Se oggi sbarcasse in Italia un marziano, chiamato ad esprimere una valutazione politica sulle diverse coalizioni in campo per le elezioni di fine febbraio, si troverebbe di fronte una situazione paradossale. Facciamo finta che l’ipotetico marziano protagonista del nostro ragionamento conosca bene la storia recente del pianeta Terra. Anzi, vi dirò di più: il nostro marziano, che da ora in avanti per comodità chiameremo Jean, non solo conosce bene la Terra, ma vi ha perfino abitato in tempi remoti. Jean infatti, ancora adolescente, fu costretto a cercare fortuna sul pianeta rosso a causa di una lunga crisi economica che, in un tempo lontano e  non facilmente identificabile, provocò una fortissima recessione capace di uccidere le speranza di intere generazioni. Jean, come molti suoi coetanei, decise perciò di tentare la fortuna in un posto lontano e apparentemente inospitale come Marte. Scelse Marte non a caso. Aldilà di quello che comunemente si crede, Marte, meglio conosciuto come il pianeta Rosso, deve il suo soprannome alle politiche espansive e keynesiane che i suoi governanti hanno imposto all’intero pianeta fin dalla notte dei tempi. I molti detrattori, per squalificare ad arte questi interventi finalizzati alla piena occupazione, bollarono perciò spregiativamente queste politiche come “rosse”, figlie cioè di un retaggio culturale nefasto e antiquato, incapace di analizzare le sfide della modernità imposte dalla “solarizzazione”. Per chi non lo sapesse, infatti, Jean avrà vissuto tempi molto particolari, carichi di cambiamenti epocali per l’intero sistema solare. Il rapido processo di “solarizzazione”, di interscambio cioè fra i diversi popoli che abitano i pianeti che girano tutti intorno allo stesso sole, favorito anche dall’avanzare della tecnologia, avrebbe determinato forti stravolgimenti economici e sociali. Ma Jean, nonostante avesse trovato su Marte le condizioni migliori per realizzarsi (era diventato un apprezzato imprenditore leader nel ramo dei giocattoli per il mare), non aveva mai dimenticato la sua Terra (è proprio il caso di dirlo) d’origine. Jean, in un tempo molto lontano (poco importa se nel passato o nel futuro), era nato in Europa, più precisamente in Italia, più precisamente ad Aci Castello, ridente cittadina in provincia di Catania. Poco più che bambino aveva abbandonato i luoghi della sua infanzia per trasferirsi su Marte dopo un viaggio lunghissimo durato qualche decennio. Ma ora i tempi erano cambiati, i progressi della scienza rendevano i viaggi tra i pianeti molto più semplici e, grazie al superamento della velocità della luce, era possibile pure viaggiare nel tempo. Non so spiegarvi come, né perché, ma sta di fatto che Jean decise di tornare sulla Terra all’inizio del 2013 per seguire da vicino la campagna elettorale italiana per le elezioni politiche. Su Marte aveva sentito dire che la Terra si trovava (di nuovo) in grave difficoltà e che le elezioni italiane sarebbero state decisive per il futuro dell’Europa e dell’intero pianeta. Voleva impegnarsi a fondo per fare comprendere ai suoi vecchi concittadini che uscire dalla crisi era possibile: bastava fare come avevano sperimentato con successo i governanti di Marte, il pianeta rosso. Jean non conosceva nessuno dei protagonisti politici italiani, ma sapeva perfettamente riconoscere un programma progressista da uno elitario e classista. Jean cominciò a seguire freneticamente tutti i programmi di approfondimento politico e si convinse di avere scoperto la soluzione: “Ho trovato” esclamò Jean, raggiante dopo otto giorni di studio intenso, “l’Europa deve dotarsi di una banca centrale vera, condividere il debito e finanziare immediatamente un grande piano per la realizzazione di infrastrutture (materiali e immateriali) capaci di modernizzare il Continente, garantire occupazione e rilancio dei consumi. Voterò e farò votare chi toccherà questi temi che, secondo la mia esperienza, sono quelli veramente dirimenti e decisivi”. Jean trovava insopportabili i discorsi sulla necessità di proseguire le politiche del rigore (leggeva con estremo fastidio le risposte illogiche dell’ambasciatore Sergio Romano che curava una rubrica sulle pagine del Corriere della Sera) e individuava perciò in Monti il principale pericolo per l’Italia. “Su Marte”, diceva incredulo, “un’operazione come quella avallata dal Presidente Napolitano per consentire il governo dei tecnici non sarebbe stata possibile”. Non ci crederete ma ieri alcuni amici mi hanno segnalato Jean con indosso una maglietta con su scritto: “Meno male che Silvio c’è”. Non è possibile! Ma per davvero Jean, sincero democratico progressista, si è invaghito di un vecchio miliardario, spregiudicato e inadeguato, protagonista di un ventennio tra i peggiori della storia italiana? Non ci ho visto più: “Aprirò gli occhi al marziano”, mi sono detto”, evidentemente incapace di comprendere gli eventi in profondità”. Pubblico qui di seguito la lettera che ho spedito a Jean:

     

    Carissimo sig. Jean,

     

    Conosco e apprezzo la sua storia personale,il suo amore per l’Italia e per la Terra che la spingono ad affrontare lunghi viaggi per il bene della nostra collettività. Proprio perché conosco la purezza del suo pensare e del suo agire, stimatissimo sig. Jean, mi permetto di esplicitarle il mio stupore nell’avere appreso (da fonte certa) che lei intende favorire il ritorno in auge del Cav. Silvio Berlusconi, uomo certamente molto distante dal suo modo di concepire l’interesse generale.

     

    Con immutata stima,

    Il Moralista, Pianeta Terra.

     

    Questa la risposta di Jean che, lo confesso, mi ha non poco meravigliato

     

     

    Egregio Moralista,

     

    Grazie per le sue parole di stima che ricambio volentieri. Quanto al merito del suo appunto le devo alcuni chiarimenti. Il mio attuale convincimento politico è il risultato dell’attenta lettura delle diverse proposte in campo per “superare la crisi”. L’unico che ha individuato e denunciato con precisione e chiarezza alcune criticità mastodontiche che zavorrano questa malfatta costruzione europea (e, sia chiaro, io sono favorevole non solo al processo di integrazione europea ma perfino a quello, ben più difficile, fra gli abitanti dei diversi pianeti dello stesso sistema solare) è il candidato Silvio Berlusconi. Senza trasformare la Bce in una vera banca centrale e abbandonare l’austerità, il popolo starà sempre peggio. Non ho sentito nessun altro dire le stesse cose con altrettanta energia. Anche l’idea di favorire una commissione di inchiesta che stabilisca la vera natura del governo tecnico mi pare oltremodo opportuna. Su Marte, al solo pensiero che i governi nascano per “calmare lo spread”, si sono messi a ridere tutti. Quanto alle obiezioni, provenienti da più parti, circa la sostanziale mancanza di credibilità personale in capo al politico in questione, devo precisarle che, su Marte, esiste una legge che impedisce tassativamente di mischiare proposte politiche e qualità personali. La spersonalizzazione della politica è, da noi, un fatto acclarato,onde per cui nessuno si sognerebbe di rispondere ad una tesi politica con argomenti riguardanti la sfera personale. La mia macchina del tempo, infine, si è guastata e non posso perciò rivivere gli anni passati nei quali ha governato Berlusconi. Posso solo guardare avanti. Non metto in dubbio le sue parole ma, spero, comprenderà il mio punto di vista.

     

    Jean

     

    Sono sprofondato nell’amarezza. Ma vi rendete conto? Jean non ha possibilità di filtrare le sue scelte attraverso lo studio del passato né può (in questo le leggi marziane sono severissime) esprimere un voto di preferenza sulla base di valutazioni che non siano strettamente politico-programmatiche. Limitandosi ad ascoltare la campagna elettorale in atto,  Jean si è convinto che Berlusconi è un progressista mentre Bersani un conservatore pronto a  difendere le politiche di austerità. Gli altri, secondo lui, non hanno possibilità di successo (su Marte il sistema è fortemente bipolare). Jean evidentemente non capisce nulla di politica. O no?

    Francesco Maria Toscano

    31/12/2012

    Categorie: Politica

    7 Commenti

    1. Lunapesci scrive:

      Grazie per questo bellissimo articolo, fa riflettere veramente. E tanti tanti auguri!

    2. alessandro scrive:

      Jean non ha capito che Berlusconi ci dice esattamente quello che ci vogliamo sentirci dire. Prima studia cosa si aspettano le masse, le loro aspettative e i loro umori, le tendenze del momento e poi ci ricama su le migliori proposte elettorali. La sua è una politica fatta di sondaggi e marketing e funziona sempre. Ai tanti sostenitori dei finti progressisti del PD ed alle masse asine del paese che lodano Monti dico che se lo meritano tutto il Cavaliere.
      Non so, caro Francesco, se a fine anno ti capita di ricevere le solite dozzinali agende che generalmente finiscono sempre nel cestino o le diamo a figli e nipoti per farci i disegnini… spero che l’agenda Monti 2013 segua lo stesso destino, anche se ho l’impressione che prima di essere cestinata dovremo toccare il fondo.
      Ti auguro un buon fine anno, salutami Jean

    3. Twin Astir scrive:

      Ottimo articolo, Moralista, mi vengono i brividi leggendolo. Buon 2013 a te e alle belle persone che si ritrovano, in questo spazio virtuale. Gli auguri più significativi sono quelli fatti a se stessi, perché se stai bene e se hai energia da sprigionare, puoi permetterti anche di aiutare gli altri, se necessario. E allora esprimo a me stesso, ai miei cari e a tutti gli amici che stimo i più cari Auguri di un felice 2013. Nel contempo, auguro di passare il nuovo anno nella più triste solitudine a tutti quei mascalzoni al potere, che col sorriso sulle labbra hanno permesso, stanno permettendo e vorrebbero continuare a permettere ai loro amici parassiti (banche, assicurazioni, aziende fasulle, lobby e caste varie) di guadagnare fiumi di denaro sulle spalle della povera gente, schiavizzata e spremuta da troppe tasse, che neanche i nazisti imposero al popolo per finanziare la Wehrmacht e la Luftwaffe. Un Capodanno in triste solitudine auguro a quella professoressa di scienze confuse, la maestrina “choosy” dalla penna rossa, che ha messo le mani nelle povere tasche dei pensionati, aumentando l’età pensionabile fino a quella dei pannoloni o del catetere e mietendo ulteriore disoccupazione tra tanti giovani che, a causa della demenziale riforma del lavoro, non avranno a gennaio i rinnovi dei contratti a tempo determinato. Nel 2013 manterremo in cassa integrazione i 610 mila disoccupati in più del 2012 + gli esodati + quelli, sicuri, che si moltiplicheranno nei prossimi mesi, perchè gli iimprenditori stanno fuggendo oltre le Alpi. Possa passare un triste Capodanno pure il messia bocconiano, sceso in politica coi “centrini” da tavola (imbandita) e benedetto pure da alcuni porporati prostituiti per 30 denari è più, che invece di capire le logiche leggi della moderna economia monetaria e creditizia saggiamente insegnata da gente del calibro di Krugman, Stiglitz, Kelton ecc., continua ad applicare i principi del moderno “Mein Kampf” dettatogli dalla Culona berlinese. Possano passare un triste capodanno pure quei tanti lacchè, ex portaborse, voltagabbana e pure quelle toghe che approfitteranno delle prossime elezioni politiche per lavorare di meno, raddoppiandosi lo stipendio con un posto in Parlamento. Per rimanere nella attualità, possa passare il miglior capodanno e tutti quelli a venire, la Gran Donna scienziata che ci ha appena lasciati, in punta di piedi e senza clamore. Una quindicina d’anni or sono ebbi il privilegio di stringere la mano alla Professoressa, perché Lei, umilmente, non dimenticava di far visita ad una sua amica (una insegnante in pensione) che era mia vicina di casa. Non ricordo bene le poche parole di circostanza, ma non dimentico la sua elegante pettinatura “ottocentesca” color cenere, quel suo sguardo fisso, quegli occhietti che rispecchiavano la sua profonda intelligenza e cultura. Ebbi l’onore di avvicinarla ed in quel periodo Rita Levi Montalcini lavorava gratis al CNR, in Piazza Aldo Moro, dalla mattina alla sera coi suoi ricercatori precari. Dico g-r-a-t-i-s (e doveva anche pagarsi di tasca sua uno stretto collaboratore ed autista) perché quei cialtroni del governo Prodi non trovarono il modo di rinnovarle un contratto quinquennale di superconsulenza. Lei, però, era innamorata del suo lavoro ed il denaro rappresentava un elemento quasi ininfluente, al punto che, quando l’ultima edizione di un governo Prodi si ritrovò di nuovo nei guai per mancanza di voti di maggioranza, Lei, il premio Nobel nel frattempo diventata Senatrice a Vita, acconsentì a farsi venire a prendere nel Golfo Persico, durante un congresso, con un jet militare per non far mancare il suo voto in aula, ad un governicchio senza maggioranza. Molti ipocriti oggi la piangono, dimenticando che la scorsa primavera Lei rivolse un accorato appello a Monti per non cancellare i fondi per la sua fondazione alla quale è legato il futuro di tanti giovani e bravissimi ricercatori, a mille euro al mese. Ecco, rivolgo i migliori auguri alla piccola-grande Donna per la sua nuova vita luminosissima e senza fine. Ai tanti individui incapaci ed inconcludenti, meschini, opportunisti, poveri di spirito, non intelligenti ed ipocriti, sia riservata la giusta dose di solitudine meritata.
      A Voi tutti, invece, un saluto cordialissimo, con la speranza di un buon 2013!

    4. Michele scrive:

      Caro Jean da Marte…
      la luce “solarizza” la Terra e Marte senza distinzioni.
      Solarizza tutto: un tavolo, delle rovine, tutti e tutto.
      E tutti avranno le rughe o i tarli, tutti dovranno uscir fuori la propria luce con le proprie parole, tutti dovranno votare anche astenendosi.
      Solo pochi, però, sapranno fare i conti con la domanda.
      “Era tutta qui quello che sapevamo fare?”
      O, (rettificando la domanda sull’ultimo post di S.Cori Modigliani): “Cosa non sappiamo di non fare?”

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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