Circa venti giorni fa,  Paolo Barnard scriveva per i lettori del suo blog un pezzo, poi stranamente scomparso, dal titolo “Draghi vi ha infinocchiati ? Dove siete tutti ?”, articolo facilmente ignorabile se non fosse stato per una parentesi malandrina. Nel mezzo di un ragionamento strappalacrime (e quattrini), infatti, in maniera del tutto gratuita, Barnard aveva l’impudenza di denunciare, con finto stupore da consumata attrice e aria sprezzante da intellettuale della domenica, che “Scopelliti stava corteggiando i (suoi?) economisti” (clicca per leggere). Ma come fa quest’uomo, mi chiedevo sbigottito, a non avere nessun rispetto per la verità? Scopelliti, come Barnard sa bene, non ha mai corteggiato nessuno dei suoi (?) economisti e, probabilmente, ignorava e ignora tuttora pure l’esistenza di Barnard e l’effettiva portata della Modern Money Theory. Scrissi allora un pezzo ( titolo: “Paolo Barnard non faccia l’ipocrita e sacrifichi in suo narcisismo alla buona causa della MMT”) per i lettori de “il moralista”, nel quale mi sforzavo di ricondurre la questione velatamente evocata da Barnard sui binari della correttezza e della precisione storica (clicca per leggere). Senza smentire nulla nel merito delle cose che nell’articolo raccontavo, Barnard reagiva nel suo stile, trincerandosi dietro un’escalation di insulti e volgarità diffamatorie slegate da qualsivoglia ragionamento. In un pezzo pubblicato in data 19/09/2012, titolato  “La Modern Money Theory, Argentina, e il veleno dei detrattori”, Barnard infatti mi gratificava obliquamente e in apertura di pezzo del titolo di “faccendiere sedicente amico di massoni e presidenti di regioni (e sono ben due distinte regioni)”, per poi, dall’alto della sua laurea in psicologia, bollarmi quale “caso clinico da manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali”. Avevo inteso non dare troppa importanza alle farneticazioni del giornalista bolognese, essendo personalmente troppo impegnato nell’organizzazione del convegno sulle dinamiche del potere globale in relazione alla MMT, da tenersi prossimamente in Calabria (vedi www.mmtcalabria.it ) per scendere ad un livello di comunicazione tanto infimo e bestiale. Circa poi le pesanti e oscene insinuazioni avanzate contro di me da Barnard, in quanto colpevole di avere osato impegnarmi civilmente e con spirito costruttivo, onesto e collaborativo (ma non subalterno), nella speranza di contribuire a migliorare la consapevolezza dei calabresi e degli italiani intorno alle vere dinamiche di potere che inquinano il nostro tempo, ritenevo sufficiente l’analisi pubblicata giorni fa dalla redazione di Grande Oriente Democratico (clicca per leggere). Non intendevo tornare oltre sulla questione, anche perché mi preme molto di più difendere la bontà di una idea che non la mia persona. Sennonché, in data 5 ottobre 2012, Barnard pubblicava sul suo blog un articolo dal titolo “Non eravamo Piigs, torneremo Italia si fa! (con chiarimenti essenziali)”. All’interno di questo pezzo (clicca per leggere), al netto dei soliti e gratuiti insulti, Barnard si cimentava in un’opera di completa mistificazione della realtà fattuale. Per giustificare l’improvvisa decisione da parte di alcuni esperti americani (tra cui James Galbraith) di disertare la sua convention a pagamento prevista prossimamente nelle città di  Rimini e Cagliari (20-21 ottobre  e 27-28 ottobre), Barnard rendeva edotta la pubblica opinione circa il suo eroico gesto di allontanare una serie di illustri economisti, divenuti d’un tratto  mostruosi e impuri per avere accettato di “dare prestigio accademico ad alcuni politici calabresi indagati, e faccendieri (il faccendiere sarei io) amici di massoni in seconda (il massone in seconda sarebbe Gioele Magaldi)”. Nulla di più falso. Le cose sono andate in maniera esattamente contraria a come Barnard le racconta. E, paradosso dei paradossi, fu proprio Barnard a pretendere di ricevere un invito ufficiale firmato dal Presidente Scopelliti (che poi effettivamente ricevette) al fine di contattare gli esperti internazionali, nonostante io ritenessi la cosa decisamente superflua. Fu irremovibile, mi disse chiaro e tondo che senza un impegno scritto di Scopelliti in persona non se ne faceva nulla. Quando poi i nostri rapporti si interruppero a causa dell’atteggiamento irriguardoso che Barnard continuava a riservarmi, egli stesso mi invitò a “sparire” spiegandomi che avrebbe parlato direttamente con Scopelliti e (al loro livello) “si sarebbero chiariti”. Fallito il suo auspicato chiarimento al vertice, da consumarsi evidentemente, nella sua ottica classista, attraverso la fustigazione di chi aveva osato pretendere “dal basso” di essere trattato con onestà, buona educazione e rispetto, Barnard ha inteso rigirare completamente la frittata, fino al punto di denunciare  come peccato mortale il patrocinio all’evento MMT in Calabria di quella Istituzione che era entrata ufficialmente in campo proprio per assecondare una volontà perentoria e ultimativa che lo stesso giornalista bolognese aveva espresso in termini prepotenti e imperiosi. Ieri, sul sito di God curato da Gioele Magaldi, consulente strategico degli eventi MMT Calabria-Europa, è stato pubblicato (clicca per leggere), prescindendo dalla mia volontà, l’intero carteggio intercorso tra me e Barnard in preparazione degli eventi in oggetto. Tale pubblicazione, in ogni caso, bolla definitivamente come ipocriti e bugiardi i tentativi di Barnard volti a “mostrificare” una iniziativa solo nella misura in cui non ricadeva più sotto il suo totale e assoluto dominio. Cosa c’è quindi di più facile che colpire un calabrese come ambiguo e indegno a prescindere? C’è, evidentemente, una fortissima componente razziale nella reazione di Barnard. Se i meridionali si limitano a  fare coreografia, allora va bene far finta di denunciarne le sofferenze. Se, invece, pretendono di farsi protagonisti autonomi del proprio destino, allora vanno subito rimessi al loro posto, usando il facile randello del “mascariamento” razziale. Non a caso, nella mole di insulti continuamente riservatami da Barnard dalle pagine del suo blog, compare esplicitamente quella di “calabrese” (“…quel calabrese che ce l’ha con me”).  Voi credete che Barnard avrebbe usato l’argomento territoriale se io fossi nato (che ne so) a Genova? Si sarebbe rivolto a me dicendo “quel ligure che ce l’ha con me?”. Non credo. Basta grattare un pochino, e l’anima l’intollerante di certi sedicenti “pensatori illuminati” viene subito fuori. Barnard non si preoccupi. Non mi vergogno affatto di essere calabrese. Proverei al contrario pudore ad usare certi argomenti. Il destino di ogni menzogna, presto o tardi, è sempre quello di sfracellarsi contro la verita.

    Francesco Maria Toscano

    8/10/2012

    Categorie: Attualità, Editoriale

    15 Commenti

    1. Giovanni scrive:

      Ciao Francesco,
      hai risolto brillantemente il “caso” Barnard, l’hai inchiodato con prove schiaccianti.
      Tuttavia, quello che in un certo senso delude, anche se non era previsto, ed è venuto fuori involontariamente, è la tua vicinanza a quei gruppi di potere, a quelle persone, che rappresentano attualmente la classe dirigente e le massime amministrazioni calabresi.
      Siamo tutti garantisti, nessuno è colpevole fino al terzo grado di giudizio; forse non puoi ammetterlo, ma non venire a dirci che non conosciamo i fatti, quando tutto in questa Calabria precipita, ogni anno è peggio. Tu sei legato da rapporti di collaborazione e di amicizia con la squadra del nostro Governatore Scopelliti, che sarà pure innocente fino all’ultimo grado di giudizio, ma anche lui quando amministrava Reggio non sapeva? Non vedeva? Non sentiva? Perché se è così, a Reggio avete avuto un tonto per Sindaco per molti anni. Ora Scopelliti e la sua squadra si trovano alla Regione e mi pare che stanno replicando quel tanto decantato “modello” Reggio, con sagace e pungente ironia definito da qualcuno ” modello scorreggio”.
      Mi riaguro che i media calabresi diano risalto ed ampio spazio all’evento e non hai politici presenti. Altrimenti avrai creato l’ennesimo spot del nulla, degli slogan, delle parole blaterate, dell’inconsistenza, dell’incoerenza, di una politica che ha fallito, perché se innocente, è stata ed è incapace.
      Spero che per l’occasione riuscirai a far spostare la truppa fissa del TG3 RAI da Varapodio.
      Con stima.

      • il Moralista scrive:

        Giovanni, non so come dirtelo, io sono un uomo libero. Mi appassiono alle idee e alle battaglie civili e culturali. Che significa “la mia vicinanza a gruppi di potere”? Io non sono uomo di nessuno, non ho potere nè denaro. Non ricopro incarichi di rensponsabilità e posso autodeterminare le mie scelte in coscienza. Se propongo una buona idea alla Istituzioni che amministrano la mia terra dovrei sperare di non trovare ascolto cosicché nessuno possa sospettarmi di “essere vicino a quei gruppi di potere”? Suvvia… Io avrei chiesto aiuto a tutti quelli che ricoprono responsabilità politiche in Calabria, a prescindere dal colore politico o dalle biografie personali. Tantopiù che Barnard mise subito in chiaro fin dall’inizio che senza inviti istituzionali lui gli economisti nemmeno li chiamava. Purtroppo in Italia la logica da clan è dura a morire. Se Scopelliti appoggia una buona idea fa bene. Se nel complesso, alla fine del suo mandato, la sua azione si sarà rivelata fallimentare rispetto alle speranza di crescita della Calabria, sarà giusto contestarlo e puntare su personalità politiche nuove e diverse. Ma come fai a non vedere che i due piani sono distinti e separati?

        Cordialmente,

        Francesco

        • Giovanni scrive:

          Francesco, di Barnard non mi frega nulla. Io condivido molte tue opinini ed apprezzo quello che scrivi, perché mi stimoli positivamente a riflettere. Verrò all’Evento, e fugherò ogni dubbio e con questo stop.
          Aspetto un altro articolo dei tuoi, di quelli “buoni”.
          Buonanotte.

        • peppe lontra scrive:

          Puoi spiegarci com’è possibile che in quanto “uomo libero” o <> come tieni a definirti sopra,è avvenuto questo:<>.Come è possibile che ad un uomo così indipendente e che non appartiene a nessuno,possa accadere questo? Un privato scambio di mail, un carteggio personale,in mano al GOD e senza possibilità di intervento.
          Siamo proprio sicuri che magari, in buona fede, ti stia illudendo che non appartieni a nessuno? a me hanno sempre detto che se non “appatteni a cocchidunu” non ci si può trovare nel posto i cui tu ti trovi,come consigliere politico nella segreteria della provincia di Reggio Calabria.Spero che dopo questo mio intervento non sobillerai la popolazione calabra a darmi la caccia in quanto razzista,come hai fatto con Barnard nell’articolo in questione.

          Saluti

          • il Moralista scrive:

            Giole Magaldi è consulente strategico degli eventi mmt Calabria. E’ normale che si interessi della vicenda. Guarda, io non ho tessere di partito nè scrivo per compiacere nessuno. Se leggi il blog puoi scoprirlo da solo. Questo non ha impedito a Raffa di chiedermi di collaborare con lui come consulente politico-culturale. Prima di lui ho collaborato con Bruno Tabacci, all’epoca in cui si ventilava una sua candidatura per la guida del Paese sotto le insegne della Rosa Bianca. Io credo di essere un discreto politologo e di avere una certa dimestichezza con la comunicazione. Quelli che ti hanno detto che se non “appatteni a cacchiduni…”, regionano probabilmente nei termini che mi rimproveri. Mi dispiace, non sono i miei.

    2. Andrea scrive:

      Prima di rivologersi al pluriindagato Scopelliti, non era preferibile la via dell’autofinanziamento?

    3. DAvid Casanova scrive:

      Ciao Francesco, hai tutta la mia solidarietà per quanto avvenuto con PB. Ho letto il carteggio e sono rimasto a dir poco allibito.

      Ce ne fossero di persone come te…continua imperterrito la tua battaglia.

      Con gran stima.

      David

    4. alessandro scrive:

      E fatela finita con questo Scopelliti! inizialmente l’iniziativa era patrocinata dal Presidente della Provincia, solo successivamente si è accodato Scopelliti… basta leggere il carteggio pubblicato su GOD. E’ un’iniziativa culturale cofinanziata dalle istituzioni calabresi che non credo andranno all’incontro a fare la passerella. Le Regioni o Province in veste istituzionale organizzano centinaia di manifestazioni culturali all’anno e sottolineo in veste istituzionale, non necessariamente a titolo del Presidente pro-tempore, che non necessariamente deve condividere o appoggiare la MMT, come non necessariamente condivide tutte le cose che saranno state dette in altre manifestazioni culturali. Finiamola di fare i fanatici della MMT, considerandola una scienza messianica o vedere in un summit una iniziativa politica. Non è la riunione della segreteria del partito MMT è una iniziativa CULTURALE aperta a tutti! se vi disgusta vedere Scopellitti (o se vi interessa solidarizzare col vostro paraguru scorbutico) siete liberi di non partecipare. Ma non era il vostro leader a dire che la MMT non è un partito, ma una scienza al servizio della politica? ora come mai ogni convegno sembra una manifestazione politica? se volete fare politica andate in piazza con i cartelloni MMT, questa iniziativa è un’altra roba. Vi consiglio anche di andare a Rimini e a Cagliari con questo spirito: apprendere imparare ed avere spunti critici per comprendere meglio la realtà di questa crisi economico-sociale. Poi la politica è una forma di associazione volta a porre in essere le iniziative e gli indirizzi che occorrono per il raggiungimento del benessere economico-sociale dei cittadini, ma prima ancora di sciegliere gli strumenti occorre la ricerca, formarsi e confrontarsi ed in Calabria, come a Rimini e a Cagliari, chi vorrà partecipare ne avrà l’occasione.
      E ora basta polemiche, sia dei partecipanti/simpatizzanti degli eventi che degli organizzatori… le accuse di razzismo sembrano un pò esagerate… (vabbè che Barnard si era rivolto alla Lega Nord di Maroni, partito palesemente avverso a terroni ed extracomunitari, che per loro sono quasi la stessa cosa, ma mi pare che stiamo esagerando). Abbiamo detto che l’evento sarebbe stato “spersonalizzato”? ok, la verità l’abbiamo appresa nel carteggio e dopo l’articolo apparso su GOD ogni altro commento pare superfluo e pedante e non mi pare il caso di dedicare ulteriori veleni a questo faccenda, poi se volete ancora starnazzare nel pollaio fate come vi pare, intanto quella classe dominante che ci stà strangolando si sfrega le mani.

    5. Francesco Carbone scrive:

      vi invito a leggere questo articolo che mette in risalto tutto cio’ che non va nelle denunce presentate da Barnard
      Musu e tantissimi ingenui ragazzi che presi dall’euforia giocano con il fuoco
      chissa’ se il fuoco e’ vero o fuoco da prestigiatori?
      io penso di averlo capito. :)
      http://antoniolomastro.com/2012/10/11/appello-allavv-musu-e-paolo-barnard-di-francesco-carbone/

    6. Mario Perego scrive:

      Caro Francesco, ho letto il carteggio tra te e il Signor Rossi. Che dire, ti esprimo la mia solidarietà. A quanto pare il Signor Rossi ha lacrime e sorrisi solo quando qualcuno è disposto a offrirgli dei soldi (come ho scritto altrove). Scandalosa la richiesta dei 15000 euro (tolto volo aereo+vitto+alloggio rimangono almeno 12000-13000 euro, e spesso i docenti universitari non percepiscono alcun compenso per convegni o conferenze), ma penso proprio che il Signor Rossi doveva inzupparci il pane. Sono emersi anche dei simpatici aneddoti leggendo tra le righe. Oltre a confermare la sua natura di borghesuccio elitario, viene anche spontaneo chiedersi come possa il Signor Rossi, un ex-giornalista ora disoccupato, avere la segretaria. Insomma, se senza un lavoro puoi avere tranquillamente l’Iphone e la segretaria, non credo poi che gli altri ti prendano sul serio quando parli della piena occupazione :)

      Cordiali saluti.

      • il Moralista scrive:

        Caro Mario, nel tuo ragionamento c’è una piccola imprecisione. 15.000 euro l’idealista al ragù li chiedeva solo a titolo di cachet; escluse cioè le spese di vitto, alloggio, lavatura e stiratura… come direbbe il Totò de “Un turco napoletano”. Dopo Totò Turco napoletano, abbiamo trovato Paolo turco bolognese. Ma sempre turchi sono…

    7. Oliva scrive:

      Sto seguendo gli eventi sul sito MMTCALABRIA. Potete fare un resoconto oppure mettere in rete il filmato della conferenza di oggi di presentazione? sarebbe interessante grazie

    8. […] in passato meschinamente usato anche da uomini anticonformisti e brillanti come Paolo Barnard (clicca per leggere). In ogni caso, questo secondo aspetto mi consente di precisare un aspetto rilevante.  Io non credo […]

    9. […] in passato meschinamente usato anche da uomini anticonformisti e brillanti come Paolo Barnard (clicca per leggere). In ogni caso, questo secondo aspetto mi consente di precisare un aspetto rilevante. Io non credo […]

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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