Forse non è ancora chiaro. Monti continua nella sua opera di annientamento delle classi medie e proletarie perché persegue un obiettivo politico e sociale mascherato da necessità economica. Tra pochi anni in tutta Europa, prima in quella del sud, torneremo definitivamente a respirare le stesse atroci atmosfere raccontate dal genio inglese Charles Dickens. Bimbi orfani che vagano spaesati nelle nostre grandi metropoli, ammalati morti perché sprovvisti dei soldi necessari a garantirsi le cure, lavoratori gettati per strada insieme alle rispettive famiglie perché valutati un ostacolo per il raggiungimento della tanto agognata “competitività”. Questo l’inferno che le classi dirigenti italiane ed europee stanno preparando per noi, con l’aiuto pavido e complice di tanti intellettuali ostriche e champagne, troppo impegnati a strappare contratti milionari per leggere e raccontare la realtà che li circonda. A questa moltitudine di nuovi miserabili abietti, repellenti, sottomessi, piegati, abbrutiti, spaventati, senza futuro, senza speranza e senza Dio, farà da contraltare una sparuta minoranza di nuovi “signori”, padroni delle leve finanziarie di un mondo finalmente restaurato secondo il capriccio dell’Anticristo. Questo non è uno scenario futuribile da fantascienza. Questo è ciò che avviene ora, adesso, in questo secondo, proprio mentre io scrivo e tu leggi. Per quanto distratti da un sistema informativo oramai palesemente entrato nei panni infami dell’avamposto di regime, questa certezza è destinata comunque ad aumentare e a diffondersi. A breve faremo fatica a sfamare i nostri figli che chiedono il pane perché, spiega la Fornero, “il lavoro non è diritto”. Così come non è più un diritto ricevere un salario decoroso e probabilmente, molto presto, non sarà più un diritto studiare o ricevere assistenza sanitaria. I tre segretari di partito, Alfano, Bersani e Casini, che sostengono questo governo per ragioni di interesse personale sono materialmente gli aguzzini vostri e dei vostri figli. Sanno perfettamente di favorire l’approvazione di norme criminali finalizzate alla schiavizzazione sociale dei più deboli e ingenui. Coltivano freddamente e razionalmente il desiderio sadico di ammantarsi di una finta gloria e ricchezza che, ergendosi in mezzo al crescente squallore, sembra loro più rara e importante. Quando questo ben dissimulato progetto di sterminio sociale perseguito con tecniche moderne sarà finalmente interiorizzato dal popolo italiano ed europeo forse sarà già tardi. A noi resterà però l’inutile consolazione di avere gridato per tempo.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Politica

    2 Commenti

    1. Twin Astir scrive:

      Dovrei ancora capire per quale motivo oggi la Merkel (che parla a vuoto da un paio d’anni) è venuta a Roma e per dire che cosa di importante, al prof. Monti: brafo, brafo, Mario! Kontinua kosì sterminio sozialen qvesti pekoroni taliani, ja!”. Questo governo scambia una intellingente e mirata revisione della spesa pubblica, la “spending review”, per una “prending review”, ossia raschiare soldi in ogni occasione, togliendo ai poveri per dare ai ricchi, come l’esonero dell’IMU alle Fondazioni bancarie, per esempio ed altre gentili attenzioni verso la Casta ed i poteri più forti di lui. Monti, un moderno “Robin Hood” invertito, si dimentica volutamente di non aver ricevuto alcuna legittimità parlamentare nel distruggere lo Stato Sociale che gli italiani hanno saputo costruire sulla carta costituzionale e durante decenni di lavoro e di sacrifici. Doveva aiutare ‘sto Paese a crescere è non s’è visto un solo posto di lavoro in più, che è uno. Ci ricorderemo di lui solo per due cose fatte: lo scempio delle pensioni e del lavoro (-1,5 milioni di posti lavoro in meno, entro il 2013). Ieri, durante un incontro formale con i nostri “feroci” sindacalisti, l’uomo di Bildeberg e della Goldman Sachs ha usato la cortesia di informare, in maniera astratta e “criptica” come l’ha definita la Camusso, il modus operandi per risparmiare 5 miliardi di euro sulla spesa pubblica e cioè mandando in cassa integrazione 100.000 onesti lavoratori pubblici ed eliminando ospedali, prestazioni sanitarie, infermieri, medici e diversi Tribunali “minori”, con la Mafia, la Camorra e la ‘Ndrangheta che sentitamente ringraziano per il campo libero in certe zone “calde” del sud. Per giustificare questo ennesimo scempio sulla spesa sociale, il nostro becchino bocconiano ha agitato lo spettro dell’aumento dell’IVA dal 21 al 23%), che in tempo di grave contrazione dei consumi per mancanza di reddito da spendere, non dovrebbe fregare più di tanto a chi ha deciso di rimandare qualche acquisto, come l’automobile, per es. (-25% di nuove immatricolazioni nel primo semestre). Stamattina, infatti, l’ISTAT comunica che sono in netto calo le entrate indirette (IVA) e dirette, mentre aumenta la percentuale di indebitamento dal 7 all’8% sul PIL: Un proverbio dice che se non vuoi seppellirti da solo, devi smetterla di scavarti la fossa, ma, a quanto pare, o Monti è duro di orecchie oppure conosce gli strumenti di economia politica e di politica economica quanto un Antonio Cassano ne capisca di psicologia cognitiva o di astrofisica. Ieri i nostri paladini sindacali hanno ingoiato un’altra pillola amara e senza colpo ferire se ne sono tornati a casa balbettando su un probabile sciopero generale che si farà, quando il treno di Monti sarà passato da un pezzo, visto che il decreto sui tagli sarà varato venerdì. Forse ci si può salvare in corner, se Alfano e Berlusconi mostrassero più coraggio “staccando la spina” e se Bersani infatuato la smette di pontificare Monti (“ E’ una risorsa!”, ha detto) e promette di far mancare la fiducia a questo governo di mostri becchini. ‘Altrimenti, c’è il rischio che scatti il “fai da te”, ovvero la sollevazione popolare per niente diplomatica e moderata, perché quando il cittadino ha perso quasi tutto, lavoro compreso e non resta più niente da tagliare, allora scocca l’ora del conflitto sociale ‘spontaneo, senza gli arruffapopoli sindacali o della spartitocrazia in testa. Scendere il piazza e rimanerci diventa l’atto più naturale che si possa compiere, bloccando il Paese, quando i pensionati, gli esodati, i disoccupati, i cassintegrati privati e pubblici non avranno più nulla per pagare le tasse e quando i malati che non troveranno più farmaci ed assistenza negli ospedali non avranno più nulla da perdere, con un piede già nella fossa. Meglio morire combattendo, no? Monti sa bene dove mettere le mani per rimediare quei 7-8 punti di PIL per risparmiare quadrando i conti, per un po’ di tempo, ma tace convenientemente, per non dispiacere i suoi potenti amici. Se la smettesse di mostrare la forza con i deboli qui in Patria e l’accondiscendenza ovina coi tiranni di Bruxelles e di Berlino, Monti dovrebbe eliminare veramente tutte le spese superflue senza rompere i ciglioni ai lavoratori e ai pensionati. Se avesse coraggio, potrebbe tagliare tutte le pensioni d’oro è portarle a circa 6.000 euro al mese, cifra dignitosa proposta tempo fa dall’On. Corsetto, ottenendo un bel risparmio di circa 17 miliardi di euro. Altri 15 miliardi si potrebbero risparmiare cancellando l’acquisto dei 90 jet militari supertecnologici, quanto inutili, allungando la vita operativa ai nostri Eurofighters ed F-16 che volano benissimo a Mach 2. Altri miliardi di euro, e tanti, si potrebbero rimediare semplicemente copiando dai francesi, dai tedeschi e dagli inglesi il trattato fiscale con le banche svizzere, presso le quali sono depositati gli ingenti capitali italiani in fuga. Altri bei soldi pioverebbero dalla vendita all’asta delle nuove frequenze TV, come di enormi lotti di terreno pubblico abbandonato, che i privati potrebbero acquisire per l’agricoltura e per nuove attività imprenditoriali nella green economy, settore in cui la mafia fattura già, ogni anno e grazie ai rifiuti spariti abusivamente, diverse decine di miliardi di euro. Abbiamo un patrimonio pubblico che lo stato non è più in grado di mantenere, pensando all’edilizia scolastica e carceraria che non esiste. Abbiamo la 2° manifattura in Europa, che potrebbe far risplendere l’export italiano per qualità e design, se lo Stato avesse la lungimiranza di capire che investendo un euro sulle imprese sane, sotto forma fi veri incentivi fiscali anche sul lavoro, il ritorno in termini di entrate tributarie sarebbe nel medio termine di dieci volte tanto. La situazione nel Paese e’ grave perché non c’è un solo politico o un tecnico al governo capace di capire quanto sia importante difendere il lavoro ed il welfare vero e non sprecone, per garantire la tenuta sociale. Va bene il rigore, ma se manca l’equità ed un po’ di giustizia le persone che soffrono vengono portate alla disperazione, coi suicidi o con i forconi in piazza e chi detiene il potere di turno dovrebbe affrettarsi a capirlo, invece di continuare a servire i poteri forti della UE che vogliono i popoli mediterranei ridotti all’elemosina senza alcuna possibilità di cambiare le regole da negrieri, imposte da loro (il nuovo “Quarto Reich”).

    2. ampul scrive:

      d’altronde se siamo arrivati a questo punto è proprio per la mancanza di “politica” nel nostro paese da circa un trentennio… Abbiamo voluto Berlusconi, che ci ha affabulato tutti con i messaggini alla tv, il resto dell’accozzaglia era troppo sprovveduto per rendersi conto di quanto fosse speculare al gioco dell’altro…
      E mentre loro “giocavano”, si stavano creando le odierne basi per lo scopo dichiarato dalle moderne oligarchie.

      Il nostro è stato un “Capolinea” pre-annunciato da tempo!!! E dal quale è difficile ritornare indietro.

      Spero di sbagliarmi!

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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