Permettere la riunificazione tedesca all’indomani della caduta del muro di Berlino è stato un errore tragico. Dalla fine del nazismo alla caduta del muro di Berlino sono trascorsi poco più di 50 anni. Un tempo assolutamente insufficiente per consentire al popolo tedesco una totale rielaborazione delle immani tragedie provocate dolosamente in Europa e nel mondo. Così come lo scoppio nucleare di Chernobyl ha devastato la natura circostante per secoli, l’esperienza nazista ha evidentemente inquinato in profondità lo spirito stesso del popolo tedesco, ancora chiaramente permeato dagli stessi demoni luciferini che già invasero la mente di Adolf Hitler e dei suoi sciagurati camerati biondi. Al G20 attualmente in corso si gioca oramai a carte scoperte. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, con colpevole ritardo, punta  il dito contro le scellerate politiche rigoriste europee che rischiano di bloccare sul nascere anche la debole ripresa americana. Il cameriere Manuel Barroso, presidente della commissione europea a sua insaputa, ributta la palla dall’altra parte dell’atlantico dichiarando che “la crisi non nasce in Europa”, subito seguito a ruota da Mario Monti pronto a spalleggiare l’alleato germanico per la gioia dei tanti nostalgici dell’antico asse Roma-Berlino. Mancherebbe solo il plauso verbale del primo ministro giapponese Yoshihiko Noda per rendere completo il redivivo quadretto vintage. L’Europa, con buona pace dei tanti opinionisti d’accatto che sprecano fiumi di inchiostro su giornali appiattiti, è già un lago tedesco. La Merkel non è affatto isolata ma, semmai, convintamente spalleggiata dai principali leader europei di destra e di sinistra, espressione anch’essi degli stessi cenacoli massonici elitari che infiltrano di continuo e dappertutto uomini di paglia alla guida dei singoli governi dell’Unione. E’ illusorio pensare di esercitare pressioni sulla Merkel per spingerla ad accettare una diversa politica economica, anche e soprattutto alla luce dei continui disastri. Alla Merkel non servono buoni consigli, serve un esorcista. Obama non commetta oggi lo stesso errore dell’ex primo ministro inglese Chamberlain, il quale tentò pateticamente e irresponsabilmente di neutralizzare l’aggressività di Hitler praticando la politica dell’appeasement (pacificazione a prezzo di continue concessioni). Sappiamo come andò a finire. Oggi la pace e la prosperità serena e civile del mondo libero non è in primo luogo minacciata né da folkloristici talebani barbuti, né da qualche etero diretto macellaio medio orientale. Il pericolo mortale, oggi come ieri, si chiama Germania. Solo dopo l’invasione della Polonia, i Paesi liberi decisero di intervenire contro la Germania nazista di allora. Quella rigorista di oggi, che uccide per fame indotta e non a colpi di cannoni, ha già interamente e silenziosamente occupato tutti i Paesi periferici dell’Unione. Qualcuno si svegli e intervenga oggi in maniera definitiva e risoluta. Gli Stati Uniti valutino in coscienza e subito qualsiasi ipotesi di intervento. Nessuna esclusa.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Esteri

    6 Commenti

    1. alessandro scrive:

      Dici bene che per la Merkel ci vuole un esorcista, ma a questo punto non conviene neanche più ai tedeschi continuare così.. ormai non abbiamo neanche più soldi per comprare i loro prodotti!! Ora anche americani e cinesi sono incazzati neri. Non capisco proprio il fine ultime e a chi conviene. Ho sempre pensato che il tutto faccia parte di un disegno (massonico? quando lo pubblica Gioele Magaldi il suo libro?) per annientare la potenza industriale (e manufatturiera italiana) del sud Europa, da comprare ai saldi di fine stagione dagli stati del Nord… Tutti i dati certificano inequivocabilmente il fallimento delle politiche europee, nonostante gli sforzi dei principali mezzi d’informazione! è ora che un leader di peso, preferibilmente Obama, ma basterebbe Hollande, la cui parola non può che essere ascoltata, svuoti il sacco e racconti le vere ragioni della crisi e l’inutilità dell’austerità di bilancio. L’isolamento della Germania è preoccupante. E’ vero che la Germania non si è liberata dei fantasmi del passato: come l’ossessione per l’inflazione o peggio la tendenza a sviluppare in Europa il proprio spazio vitale (che oggi si chiama mercato-export). Ritengo comunque che riunificare la Germania sia stato un processo storico giusto, nella direzione della riappacificazione e del riconoscimento delle libertà democratiche anche per questa nazione. E’ inconciliabile il progresso economico e sociale senza le libertà individuali e democratiche. Temo che si risvegli in tutta Europa un pericoloso sentimento anti-tedesco. Sarebbe la 3° volta nella storia contemporanea.

    2. Twin Astir scrive:

      Però rimane il fatto che, con l’avvento dell’Euro, la Germania che negli anni ’90 stentava ad esportare col vecchio marco ora è ricchissima, rispetto agli altri soci dell’Unione, mentre l’Italia continua a perdere quote di mercato perchè le nostre aziende non si finanziano con la stessa facilità concesse a quelle tedesche, che riescono ad indebitarsi quasi gratis. Quando la Germania diventerà un tantino più forte di adesso e potrà comprarsi a buon mercato pezzi di sovranità di altre nazioni, allora capiremo tardivamente che il Quarto Reich, come lo chiama Toscano, è in gestazione.

    3. Togo scrive:

      Siamo di fronte all’evidente fallimento del sistema Italia e ci concentriamo sui fallimenti delle politiche europee. Capisco che sia più rassicurante credere che le cause del proprio fallimento stiano altrove ma a tutto c’è un limite.
      Basta entrare in qualunque ufficio pubblico o ospedale per tornare indietro nel tempo di 50 anni rispetto al resto del mondo sviluppato. Non può essere sempre colpa degli altri e la moneta non equivale all’economia.

    4. Enrico scrive:

      La Germania è vittima del suo proprio ego e della scellerata politica economica imposta dall’ ala elitaria massonica reazionaria rappresentata dalle potenti famiglie industriali che non vedono di buon occhio il crescere di economie forti e piu’ sostenibili a causa della minore liberta’ civile (vedi Cina ed India) e che la voglia quindi di potere li sta portando a destrutturare l’attuale modello democratico europeo nato sul sangue di molti milioni di caduti,
      e questo è chiaro ma bisogna anche dire che qui’ in Italia come al solito si sta sempre con un piede in una scarpa e con l’alro nell’ altra ma non solo in italia, poichè la nostra politica di destra di sinistra e di centro è colpevole quanto quella francese inglese spagnola perchè non hga fatto nulla per impedire che cio’ avvenisse convenendo sul fatto che tutto cio’ era necessario per stare al passo con i tempi. Il problema è che a molti politici ma non hai veri governanti sia sfuggiro la situazione di mano e che siano diventati loro stessi marionette con l’inconveniente di essere restati con il cerino in mano. quindi evitiamo derive etreme e cerchiamo di creare un networck almeno europeo che metta alle corde il vero potere perchè chiaramente la Germania attualmente è molto forte ma dipende da quello “Spazio Vitale” che siamo noi e senza di noi non credo che resti una tale Superpotenza, basterebbe cambiare il modo di vedere il rapporto tra le forze, perchè attualmente il messaggio che ci hanno inculcato ò strato quello della locomotiva tedesca che trascinerebbe tutta l’economia europea verso lo splendore (ma la sta trascinando invece verso la piu’ astuta poverta’ per creare areee di lavoro sotto pagate) non rendendoci conto che in realta’ noi siamo i suoi binari.
      Per concludere il monologo, tocca a noi cambiare il modo di affrontare queste situazioni senza demandare a sempre a terze persone spostando o deviando il problema per pigrizia e scarso senso della Democrazia perchè secondo me siamo tutti un po’ degli illusi Dittatori.
      Buoina Domenica.

    5. [...] democratica statunitense che, pur fra mille incertezze e reticenze degne del peggior Chamberlain  (clicca per leggere), non sembra disposta a far rifiorire in silenzio i fasti del Fuhrer. Vi invito a leggere un bel libro [...]

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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