Il caso “esodati” fotografa meglio di ogni altro la vera natura di questo governo. Tantissimi uomini in carne ed ossa si ritrovano incolpevolmente senza lavoro e senza pensione, appesi alle bizze di maestrine improvvisate come Elsa Fornero, ministro incapace persino di fare due conti. Dopo avere per lunghissimo tempo fornito cifre inattendibili circa il numero effettivo dei lavoratori coinvolti in questa buia e vergognosa pagina di malapolitica italiana, ieri l’agenzia Ansa ha reso pubblica una relazione elaborata dai vertici dell’Inps che aumenta il numero dei potenziali esodati  dai 65 mila riconosciuti dal governo, ai quasi 400 mila realmente coinvolti. La reazione, poi, del ministro piangente di fronte alla pubblicazione di una notizia di questa portata indigna ulteriormente. Anziché tentare di risolvere una situazione incredibile e ingiusta, che mette materialmente a repentaglio la salute psicofisica di molti lavoratori macchiatisi della gravissima colpa di avere riposto fiducia nelle leggi dello Stato italiano, il ministro Fornero ha pensato bene di convocare i vertici dell’istituto pensionistico, il presidente Antonio Mastropasqua e il direttore generale Mauro Nori, per chiedere non meglio precisati “chiarimenti”. Un atteggiamento vergognoso e palesemente intimidatorio che mostra una assoluta mancanza di rispetto verso le ragioni della verità e della dignità. I miliardari che hanno riportato in Italia fortune inestimabili grazie al famigerato “scudo fiscale” non possono, dicono in molti, essere sottoposti a tassazione ulteriore rispetto alla cifre risibili già corrisposte, per non “minare il senso di fiducia dei cittadini circa la validità degli accordi garantiti da leggi dello Stato”. E passi. Ma quando poi questo afflato di lealtà, anziché riguardare i patrimoni  della classe alta, mina il rapporto fiduciario che intercorre tra le lo Stato e la classe lavoratrice e salariata, le preoccupazioni dei farisei di regime, guarda caso, rapidamente svaniscono. Il governo di Monti, come nessun altro nella storia dell’Italia democratica e repubblicana del dopoguerra, rischia di rendere attuali le analisi di Jean Jacques Rousseau che concepiva lo Stato come mera “sovrastruttura posta a difesa degli interessi economici della classe dominante”. Rischi riproposti e sviluppati in maniera brillante dal sociologo Luciano Gallino nel suo libro di recente uscita “La Lotta di classe, dopo la lotta di classe” (Laterza editore). All’interno di uno scenario così grave ma mediaticamente fumoso, è da incoraggiare quindi l’iniziativa del segretario della Fiom Maurizio Landini volta a diffondere una nuova consapevolezza politica a beneficio dei tanti lavoratori iscritti e associati. I fischi copiosi riservati recentemente dalla platea Fiom all’indirizzo del segretario del Pd Pierluigi Bersani, palesano inoltre una beneaugurante e diffusa maturità raggiunta da una parte della classe lavoratrice, evidentemente non più disposta a rilasciare deleghe in bianco a partiti formalmente di sinistra, schierati sempre, però, nei fatti,  a difesa delle ragioni del più forte.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Lavoro

    3 Commenti

    1. Twin Astir scrive:

      L’Euro-Reich vorrebbe farci lavorare fino a 70 per risparmiare sulle pensioncine, mentre Hollande abbassa l’età pensionabile da 62 a 60 anni, infischiandosene della cancelliera. Qui abbiamo una professoressa torinese che non sa neanche contare gli esodati, cioè quei poveracci che rischiano di rimanere senza niente per campare. Dovremmo esodarla noi, la fornarina piagnens, per farla riappacificare con l’aritmetica e con i dati dell’INPS.

    2. Ugo scrive:

      Per quel che vale il mio plauso, bravo. Molto espressivo. Faccio miei anche i contenuti. Purtroppo non serve a nulla.

    3. Twin Astir scrive:

      Anche una sola voce libera vale sempre e comunque più di un belato della maggioranza ovina innamorata dei “tecnici”. Saluti.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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