Il Pdl non esiste più, l’Udc non è mai esistito (se non su alcuni giornali di famiglia) mentre il Pd prova a dare segni di vita. Intendiamoci, l’appoggio del partito di Bersani al governo tecno-nazista di Mario Monti resterà come macchia storica e indelebile. Bersani, più per viltà che per convinzione, ha scelto la via comoda dell’accondiscendenza verso i potentati reazionari che affamano l’Europa, ritagliandosi il ruolo meschino e ignobile che fu del collaborazionista nazista francese Petain, capo della Repubblica di Vichy. Ma mentre Bersani fa il lacchè di Monti per opportunismo, Renzi condivide con lo schiavista varesotto la stessa malsana e ignobile idea di società. Renzi è un tifoso “dell’agenda Monti”, una specie di Mein Kampf adattato ai tempi. Chi non promette nuovi sacrifici, nuove povertà e nuovi suicidi volutamente indotti, rischia di non “avere profilo di governo”. Oramai a questo siamo arrivati. Se i diversi pretendenti alla guida del Paese non assicurano ex ante di “suicidare” una volta al potere un numero cospicuo di giovani, pensionati, precari e disoccupati, non meritano il sostegno della nostra grande stampa. Il duo Bersani-Vendola, per quanto strumentalmente dipinto come neo-marxista da alcuni giornalacci di destra, non rappresenta per davvero un punto di rottura rispetto al tecno-nazismo imperante. Il Pd non riesce a dire chiaramente che l’esperienza Monti si è  rivelata una fregatura per il Paese, mentre Vendola pare troppo etereo e fluttuante per suscitare entusiasmi. Se mai dovessero governare, Bersani e Vendola potrebbero al massimo seguire le orme di quel cialtrone transalpino, bugiardo e ipocrita, che risponde al nome di Francois Hollande. “Il budino”, questo l’azzeccato nomignolo del compagno della più risoluta Valere Trierweiler, aveva promesso in campagna elettorale di colpire al cuore, una volta eletto, il sistema massonico reazionario che inquina l’Europa. Invece Hollande, anziché denunciare la malvagità del fiscal compact e continuare ad insistere per  approvare gli eurobond,  si è messo a fare le fusa alla signora Merkel dopo la prima occhiataccia. Se il presidente francese viene costretto a rimangiarsi come un qualsiasi buffone alcune solenni promesse, figuratevi cosa mai potrà fare uno come Bersani, che già trema all’idea di non ricandidare D’Alema e Bindi. Insomma, le prossime elezioni non saranno in nessun caso risolutive. La partita vera si gioca su altri tavoli, lontani dalla luce dei riflettori. Mai come oggi vale la tetra provocazione di Mark Twain: “Se votare servisse a qualcosa, non ce lo lascerebbero fare”. Renzi,Vendola, Casini, Berlusconi o Alfano non fa molta differenza. Tagli, austerità, sacrifici e povertà ci aspettano. Fino a quando l’1% degli italiani non dominerà sul restante 99% di cittadini definitivamente abbrutiti, umiliati e disperati non si fermeranno.

    Francesco Maria Toscano

    15/10/2012

    Categorie: Politica

    5 Commenti

    1. alessandro scrive:

      parole sante! non sarebbe credibile che il PD facesse autocritica e dicesse che appoggiare l’agenda Monti è stato un errore, che approvare pareggio di bilancio e fiscal compact è stato un errore, che modificare art. 18 è stato un errore, ecc. Se facessero autocritica sarebbero costretti a seguire Veltroni in Africa… sarebbe tanto meglio per noi e tanto peggio per gli africani. Vendola con le sue chiacchere estetizzanti, a cui non seguono fatti (incisivi e concreti), non è da meno, preferisco di gran lunga il caudillo Di Pietro, con il quale hanno ben visto di prendere le distanze… almeno lo sgrammaticato Di Pietro si oppone con le parole e i fatti all’agenda del Vampiro-Monti, non votando in parlamento i suoi squallidi provvedimenti (pur con tutte le riserve sul populismo vagamente grillista per esempio sui referendum che ora propone sul finanziamento ai partiti). Che dire… Bersani ha iniziato la sua campagna per le primarie dalle pompe… di benzina, speriamo che durante il suo mandato non finisca dove ha iniziato, come ha per esempio fatto il deludente budino francese

    2. Twin Astir scrive:

      E’ mai possibile che milioni di cittadini, uniti e compatti, non riescano a liberarsi dagli idioti e dai lacchè dei potenti che contano realmente? Thomas Jefferson diceva che non è il popolo a dover temere il governo, ma l’esatto contrario…salvo che il popolo da governare non sia uno sterminato gregge di capre ignoranti e mansuete.

    3. ampul scrive:

      …aveva ragione mark twain!

    4. Mauro Poggi scrive:

      Già. E la cosa peggiore è che il ristorante politico presenta un menù poverissimo: da una parte minestre neo-liberiste più o meno annacquate, dall’altra pastasciutte populiste dalla ricetta incomprensibile.
      Che fare?
      Buttarsi sull’astensione è tanta manna per i partiti, che pregano Dio ogni giorno affinché quel 50% che non intende votare continui a pensarla così, che tanta ci pensano loro a spartirsi il resto.
      Le micro-formazioni della sinistra tradizionale non sono in grado di impensierire quella gente.
      Il voto di protesta (Grillo o DI Pietro)?
      Di Pietro ci ha regalato Scilipoti, e ancora non ci ha spiegato come diavolo gli è venuto in mente di nominare uno così.
      I grillini, allora? Boh,è l’unico movimento che stando ai sondaggi è capace di rompere le uova nel paniere alla casta: finora è l’unico punto a favore che trovo.

      Voi cosa ne pensate?

      A proposito di pecore: il 14 novembre sembra sarà una giornata di sciopero generale EUROPEO, ma o trovato solo scarse notizie. I sindacati portoghesi lo hanno già proclamato, quelli spagnoli probabilmente seguiranno. I nostri, che DIAVOLO FANNO?

    5. kthrcds scrive:

      “Abbiamo creato il chewing-gum ad altissima innovazione. Formula active con micro-cristal, per un risultato extra freshness più clean. XY, high performing chewing-gum”.

      È la pubblicità tv di una gomma da masticare.

      E quindi?
      E quindi i creativi che realizzano gli spot pubblicitari si basano su un’ampia mole di studi sociologici e indagini di mercato, che permette loro di individuare il “target” a cui si rivolgono – nel caso del chewing-gum, una bella manica di cretini.
      Ciò vale anche per gli spin doctor della politica. I quali non vendono un chewing-gum, ma, ad esempio, il leader del “nuovo” centrosinistra: Renzi, l’uomo in grado di farlo naufragare definitivamente alle prossime elezioni politiche.
      Proveniente dagli ambienti della «Gioventù studentesca DC e Comunione e Liberazione, Renzi aderisce al Ppi, a 24 anni ne diventa segretario provinciale per poi confluire ne La Margherita di cui nel 2001 è coordinatore fiorentino e nel 2003 segretario provinciale.
      Nel giugno del 2004, la perfetta applicazione del manuale Cencelli lo consacra presidente della provincia di Firenze (sindaco di Firenze e presidente della Regione erano DS)».
      Curiosamente, sotto la sua gestione la provincia spende molto in “comunicazione” di cui si occupa l’azienda di famiglia, la Chil srl, società di servizi di marketing che coordina “il servizio di vendita del quotidiano La Nazione sul territorio di Firenze”, ossia mandare gli strilloni a vendere per strada La Nazione.
      Ecco, se questo è il volto nuovo del centrosinistra…

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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