Il centro dei “prestigiosi è finito prima di nascere ma tutto questo Monti (ancora) non lo sa. Ma che appeal può avere una operazione politica che, nel 2013, indica Monti candidato premier di due cariatidi come Fini e Casini? Non a caso Passera, che ha un nome evocativo e importante, ha già capito l’antifona scendendo tosto dal Titanic in partenza. Il vecchio Terzo Polo, affossato tra fischi e pernacchie dagli elettori nella tornata amministrativa passata, rinasce limitandosi a sostituire il pallido Rutelli con il presunto fenomeno Monti. Supponiamo pure che Mario Monti in politica sia per davvero una specie di Maradona (cosa niente affatto scontata) capace di fare la differenza. Ora, immaginate che domani, avvinto da megalomania acuta, il Presidente della Spal decidesse di acquistare il fenomeno argentino Leo Messi. Basterebbe inserire un fuoriclasse in mezzo a tante mezze calzette per trasformare una squadretta di periferia in team da scudetto? Non credo proprio. Considerate pure che , più che Messi, Monti si rivelerà presto una specie di Darko Pancev, storico bidone acquistato dall’Inter a peso d’oro all’inizio degli anni ’90, e il fallimento è assicurato. Non basteranno le preghiere di qualche fariseo contemporaneo come il Cardinal Bagnasco per impedire un flop elettorale e politico geometricamente certo. Fini e Casini riuscirebbero a paralizzare uno scapitante puledro, figuratevi un ronzino acido e professorale come Mario Monti. Il tempo dirà presto se questa mia previsione è corretta. L’attuale classe dirigente politica vive una crisi di credibilità simile (o forse peggiore) rispetto a quella dei tempi di Mani Pulite. I partiti, tutti i partiti, sono generalmente odiati e detestati dalla maggior parte dei cittadini. L’Udc, ribattezzato non a caso Unione dei carcerati da un perfido Grillo, sublima nell’immaginario collettivo tutte le peggiori schifezze lustro e vanto della sciagurata e morente seconda Repubblica. Un partitino personale, opaco, pieno zeppo di personaggi discutibili e spesso ignoranti, gestito fino a poco tempo fa da due figure del calibro di Lorenzo Cesa e Totò Cuffaro. Casini in Caltagirone, proprietario di un impero editoriale, gode infine di un ottimo e casalingo conflitto di interessi. Basta sfogliare i giornali del suocero  per rendersene conto. Il Messaggero e il Mattino, tra gli altri, con apprezzabile sfida del ridicolo, si sforzano quotidianamente, ma senza successo, di dipingere un vecchio e dannoso dinosauro della politica come Casini alla stregua di un redivivo Giolitti. Nemmeno il più idiota tra gli elettori può risultare affascinato da una proposta politica che, in nome del rinnovamento, riparte da Fini e Casini. Sembra una barzelletta. Nel 1994, il cavalier Berlusconi scompaginò il quadro politico cavalcando un desiderio di radicale cambiamento. Ma voi credete per davvero che, venti anni orsono, Berlusconi sarebbe diventato il dominus della politica italiana se, anziché fondare Forza Italia trasformando una serie di zucche in principi, si fosse limitato a fare il capo coalizione di vecchi e sputtanati partiti come il Psi e il Pli? L’Udc di oggi non fa meno ribrezzo del Psi dell’epoca. Monti e, in misura minore Bersani, sta facendo il gioco di Grillo. Se Fini e Casini alienano in partenza l’ipotetico consenso elettorale del Professore di Varese, il Centro Democratico di Tabacci, Donadi e Loiero, neo-alleato del Pd, potrebbe spingere molti elettori a non dare più il voto al partito di Bersani, spalleggiato adesso da elementi di  questo tipo. Registro infine con stupore che, nel merito delle proposte politiche, l’unico che ha centrato il cuore del problema è (purtroppo) Silvio Berlusconi, come ha correttamente osservato PierGiorgio Gawroski (clicca per leggere) . L’austerità sta uccidendo l’Europa come non si stancano di ripetere luminari come Krugman e Stiglitz. Monti, alfiere del genocidio morbido in atto, finirà con il rosicchiare qualche voto al Pd, da tempo acriticamente schierato su posizioni filo-tedesche tutte orientate a difendere il dogma del rigore ad ogni costo. Bersani e Monti, affamatori per bene, si contendono lo stesso elettorato: quello dei garantiti a pancia piena che, in nome della responsabilità e del mito del pareggio di bilancio, ridurranno definitivamente in miseria pensionati, salariati e disoccupati senza speranze. Ma almeno, consolatevi, nessuno in Europa riderà più di noi. Non è elegante ridere nel bel mezzo di un funerale.

    Francesco Maria Toscano

    29/12/2012

    Categorie: Editoriale

    2 Commenti

    1. Twin Astir scrive:

      Ciò che non racconta mai “il due di picche” in TV, Casini e l’altro compare traditore che ricorda solo il titolo del capolavoro di Dostoevskij, è che bisogna ringraziare il cervellone bocconiano se nel 2012 abbiamo 610.000 disoccupati in più, da mantenere con la cassa integrazione. I nostri redditi hanno perso il potere di acquisto e le tasse ci impongono di lavorare per lo Stato la maggior parte dei mesi in un anno. Di che cosa parla, in Tv, questa gentaglia in corsa per conquistare di nuovo le poltrone dorate? Dicono di combattere la “de-ma-go-gia” ed il “po-pu-li-smo” degli avversari politici, che poi sarebbero coloro che parlano in piazza con la gente, nascondendo agli italiani che questo Paese si avvia verso la morte economica, somministrata dolcemente dalla austera, demenziale ed inutile medicina della famosa “Agenda” scritta dal compagno Ichino e non dal ragioniere bocconiano. Si continuerà a spremere le vene degli italiani e non oltre il 2013 si avvertirà il decisivo strangolamento economico, con prevedibili tensioni sociali e politiche, perché dopo la massiccia fuga di capitali privati non rimarrà che la desertificazione economica, come nel Sulcis e nel Sud. Stati ricchi come la Germania potranno così accomodarsi qui da noi per fare “shopping”, comprando con quattro soldi ciò che avanzerà di questo Paese saccheggiato. Nel deserto che questi pericolosi soggetti stanno preparando per noi viandanti indifesi e smarriti, ci sarà poco da scegliere: essere morsi da una vipera velenosa o strangolati dalle spire di un pitone.

    2. alessandro scrive:

      Ho la vaga impressione che il Mounty killer non si accontenterà della sonora sconfitta che prenderà il centro. Ce ne stà preparando una delle sue… non starà pensando ad una futura alleanza col PD? Così i progressisti della domenica sera incarneranno quell’agenda nera tanto amata in Europa e se un giorno Vendola decidesse di staccare la spina… no problem! …scenderà o salirà in campo il nostro ragioniere varesino, per salvarci un’altra volta, per non farci fare la fine della Grecia, per combattere tutti armati di austerità il nemico spread, ecc. ecc. il resto della storia è ormai tristemente noto

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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