Ammetto di essere combattuto. Da un lato alcune figure, apparentemente più ragionevoli come Hollande o Obama, mi inducono a credere in una possibilità di cambiamento, dall’altro mi rendo conto di come, oramai da decenni, l’alternanza destra-sinistra è completamente svuotata di significato. La cosiddetta terza via del duo Blair-Clinton, presa come modello anche da alcuni sedicenti partiti progressisti italiani, tipo il Pd, altro non è se non il riconoscimento da parte della sinistra della supremazia del pensiero economico di destra. Ma, paradossalmente, i partiti nominalmente di sinistra, quelli che torturano comunque le masse  a colpi di rigore e austerità, sono persino più pericolosi dei loro avversari di comodo. Le destre sono in genere capaci di mostrare con meno ipocrisie e vergogna il loro vero volto. Difendono a viso aperto le categorie privilegiate, nascondono sotto la coperta corta del “merito” (ma che merito hanno? Tranne che sotto le lenzuola naturalmente) privilegi e disuguaglianze altrimenti ingiustificabili, rivendicano infine una status padronale col piglio e l’arroganza di chi crede intimamente in alcuni (dis)valori, totalmente inconciliabili con il concetto di uguaglianza e libertà dal bisogno. Le sinistre al potere, invece, applicano in genere le stesse identiche politiche, accompagnate però dall’espressione sofferente tipica dell’ipocrita che recita nella speranza di non essere subito smascherato. Alcuni ritengono che, in ogni caso, è meglio tifare per i meno peggio. Abbracciare questa filosofia induce a prediligere Hollande rispetto a Sarkozy piuttosto che Obama nei confronti di Mitt Romney. Credo sia giunto il momento di abbandonare completamente questo paradigma. Il nemico dissimulato è sempre peggio di quello a viso aperto. Al fine di risvegliare i cittadini dal sonno profondo che li condanna ad un inesorabile oblio, è meglio che governino perciò direttamente dei macellai rozzi e senza tatto. Il rapido dilagare di fame e disperazione costringerà il popolo ad interrogarsi e ad agire conseguentemente. L’Occidente oramai ha imboccato una via senza ritorno. E per rinascere bisogna morire fino in fondo. Avevo già sviluppato questo concetto per i lettori del Moralista alcuni mesi fa (clicca per leggere). In seguito ho voluto ingenuamente convincermi circa l’importanza di una eventuale vittoria di Hollande. Poi Hollande ha vinto per davvero e non è cambiato assolutamente nulla. Anzi. L’Europa continua tristemente ad avvitarsi su se stessa. Non voglio ripetere lo stesso errore adesso. Seguirò quindi le imminenti elezioni americane con il gelido distacco di chi disistima entrambi i pretendenti. Il primo mandato di Obama è stato un competo fallimento, come scrive tra l‘altro Noam Chomsky (clicca per leggere) nel suo libro “America, no we can’t”. Alla stesse conclusioni, ammorbidite dall’inserimento del termine “provocazione”, sono pervenuti pure gli amici di Democrazia radical popolare (clicca per leggere). E’ tempo di non sprecare più energie confidando nella buona condotta di  nessuno degli attuali protagonisti. In un modo o nell’altro, sono tutti subalterni al progetto neoschiavista che uccide l’Occidente. Chi vuole cambiare qualcosa ci metta la faccia o, perlomeno, inizi a formare da subito nuove coscienze che, anche dal punto generazionale, soppiantino in prospettiva i tanti mostri che, da posizioni diverse, contribuiscono a puntellare la moderna e affamante aristocrazia globale.

    Francesco Maria Toscano

    29/07/2012

    Categorie: Esteri

    2 Commenti

    1. Mauro scrive:

      Solo quelli che vengono assassinati o, nel migliore dei casi emarginati, sono le persone alle quali bisogna dare credito.
      Il guaio è che lo si può fare solamente dopo l’evento traumatico perchè prima si confondono nella merda.

    2. uno-nessuno scrive:

      Solo quando saremo tutti d’accordo che non c’è speranza di salvezza nella delega parlamentare, allora riusciremo a creare una società migliore.
      Obama, Sarkozy, Hollande, Monti, ecc…, sono tutte persone di cui noi non dovremmo nemmeno parlare perchè non dovrebbero avere tutto il potere che hanno.
      E noi che ci ostiniamo a parlare di ogni singola virgola uscita dalla loro ipocrita bocca.

      Mi permetto umilmente di dare anche un consiglio al Moralista, che seguo quotidianamente anche tramite il sito di god: imbocchi altre strade, si occupi, sì, di politici, massoneria, chiesa, ma si occupi un po’ di più di questioni “della strada”. Chè la crisi odierna è la crisi della borghesia, della classe media. Per i poveracci la crisi c’è sempre stata.

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    LA QUARTA TEORIA POLITICA....

    Scritto il 23 - giu - 2019

    1 Commento

    LE FORZE DELLA TERRA...

    Scritto il 22 - giu - 2019

    0 Commenti

    SENZA ANCORARSI AD UNA...

    Scritto il 21 - giu - 2019

    0 Commenti

    BRUXELLES DELENDA EST

    Scritto il 20 - giu - 2019

    1 Commento

    IL PRIMO CONGRESSO DEL...

    Scritto il 18 - giu - 2019

    0 Commenti

    LA NAVE DEI VELENI

    Scritto il 14 - dic - 2011

    0 Commenti

    IL MERAVIGLIOSO MONDO DI...

    Scritto il 29 - mar - 2012

    0 Commenti

    LA STRADA DI HILLARY...

    Scritto il 29 - feb - 2016

    22 Comment1

    LA ELEANOR ROOSEVELT E’...

    Scritto il 8 - set - 2014

    8 Comment1

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

      ilmoralista.it è un sito web con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari, qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci tramite la apposita pagina.