bruta e fascista stile Genova 2001, preferiscono in genere soffocare scomode fiammelle di verità coprendole con un mare di interessate  menzogne. Nell’era di internet è oggettivamente impossibile per qualunque granitico gruppo di pressione coordinato e ben strutturato, controllare ed impedire ex ante la pubblicazione di notizie potenzialmente indigeste. Onde per cui, l’oligarchia al comando punta su metodi diversi rispetto al passato, ma certamente già ben rodati e molto efficaci. Il controllo alla fonte di notizie non gradite è tra l’altro, non a caso, uno degli aspetti oggi più approfonditi dai servizi di intelligence di mezzo mondo, che sfornano continuamente nuove figure specializzate nel fenomeno in questione, quello appunto dello studio e dell’analisi delle cosiddette “fonti aperte”. Bene. Traduciamo ora questo preambolo introduttivo e astratto in un caso reale e concreto. Il 23 Novembre dello scorso anno usciva un articolo redazionale sul sito del Grande Oriente Democratico, tosto rilanciato dal sito online del quotidiano Libero (clicca per leggere) in grado si svelare pubblicamente l’appartenenza ad un corpo di élite della massoneria del nostro attuale premier Mario Monti. Notizia riportata il giorno seguente con grande evidenza anche nell’edizione cartacea dello  stesso quotidiano guidato da Maurizio Belpietro, nonché evidenziata dal sito Dagospia (clicca per leggere) e oggetto di apposito servizio televisivo curato dalla giornalista Manuela Ferri, andato in onda  nell’edizione serale del tg de la7 condotto da Mentana  (clicca per leggere).  Gioele Magaldi veniva poi intervistato con superficialità dagli aspiranti giornalisti Giuseppe Cruciani e David Parenzo per la trasmissione radiofonica in onda su Radio 24 “La Zanzara” (clicca per ascoltare) . Questa notizia era destinata giocoforza a provocare curiosità e interesse presso i cittadini italiani, sempre più intuitivamente consapevoli dell’esistenza di una sovranazionale camera di compensazione capace di indirizzare il corso degli eventi, e svuotare di fatto la forza e l’esercizio della democrazia rappresentativa nel tentativo di far trionfare un nuovo, e perverso, ordine mondiale. Il sistema che esprime e tutela Monti, dopo avere di primo acchito scelto di rinchiudersi dentro  un comprensibile e imbarazzato silenzio, ha preferito strada facendo una tattica diversa, avente l’obiettivo di disinnescare una verità che doveva  rimanere celata o, al più, in superficie. Il 20 gennaio del 2012, ospite della trasmissione televisiva “Otto e mezzo” condotta da Lilli Gruber, Mario Monti ha smentito la sua appartenenza a qualunque consesso di natura massonica (clicca per ascoltare), sfruttando un assist amichevolmente preparato, probabilmente concordato e abilmente dissimulato dalla conduttrice Gruber in versione Ronaldinho. “La massoneria”, questa in sintesi la versione del grembiulino reazionario a sua insaputa, “è un concetto troppo evanescente per un uomo banale come me”. La Gruber sorride  compiaciuta al professore, e l’argomento risulta perciò brevemente liquidato quasi si trattasse di un fatto di colore. Chi segue il Moralista da tempo sa che la prima regola conosciuta e applicata da qualunque giornalista esperto in disinformazione, è quella di cavalcare una notizia scomoda, non altrimenti tacitabile, fornendone però una versione volutamente deformata, mistificante e parziale. Il caso Monti-Gruber rappresenta evidentemente un perfetto paradigma della regola generale appena esposta. Ora leggete questo articolo pubblicato recentemente sul sito Dagospia (clicca per leggere) e capirete il perché del siparietto andato allora in onda su la7. Uno dei pochissimi personaggi italiani invitati, infatti, alla riunione per l’anno 2012 dal potente gruppo elitario internazionale conosciuto come Bilderberg risulta essere proprio Lilli Gruber. Guarda caso proprio l’unica giornalista che ha affrontato pubblicamente in maniera volutamente puerile e complice l’argomento Monti-massoneria. Il classico gioco delle parti. Nell’era di internet, la difficoltà che incontra chi vuole capire non è quella di recepire passivamente svariate e utili informazioni. Quanto piuttosto quella di imparare a legare gli eventi, di mettere cioè insieme con pazienza e correttamente i tanti pezzi di un puzzle altrimenti indecifrabile. E’ difficile ma non impossibile. D’altronde è risaputa la tendenza del diavolo a preparare le pentole ma a dimenticarsi spesso i coperchi.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Editoriale

    9 Commenti

    1. alessandro scrive:

      ha ha certo che Lilly Gruber nell’intervista del sermone della domenica è stata poco loquace, vediamo se scucirà qualcosa nei prossimi giorni…
      La sparata provocatoria di Berlusconi circa l’emissione di moneta (al netto delle considerazioni populistiche-elettorali) dimostra che il PdL è al corrente della verità dei fatti e non ha alcun imbarazzo nel dire che l’introduzione dell’unione monetaria, non accompagnata da una politica ed economica è stata un errore tecnico. D’altronde Berlusconi pochi giorni prima di dimettersi disse che “l’euro è una moneta che non convince”.. e via tutto il PD contro.. additando il cavaliere di antieuropeismo.. Anche il Moralista scrisse un articolo in proposito. La destra ha sempre parlato di BCE prestatrice di ultima istanza, di Eurobondos (proposta Tremonti) e addirittura molti anni fa ancor prima della crisi americana, per chi è di memoria corta, Berlusconi parlava di escludere dai parametri di Maastrich le spese per investimenti, quando ancora non esisteva il fiscal compact. Ora parlano tutti di eurobonds, di escludere dal cosiddetto fiscal compact gli investimenti, ecc. Rispetto all’Europa la destra è avanti anni luce confronto al PD, questo è un dato di fatto. L’errore tecnico euro, inserito da Prodi, pesa come un macigno sulle spalle dei cittadini e sulla coscienza del PD, che per paura di perdere i propri elettori o meglio le proprie poltrone, nasconde in tutti i modi la verità con la compiacenza di giornalisti/e che frequentano, a quanto pare, anche gli stessi consessi trasnazionali. Neanche la vittoria di Hollande è stato uno stimolo per il PD ad assumere una posizione più coraggiosa e a raccontare la verità sull’euro, che ormai è scontato che sappiano molto bene! Mi associo all’invito rivolto al PD nel sermone della domenica, perchè se non ci pensano i piddini a dire la verità, ci penserà la destra, tanto a caccia di consensi. L’atteggiamento del PD rispetto al PDL sull’euro è emerso molto bene nella trasmissione ultima parola dove Barnard ha parlato del ruolo della BCE, dell’euro non moneta sovrana, dell’esposizione col mercato dei capitali, ecc. Tutti in sala concordavano con lui, anche Crosetto del PdL, senza alcun imbarazzo ha sostenuto le tesi di Barnard. Mentre Colanninno del PD taceva e parlava solo per dire le solite frasette fatte, scritte nelle stanze degli specialisti della comunicazione politica! ..della serie “dopo il rigore più crescita.. bla blaaa..”
      Monito per il PD, che canta già vittoria alle prossime elezioni: sveglia! se sarà la destra a dire la verità sull’euro, vincerà le elezioni!

    2. Ugo scrive:

      Alessandro, non va altresì dimenticato che il primo a invocare l’entità del risparmio privato e diffuso degli Italiani quale garanzia di solvibilità del debito pubblico nazionale fu Tremonti. Evaporato il governo Berlusconi, quello Monti riprese il concetto (evidentemente transpartitico) per portarlo alle applicazioni che vediamo e che avremmo comunque visto anche se Tremonti fosse ancora lì a far da braccio destro a Berlusconi. Non facciamoci prendere per il naso da quelli che, giustamente, Francesco chiama “siparietti” — l’etologia insegna che nessun dominante è mai dalla parte dei propri sottoposti, se non per tutelare il proprio vantaggio personale.

      • alessandro scrive:

        sono pienamente d’accordo con te, intendevo far presente come il centro-destra ha meno imbarazzo del PD nell’ammettere che l’introduzione dell’euro in siffatta maniera è stato un errore tecnico, per tutti i motivi che conosciamo, ben sintetizzati in un convegno tenutosi a Frosinone, la settimana scorsa, i cui esiti (video su youtube) sono stati diffusi dal sito ecodellarete.it, organizzatore dell’evento. Con ciò comprendendo i siparietti del centro destra a caccia di consensi e ritengo che se Berlusconi o chi per lui intende dire la verità, la deve dire tutta, a viso aperto, senza lanciare il sasso e nascondere la mano o lanciando provocazioni: è il solito berlusconesque comunicativo che non incanta più nessuno. Ma cosa potrebbe succedere se la destra dicesse tutta la verità sull’euro senza veli? Vincerebbe senz’altro le elezioni, con un candidato diverso da Berlusconi, ovviamente… spero! Il PD ha invece sempre rivendicato l’euro come una conquista, introdotto dal governo Prodi, e ne hanno sempre cantato le lodi. Ricordiamo… “l’euro renderà i tassi d’interesse bassi, l’inflazione e i tassi di cambio stabili..” e hanno fatto credere (o i tecnocrati-illuminati hanno fatto credere al PD??) che l’euro avrebbe dato maggior credito ad un paese ancora poco competitivo come l’Italia… oppure “se non ci fosse stato l’euro… con questa crisi.. l’Italia sarebbe diventata come l’Argentina..” ecc. ecc. La realtà dei fatti è che l’Italia, nonostante i suoi problemi, stava meglio prima con la lira ed eravamo un paese esportatore netto. Se la sinistra dicesse “ci siamo sbagliati!… l’euro è una cagata!”, dovrebbero dimettersi i capoccioni del PD (Bersani, Dalema, Letta in testa) e fare una restaurazione al loro interno, insomma, ricambio generazionale… cosa assai improbabile per gente abituata a non scollarsi mai dalle poltrone, alla faccia del partito “democratico”. La sinistra ha venduto ai suoi elettori un sogno… l’euro e l’europeismo, che ora si è rivelato un incubo (vedi il lavoro del Prof. Bagnai). Il primo che ci sveglia dall’incubo vince le elezioni… quantomeno avrà il mio voto!

    3. Diego scrive:

      Quest’episodio me l’ero perso e lo leggo adesso, giusto ieri però notavo, a otto e 1/2, intervistando Travaglio, come la Gruber si sperticava in lodi e difese del santo Monti, dandomi il disgusto

    4. Piergiorgio scrive:

      Come può continuare a fare “otto e mezzo” su la 7,sempre e comunque con l’auricolare, usato per sentire le domande di Paolo Pagliaro. Ma è mai possibile????

    5. [...] Una cosa ridicola”. Tempo prima Monti aveva dato alla Gruber una risposta pressoché identica (clicca per leggere). Monti e Berlusconi scelgono alla prova dei fatti una formula retorica simile per rispondere: il [...]

    6. [...] Otto e mezzo condotta su la7 dalla nota frequentatrice del club Bilderberg Lilli Gruber (clicca per leggere), plaude sadicamente alle torture inflitte al popolo greco. Per giustificare le fallimentari misure [...]

    7. [...] 5)      I media, perlopiù controllati dalla massoneria reazionaria, si fanno carico di imporre erga omnes il pensiero unico dominante (clicca per leggere) [...]

    8. [...] 5)      I media, perlopiù controllati dalla massoneria reazionaria, si fanno carico di imporre erga omnes il pensiero unico dominante (clicca per leggere) [...]

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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