La tecnocrazia affamatrice che infesta l’Europa è una piovra che usa sapientemente i tentacoli per arrivare dappertutto. Dalla Grecia alla Spagna, dall’Italia alla Romania, un ristretto gruppo di potentissimi oligarchi è in grado oggi di gettare in miseria popoli interi con un gesto del capo. L’obiettivo è identico ovunque: impoverire, da est ad ovest e da nord a sud, il maggior numero di uomini possibile al fine di renderli mansueti e psicologicamente subalterni e servizievoli nei confronti della classe globale dominante. La crisi dei debiti sovrani, volutamente indotta, costituisce un ottimo alibi strumentale al perseguimento di uno scopo che è sociale e politico prima che economico. Questi lestofanti miliardari e impuniti che predicano rigore e austerità inventano di volta in volta menzogne diverse per giustificare identiche porcherie. I greci devono essere ridotti in miseria perché hanno falsificato i conti; gli italiani perché hanno il debito pubblico; i portoghesi perché non pagano; gli irlandesi perché vivono al di sopra delle loro possibilità e via discorrendo. A prescindere dai singoli contesti, Draghi, Barroso, Lagarde, Von Rompuy e simili, offrono sempre la stessa medicina che impone tagli a salari e diritti. Il recente caso della Romania insegna che la perfidia di questi malfattori che schiacciano l’Europa con raro sadismo, non conosce limiti né confini. I tagli non saranno mai sufficienti; fino a quando i salari non rasenteranno lo zero sarà sempre possibile chiedere ulteriori sacrifici per rabbonire i mercati. L’attacco ai diritti non si concluderà mai, se non con la definitiva affermazione di un nuovo modello lavorativo identico a quello applicato dai portoghesi ai neri africani schiavizzati e deportati nelle americhe a partire dal quindicesimo secolo. In Romania è in atto un violento scontro istituzionale tra il Presidente conservatore Basescu e il premier progressista Ponta. Basescu, classico burattino nelle mani dei padroni di Bruxelles, capace di massacrare il suo popolo al fine di ottenere il plauso degli euro strozzini, ha imposto politiche di austerità ai poveri salariati romeni che già oggi sopravvivono in media con stipendi mensili inferiori a cento euro. Basescu è stato democraticamente destituito dal Parlamento per avere pugnalato la sua gente calpestando lo spirito della Costituzione. Non appena però i popoli provano a reagire pacificamente di fronte ai continui e violenti soprusi perpetrati da governanti corrotti, traditori ed etero diretti, immediatamente si materializza il fantasma della Ue desiderosa di placare eventuali “esuberanze giovanili”. Con questo spirito l’Europa ha cominciato quindi ad “avvertire” Ponta circa la strada giusta da intraprendere (clicca per leggere). E’ dura per tutti resistere alle pressioni della tecnocrazia europea che, come sa bene l’ex premier greco Papandreou, è in grado di utilizzare argomenti molto diversi, alcuni dei quali particolarmente pervasivi e suggestivi. L’attuale dittatura europea è incompatibile con il principio  democratico di sovranità nella mani del popolo. Senza accorgersene, gli europei hanno già smesso di vivere da cittadini per tornare a ricoprire i panni umilianti dei sudditi. E’ inutile sprecare energie e risorse in questioni periferiche  e di contorno. Di fronte a questo nuovo  e più raffinato sistema nazista che ci opprime, non è possibile spaccare il capello. Così come per contrastare Mussolini si unirono all’epoca uomini che avevano convinzioni differenti ma condividevano la stessa avversione per la violenza squadrista, oggi tutti i sinceri democratici che vogliono difendere alcune irrinunciabili conquiste di civiltà devono lavorare in comunione d’intenti per respingere l’assalto illiberale e classista di una famelica tecnocrazia europea che sotto la giacca nasconde la solita croce uncinata.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Esteri

    2 Commenti

    1. twin astir scrive:

      Con scenari simili, nascono i cortei insanguinati e poi le rivoluzioni, se la storia insegna ancora qualcosa alla feccia tecnocratica che ha infranto il nostro sogno di una Europa con un futuro di fratellanza e di benessere fra i popoli.

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    A FURIA DI USARE...

    Scritto il 10 - ott - 2019

    4 Commenti

    VOX ITALIAE. PARTE IL...

    Scritto il 3 - ott - 2019

    6 Commenti

    E’ IN ATTO UNA...

    Scritto il 19 - lug - 2019

    2 Commenti

    IL GOVERNO TECNICO C’E’...

    Scritto il 15 - lug - 2019

    0 Commenti

    P.J. O’ ROURKE’S PIZZA...

    Scritto il 2 - gen - 2013

    6 Comment1

    SINDACATO ULTRAS

    Scritto il 15 - mag - 2014

    1 Commento

    TIRANNI MASCHERATI

    Scritto il 26 - ott - 2011

    0 Commenti

    LA SCOMPARSA DEI PARTITI

    Scritto il 18 - feb - 2014

    1 Commento

    IL MORALISTA VS DEMOCRAZIA...

    Scritto il 27 - feb - 2013

    4 Comment1

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

      ilmoralista.it è un sito web con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari, qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci tramite la apposita pagina.