Come era ampiamente prevedibile, il Caimano è già tornato. Rimesso sotto ghiaccio l’inutilmente sorridente Angelino Alfano, che sta a Berlusconi come il pupazzo Rockefeller stava al ventriloquo Josè Luis Moreno, Silvio si prepara all’eterno ritorno. Ora, in un Paese, non dico normale, ma solo parzialmente schizofrenico, una notizia del genere produrrebbe in automatico un numero imprecisato di pernacchie. In Italia invece la faccenda ha già naturalmente catalizzato l’attenzione di tutto il nostro marcio sistema informativo. “Ritorna Forza Italia”, “Recuperare lo spirito del 1994” e “Adesso la vera rivoluzione liberale”, slogan già onnipresenti su tutti i mezzi di informazione, rappresentano soltanto un antipasto di ciò che ci aspetta. Se in Italia esistesse (o meglio: fosse mai esistita) una alternativa politica sostanziale al nefasto modello berlusconiano, la nuova sparata del re di Hardcore susciterebbe al più soltanto la stessa sarcastica commiserazione che viene in genere riservata a quei pugili suonati che tentano patetici ritorni sul ring. Ma siccome il probabile prossimo sfidante di Berlusconi, Gargamella-Bersani, è patetico almeno quanto lui, la partita è da considerarsi tuttora aperta. Il governo Monti, frutto di un golpe finanziario pianificato, elaborato e diretto dall’ala più oligarchica e reazionaria della massoneria elitaria, è pacificamente detestato dall’intero corpo votante. Il sostegno trasversale offerto al governo schiavista di Mario Monti rende sostanzialmente indistinguibili partiti collaborazionisti come Pdl, Pd e Udc. La drammaticità del presente rende sfumate le responsabilità passate e la ferocia disumana degli attuali governanti non invoglia il cittadino elettore  a diversificare le posizioni. Se Monti è espressione di un piano filonazista volto ad annientare il popolo italiano utilizzando la moneta anziché i forni, Bersani non è meno complice di Berlusconi. Ma mentre Pd e Udc,  probabile colonna portante del prossimo centrosinistra, plaudono allo sterminio sociale imposto dall’eurotecnocrazia con l’aria idiota del mediatore d’accatto che si impegna a limitare i danni, la tattica berlusconiana è già più insidiosa e spregiudicata. Da bravo mercante, Silvio è in grado di recitare tutte le parti in commedia. Un giorno attacca l’euro, quello dopo la Merkel, scimmiotta Grillo e rilancia la sempreverde “rivoluzione liberale”, tentando così di ricostruirsi un profilo di credibilità che non gli verrebbe riconosciuto neppure  nello Zaire di Mobutu Sese Seko Kuku Ngbendu Wa Zabanga (letteralmente: “il gallo che non si lascia scappare nessuna gallinella”). Il fenomeno del grillismo è, a ben vedere, frutto dello smottamento del corpaccione pidiellino, e non è detto che l’improvviso ritorno in campo del capocomico Berlusconi non finisca con il ridimensionare il consenso del suo omologo genovese e barbuto. Una coalizione di centrosinistra formata da Pd-Sel e Idv, in grado di abbandonare con nettezza l’impianto criminale delle politiche iperliberiste di Mario Monti e di presentarsi di fronte agli elettori con una ricetta economica keynesiana palesemente inconciliabile con gli attuali dogmi propugnati oggi dai terroristi della Troika, vincerebbe a mani basse. Un Pd casinizzato invece, culturalmente subalterno rispetto alle politiche degli attuali nazisti di ritorno, potrebbe perfino riuscire nell’impresa di resuscitare per l’ennesima volta un personaggio grottesco come Silvio Berlusconi. Uno scenario da incubo non escludibile a priori.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Politica

    14 Commenti

    1. ampul scrive:

      … Van basten torna a giocare nel Milan, Edberg sfida becker in finale a Wimbledon, e “un chien andalu” vince come miglior film dell’anno…. Un 2013 di ritorni!!!

      Il passato che non passa mai! Io, voterò Andreotti!

    2. Togo scrive:

      Intanto Mario Monti ed il suo governo non sono “pacificamente detestati dall’intero corpo votante”. Forse da tutti i votanti tranne me, ma suppongo che ci sia qualcun altro che com’e me apprezza l’opera svolta negli ultimi mesi.
      Credo anzi che se non ci fossero stati equilibri politici da mantenere in parlamento, il governo Monti avrebbe potuto esprimere molto meglio il senso della sua opera.
      Gli italiani sanno molto bene che la vita che hanno vissuto negli ultimi decenni non era frutto del loro lavoro. Gli unici che non vogliono capire sono i tanti che, in un modo o nell’altro, vivono in virtù di qualche piccolo o grande privilegio acquisito. Lo capiscono molti italiani come l’hanno capito anche molti greci.
      Non c’è nessun disegno di finanza occulta nell’affermare che chi è proprietario di una casa deve pagare una tassa. La verità è che molti italiani hanno paura persino di ereditare le case dei loro genitori/nonni. Oggi ereditare una casa è la rappresentazione concreta di ereditare debito pubblico dai nostri genitori. Il timore ovviamente dovuto al fatto che i figli degli italiani, mediamente, non producono un cazzo!

      • il Moralista scrive:

        Caro Togo, da quando governa Monti lo spread è invariato, l’Italia è tecnicamente in recessione, il debito pubblico e le tasse aumentano mentre calano contestualmente i consumi, persino quelli alimentari. Sono dati oggettivi e non opinabili. Non mi sorprende sapere che c’è chi, come te, “apprezza i risultati del governo”. Il sadomasochismo è un fenomeno conosciuto dall’uomo fin dall’inizio dei tempi. Gusti non disputandum est.

        Saluti

        Il Moralista

        • Togo scrive:

          L’italia è un paese fallito ormai da decenni e non è certo responsabilità di Mario Monti. Se vuoi una previsione, i consumi continueranno a calare. Del resto consumiamo un sacco di cose inutili. Non morirà nessuno di fame per qualche pacco di merendine in meno. Quando arriverà la crisi vedrai che discuteremo d’altro. Quando arriverà la crisi non saremo più ossessionati dallo spread.

          • il Moralista scrive:

            L’Italia non è affatto “un Paese fallito da decenni” ma (era) una delle nazioni più industrializzate al mondo che fino a poco tempo, competeva egergiamente con potenze economiche come il Giappone e il Regno Unito. Chiunque, poi, conosce il concetto di sovranità monetaria e finanza funzionale sa perfettamente che l’allocuzione “Paese fallito” non ha alcun significato. Il debito pubblico, se a questo ti riferisci, misura al contrario il livello di civiltà di un Paese che spende a debito positivo per garantire diritti di civiltà ai propri cittadini (sanità, istruzione, lavoro). L’ossessione per i “conti in ordine” è invece prerogativa di un certo liberismo ottocentesco che schiaffava i fanciulli a lavorare in fabbrica in tenera età e lasciava morire di stenti malati e invalidi. Liberissimo di tifare alla luce del sole per il ritorno di quel modello sociale che ti piace tanto, l’importante è però dirsi chiaramente di cosa stiamo parlando.

            Ari-saluti

    3. Togo scrive:

      No caro Moralista, non mi riferisco al debito pubblico in se ma a ciò che la spesa pubblica ha prodotto in termini di funzionamento della spesa stessa.
      Mi riferisco ad un fallimento culturale e sociale prima che economico. Il fallimento economico è solo la conseguenza, inevitabile, di una società che per generazioni ha aspirato soltanto a guadagnarsi una rendita garantita dalla spesa pubblica. Tutto qua! La metà del pil italiano è generato da spesa pubblica! Eppure gli ospedali di mezza Italia somigliano agli ospedali colombiani. Gli uffici pubblici sono dei tuguri abitati da impiegati burocrati che non conoscono il senso della loro missione. I treni regionali sembrano convogli diretti ai campi di concentramento…potrei continuare all’infinito. È questo il piano della mia riflessione. Non la finanza. Non esiste ricetta finanziaria per tutto ciò ma solo cultura e comprensione di ciò che significa “patto sociale”.

    4. ampul scrive:

      “i figli degli italiani mediamente non producono un cazzo” sembra uno slogan alla grillo… qualunquista… e anche populista direi!!!

    5. alessandro scrive:

      facciamola finita col dipingere l’Italia come un paese da terzo mondo.. era fino a qualche anno fa la 7° potenza industriale al mondo e la seconda in europa nel settore manufatturiero. L’utilizzo della spesa pubblica a deficit in Italia, sebbene sono stati perpetrati sperperi e ruberie di ogni genere, ha comunque giovato alla crescita. Quanto alla frase “i figli degli italiani mediamente non producono un cazzo” mi fa letteralmente girare i maroni. Quanto a Monti, ormai molti miei amici, conoscenti, parenti che prima ne cantavano le lodi, ora iniziano a comprendere che razza di personaggio è… come stà riducendo l’Italia e le balle mistificatorie che spara ogni giorno, ben addobbate dai giornaletti italiani, in pole position Repubblica
      Caro Togo, io t’invidio perchè stai accucciato sulla tua nuvoletta lontano dai problemi, senza conoscere i problemi… cioè senza problemi! il giorno che Monti busserà anche alla tua porta.. capirai

    6. Togo scrive:

      Sarà pure qualunquista ma è vero.

      • alessandro scrive:

        si certo dovremo non produrre un cazzo fino a 70 anni per ricevere metà della pensione dei nostri padri e madri che sono andati in pensione a 60.
        Hai toccato un tema centrale: il fallimento culturale e sociale! che è quello delle attuali politiche Montiane, dove la spesa per la cultura è un lusso ed è il primo capitolo di spesa ad essere tagliato, assieme allo stato sociale e alla svendita del patrimonio pubblico dello stato e la privatizzazione dei servizi pubblici locali (nonostante referendum decisamente contrari). Il dato di fatto sono i dati economici e il declassamento di Moody’s è azzeccato in pieno!

      • ampul scrive:

        Tu non produci un cazzo?

    7. Togo scrive:

      Alessandro, è inutile portare la discussione sempre sul piano personale. Io non vivo su una nuvoletta e Monti ti assicuro che ha già bussato alla mia porta. Ma questo non aggiunge valore al mio pensiero. Spero di non sentirmi rispondere che alla tua porta ha bussato più forte!
      Molto prima di Monti peró, hanno bussato in tanti. Qualcuno addirittura ha costretto me e tanti altri ad emigrare, a vivere senza radici e senza affetti. Governo ladro che non ha garantito a me quello che ha garantito ai miei genitori. Io sono un figlio ingrato del debito pubblico. Ma questa è la mia storia….si parlava d’altro!
      È scontato che la spesa pubblica abbia giovato alla crescita. E quindi? Anche consumare benzina in coda sul grande raccordo anulare contribuisce a far crescere il pil! E allora? Andiamo tutti in coda sul GRA a consumare benzina?
      Quando parlo di cultura, non mi riferisco all’entità della voce del bilancio stato dedicata alle Università. L’efficacia delle azioni dello stato non sono proporzionali ai soldi che spende. I giorni che stiamo vivendo ne sono la prova schiacciante.
      Quanto all’Italia come paese del terzo mondo, sono convinto che siamo sulla strada del sottosviluppo. Il confronto con la qualità della vita degli altri paesi non è un optional e l’Italia è rimasta al palo per tanti anni mentre la civiltà cresceva altrove.
      Se potessi scegliere, non vorrei che il mio paese fosse un paese mediocre governato da mentecatti. Negli ultimi 20 anni questo è stato! Mario Monti è un’eccellenza italiana. Purtroppo deve Confrontarsi con 965 mentecatti divisi tra montecitorio e palazzo madama.

      • il Moralista scrive:

        caro Togo, Quelli che “non hanno garantito a te quello che hanno garantito ai tuoi genitori” sono tutti fratelli minori di Mario Monti. Dal dopoguerra fino agli anni settanta, l’applicazione di politiche keynesiane ha contribuito alla formazione di società eque, composte in misura prevalente dalla classe media. Con tutti i limiti di questo mondo, ruberie, sprechi, mafia e clientele varie, quell’idea di società era un’idea giusta e nobile. L’avvento del neoliberismo dogmatico, pianificato dalla massoneria reazionaria, ha invertito la scala dei valori, puntando decisamente alla riaffermazione di un modello iniquo, schiavista, classiste e tendenzialmnete criminale. Ciao

        • ampul scrive:

          Diciamo che il fallimento culturale e sociale italiano inizia da prima di monti, ed è grazie a questo che oggi ci troviamo una “eccellenza italiana” a governarci. Dio ti ringrazio!!! (come no…)

          Ma se non fossimo così profondamente italiani, se non guardassimo ad una partita di pallone come ultima spiaggia di rivalsa sociale mentre passano le peggiori nefandezze al livello legislativo, se non guardassimo a nani e gargamella vari come messia profetizzati dagli organi di partito (i peggiori in assoluto… Uno su tutti, Il Corriere della Sera!), se avessimo un ardore antropologico di ribellione (positiva intendo..) verso tutte le angherie che velatamente e ad arte vengono perpetrate nel nostro paese, se non avessimo la sensazione di vivere tutto sommato in un’isola felice (ma si siamo l’Italia, domani andrà meglio sicuramente, monti è qui per risolvere i nostri problemi…)
          ….
          Ecco se non fossimo tutto questo, allora le mele marce le cambieremmo in un istante.. Invece il terreno è fertile anche per la riproposizione perpetua del nano di Arcore, per il bancomat del trota, per i moniti inutili di Napolitano, per il pareggio di bilancio montiano, per gli enormi conflitti di interessi in capo ai signori importanti di questo paese, ecc. ecc.
          È questa la vera sconfitta culturale di questo paese.
          Ed è proprio qui che s’è giocata la discesa in campo del messia bocconiano..
          Caro Togo, ripeto, il fallimento culturale italico parte da lontano, e siccome niente è casuale, provando a fare 1+1…il risultato fa 3!

          Ciao a tutti.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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