Ma come è bravo Mario Draghi, come è dolce Mario Draghi, capo della Bce che difende l’eurozona pure a costo di scontrarsi con il potente banchiere centrale tedesco Weidmann, il cattivone, quello che si oppone all’acquisto illimitato dei bond perché “questi acquisti equivalgono al finanziamento dei governi stampando banconote”. Ah quanto sono brutti i “falchi tedeschi”, pericolosi difensori del rigore ad oltranza costi quel che costi. E quanti guai aggiungerebbero al già precario equilibrio dell’eurozona se non ci fosse il nostro super Mario Draghi, il Mario migliore, a difendere “il sogno europeo” con severità e lungimiranza per la gioia di mammà, papà, ciccillo, cocò,  Napolitano, Scalfari e Polito. Insomma, è il caso di recarsi subito a Roma per srotolare in piazza San Pietro uno striscione con su scritto “Draghi Santo subito”. E’ il minimo. O no? Perché siete sicuri sicuri che le cose stanno così come la stampa incappucciata e di regime ve le racconta. Invito quindi quelli sicuri della bontà dei resoconti dell’italico redivivo Istituto Luce a prenotare subito un volo per Roma,onde non perdersi il prossimo processo di beatificazione del banchiere filantropo Mario Draghi. Quelli che invece non hanno ancora portato all’ammasso il cervello e intendono seguire la filosofia della famosa pubblicità Rowenta (“per chi non si accontenta”), farebbero bene a rileggere oggi un pezzo scritto dai massoni del Grande Oriente Democratico nella prima settimana di agosto ( clicca per leggere). Avete letto la facile profezia scritta da chi ancora fortunatamente possiede gli strumenti per demistificare queste ignobili pantomime realizzate sulla pelle di popoli interi piegati dalla crisi? Bene, allora potete intuire la raffinatezza di una operazione politico-mediatica strumentale e prevedibile che serve solo a confondere le acque e, per dirla con Krugman (clicca per leggere) a guadagnare tempo. Fino all’anno scorso nessuno di voi aveva mai sentito parlare di spread. Improvvisamente il dibattito sul differenziale tra i titoli italiani e quelli tedeschi diventa, da un anno a questa parte,  ossessivo. La disoccupazione, la povertà, la recessione e la precarietà diventano per tutti temi secondari se paragonati all’ansia da spread. Perché le masturbazioni sulla speculazione finanziaria si trasformano sui nostri media nell’unico argomento di discussione degno di continuo approfondimento? Perché senza distillare sapienti inquietudini indotte dal “nervosismo dei mercati” risulterebbe difficile imporre controriforme finalizzate alla macelleria sociale, come quelle varate in Grecia piuttosto che in Italia o in Spagna. Solo costruendo immaginifici, finti e apocalittici scenari, la tecnocrazia europea può giustificare la continua richiesta di “riforme strutturali” in grado di “sventare la catastrofe”. L’obiettivo della tecnocrazia europea non è quello di far alzare o abbassare lo spread. Lo spread è soltanto l’utile grimaldello che gli schiavisti utilizzano a mo’ di ricatto per raggiungere i loro veri e dissimulati obiettivi, ovvero: salari da fame, precarietà nel mondo del lavoro, distruzione dell’economia reale e creazione artificiale di sacche di disperati da utilizzare come manodopera a basso costo.  Quando la Grecia bruciava, Draghi si è guardato bene dall’adottare misure identiche a quelle che oggi decreta. All’epoca, i Soloni di regime, compresi alcuni giovani editorialisti che hanno fatto carriera per meriti indiscussi, strillavano contro il pericolo che la Bce “deviasse dai compiti del suo mandato per diventare simile ad una banca di ultima istanza buona per le cicale del sud”. Gli stessi che oggi, mutatis mutandis, si rendono  ulteriormente ridicoli scrivendo imbarazzanti agiografie a benefico del capo della Bce. Se bastava così poco per fare crollare lo spread perché la Grecia è stata torturata con tanto inutile sadismo? Semplicemente  perché la Grecia costituiva soltanto un laboratorio utile per perfezionare camere di tortura che presto verranno adottate su larga scala. Le condizioni che la Bce prevede per gli Stati che faranno in futuro richiesta dei famigerati “aiuti” sono spietate e comportano la totale perdita di sovranità in capo alla nazione richiedente. Verranno cioè imposti nuovi indiscriminati tagli, nonché misure di austerità ulteriormente recessive, che provvederanno ad uccidere definitivamente il tessuto economico dei Paesi più deboli. Ieri Draghi con la sua mossa ha dato nuova linfa alla strategia schiavista della tecnocrazia europea. Ha dato fiato al suo compare Monti che non sapeva come giustificare uno spread così alto nonostante il varo di riforme vampiresche (e non poteva essere diversamente perché non esiste nessuna correlazione scientifica tra l’imposizione di riforme iperliberiste e l’abbassamento dello spread); ha tranquillizzato gli alleati americani preoccupati per la crisi europea e si è infine saggiamente preparato il terreno per svuotare completamente nel prossimo futuro la sovranità di Paesi come l’Italia e la Spagna, pronti ad essere presto “grecizzati”. Una volta finite le elezioni americane e subito dopo il voto italiano, chiunque vinca,  Draghi diffonderà ad arte nuove inquietudini sullo Stato dei “conti pubblici” di alcuni Paesi che non hanno ancora finito “i compiti a casa” e devono perciò affidarsi alle cure del memorandum appena predisposto. Quel giorno non è lontano ed è stato gelidamente pianificato. Mentre tutti gli asini cantano le lodi di Draghi, non si accorgono di venire agghindati solo per essere meglio condotti al macello.

    Francesco Maria Toscano

    07/09/2012

    Categorie: Economia

    Un commento

    1. Ugo scrive:

      Molto ben detto. Purtroppo non so quanti lo leggeranno. Nè quanti lo capiranno.

      A latere, sarebbe bene correlare tante altre minuscole quisquilie che, fuse tra loro, costituiscono un quadro che grida vendetta. Ma quella vendetta non arriverà, perché la macchina è ipertrofica, e l’individuo non ha più alcun peso nel suo funzionamento. L’individuo sono io, e sei anche tu. Due su sette e passa miliardi. Non. Contiamo. Nulla.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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