Per provare ad esprimere un voto responsabile e utile è indispensabile capire i meccanismi che regolano i grandi sistemi di potere. Preliminarmente vi dico cosa è oggettivamente inutile: leggere i programmi dei partiti e concentrarsi in dibattiti astrusi che ipotizzano convergenze fra progressisti e moderati al fine di arginare i populismi. Abbandonate il politichese e concentratevi sulla sostanza. Quello che accade oggi in Europa, recessione causata dalle politiche di rigore e austerità, è opera di un manipolo di personaggi influenti che perseguono un identico obiettivo. Fate attenzione, non si tratta di rispolverare un po’ di cospirazionismo da quattro soldi alla David Icke ma di comprendere, sulla base anche di una rapida valutazione storica, che i grandi cambiamenti sono sempre il risultato dell’agire degli uomini. Il fascismo non è nato a caso, l’illuminismo non è stato trovato sotto un pero e neanche il comunismo è stato portato in dono da Babbo Natale. Tutti questi fenomeni sono il risultato di gruppi di uomini che legittimamente perseguivano con determinazione un disegno poi effettivamente impostosi. Chiaro? Il liberismo dogmatico oggi dominante, allo stesso modo, è il risultato della supremazia di un gruppo di uomini che, da posizioni diverse, trova un punto di convergenza necessitato per garantire una logica di sistema che, in buona sostanza, tutela  e protegge tutti quelli che contano per davvero. Ogni organizzazione umana razionale vive, progetta e si espande solo se si dota di una struttura interna funzionale al raggiungimento degli obiettivi indicati come prioritari. In tal modo, chi occupa posizioni di vertice prende decisioni che, a cascata, provocano cambiamenti diffusi e radicali. Chi detiene oggi il potere di indicare le linee guida per l’Europa? I tecnocrati. E quali interessi difendono i tecnocrati? Quelli della grande speculazione internazionale ( guarda caso tutti quelli che occupano posizioni strategiche vantano un passato in  Goldman Sachs, in Moody’s o nella Trilateral commission) che alleva con lungimiranza  professionisti poi mandati a violentare istituzioni pubbliche piegate rispetto agli interessi privati. La massoneria reazionaria rappresenta il punto di formazione e la camera di compensazione di dinamiche così complesse e articolate che vanno tuttavia dominate con mano ferma e invisibile. Quindi, i veri padroni del destino dei popoli europei sono questi tecnocrati alla Draghi e Van Rompuy, selezionati dai grandi potentati finanziari speculativi, artefici di questa malsana globalizzazione, cementati da comuni appartenenze massonico reazionarie. Questi poteri non hanno alcun interesse ad impedire le libere elezioni interne ai Paesi membri dell’eurozona. Troppo rischioso. Preferiscono perciò garantirsi fedeltà dai futuri governanti, scelti formalmente dai popoli sovrani, attraverso l’alternanza di blandizie e minacce. Passiamo al concreto. Tra poco più di un mese si vota in Italia. Il favorito risulta essere Bersani e quindi è certamente partito in maniera sotterranea un corteggiamento da parte degli oligarchi internazionali al fine di controllare le mosse del potenziale futuro premier Bersani. Non a caso il segretario del Pd continua a dire che vuole collaborare con Monti (uomo di riferimento della massoneria reazionaria) anche in futuro e che non intende ridiscutere il Fiscal Compact, ovverosia il principale strumento utilizzato dagli euro schiavisti per rendere operativo e violento il genocidio economico già in atto. Con Hollande hanno fatto la stessa cosa. In un primo momento si erano espressi a favore della riconferma di Sarkozy, personaggio collaudato, fedele ed etero-diretto. Ma una volta eletto Hollande non si sono certo persi d’animo e, d‘emblée , hanno trovato la giusta chiave per rendere il Presidente francese inoffensivo e sostanzialmente servo del progetto neo-oligarchico in atto (avete notato che Hollande non parla più di Eurobond e Fiscal Compact? Chissà come mai…). I boss mafiosi applicano nel meridione d’Italia lo stesso schema da oltre 50 anni: “Cu vinci vinci i ‘cca avi a  passari” (chiunque vinca dovrà poi chiedere a noi il permesso per agire). Lo schema dell’oligarchia tecnocratica europea, su larga scala, è pressoché identico: “Berlusconi o Bersani, Sarkozy o Hollande, la linea politica la decidiamo sempre  noi da Bruxelles”. E poi dicono che il mezzogiorno d’Italia paga il ritardo strutturale dal resto d’Europa. Dite? A me pare invece ben sincronizzato, se non addirittura avanguardia.

    Francesco Maria Toscano

    09/01/2013

    Categorie: Editoriale

    15 Commenti

    1. Balbillus scrive:

      “Ma una volta eletto Hollande non si sono certo persi d’animo e, damblè, hanno trovato la giusta chiave per rendere il Presidente francese inoffensivo”

      Caro Moralista o magari qualche lettore bene informato di questo blog, si potrebbe sapere di più sulla “chiave” che a ridotto a più miti consigli Hollande?

    2. Twin Astir scrive:

      “Non è mai troppo tardi” era il titolo della trasmissione RAi negli anni ’60, per alfabetizzare metà degli italiani, per i quali non è ancora troppo tardi rendersi conto che le elezioni sono una presa per il…(usando un francesismo), ovvero uno scherzo, uno show. Si infila una scheda nell’urna credendo di aver fatto una scelta fondamentale, dimenticando i veri burattinai che muovono i fili. Crediamo di avere il controllo delle scelte politiche, ogni volta che andiamo a votare, litigando col nostro dirimpettaio o collega d’ufficio su chi è il candidato migliore e su chi ha rovinato il Paese. Come una tifoseria di calcio si addita il “cattivo” e si osanna chi ha conservato il virgineo candore: trovare una vergine in politica, si sa, è come cercare una moneta d’oro sui marciapiedi di Calcutta. Per quanto mi riguarda, voterò e cercherò di far votare il primo fesso che sappia parlare di sovranità monetaria, di lavoro ai giovani, di tasse più umane ed intelligenti, per rimettere in moto l’economia ed i consumi simili al dopoguerra per molti italiani poveri, nel ’45 quando molta gente non aveva soldi neanche per acquistare i generi di prima necessità. E state tranquilli che sui dati ufficiali, l’Ista tende ad “indorare la pillola”, perchè la realtà è anche peggiore. Tutto il resto è noia, mortale per i nostri cervelli liberi, con tracce di vita fra i neuroni.

    3. Gianluca scrive:

      In base a quanto detto sopra il pd potrebbe allearsi con Monti.Ho letto in un altro blog che queste elezioni politiche saranno decisive perchè stabiliranno chi avrà il controllo energetico dello stivale. Cosa ne pensa? E’ plausibile che il gov Berlusconi sia caduto per i troppi accordi che Silvio aveva stipulato con Putin e Gheddafi per diverse partnership energetiche? E’ plausibile che lo stesso governo monti sia caduto perchè c’è stato un tentativo di nominare ai vertici di eni finmeccanica… persone sgradite al cremlino? In questa ottica si dovrebbe inserire l’agguato ,avvenuto tempo fa, al numero uno di Ansaldo nucleare, di proprietà di Finmeccanica.

      • Sonny scrive:

        Tesi da approfondire, ma il governo Monti non è caduto, Monti si è dimesso senza essere sfiduciato. Solo scontata strategia elettorale!

        • Gianluca scrive:

          Si, ma re silvio ha staccato la spina. Fatemi sapere

          • Sonny scrive:

            Se abbiamo ancora la parvenza di una Repubblica fondata sulla Costituzione Monti doveva essere sfiduciato dal Parlamento, mai accaduto. Circostanza di una gravità assoluta, dimostrazione che viviamo in una dittatura sostanziale dove tutto viene subito con rassegnazione senza la minima opposizione.

    4. Bruno scrive:

      Per la precisione ….non si scrive damblè ma d’emblée

    5. Cecilia scrive:

      Mi unisco a Babilius nella richiesta di maggiori informazioni riguardo alla chiave che ha aperto Hollande nei confronti dell’oligarchia tecnocratica… Oggi sappiamo anche sulla base di prove che l’enorme potere della mafia italiana è derivato dalle circostanze internazionali successive alla II Guerra Mondiale e dalla complicità di una classe dirigente straordinariamente corrotta. Se così non fosse stato, oggi sarebbe un’organizzazione criminale come un’altra, e non un centro di potere alternativo allo stato. Cosa possiamo pensare e dire – prima di fare – a proposito della piovra tecnocratica di cui parla (in maniera convincente, in verità) il Moralista? Dobbiamo anche noi chinarci e aspettare che passi la piena?

        • Michele scrive:

          Il sito indicato nel link non mi sembra valido per sviscerare il problema (nonostante segua GOD da quando esiste il sito). Sono opinioni autoreferenziali di un gruppo massonico con interessi diversi da quelli dei massoni reazionari ai quali il Moralista si riferisce. Ma il progressismo sedicente dell’altra ala massonica mi ricorda lo stesso gioco che si fa in politica, in cui uno fa il poliziotto buono e l’altro quello cattivo. Sarà il nostro futuro appoggiare movimenti massonici che guidano dall’alto le nostre vite, invece di partiti politici eterodiretti dagli stessi? Si potrà mai pretendere trasparenza nella gestione della democrazia, eliminando i lobbismi e i conflitti di interessi? Ai posteri..

          • Michele scrive:

            P.S. = ovviamente sul discorso specifico di Hollande
            (e su molti altri) sono d’accordo con GOD e con le tesi del Moralista.

            • il Moralista scrive:

              Caro Michele, mi pare che il lavoro di God soddisfi proprio quel desiderio di trasperenza che tu correttamente richiami. Senza la loro opera di demistificazione di alcune ricostruzioni, probabilmente, la consapevolezza della pubblica opinione sulle dinamiche del potere globale sarebbe molto sfuggente. Un caro saluto,

              Francesco

    6. Il Moralizzatore scrive:

      Descrizione impeccabile e condivisa in toto. Peccato che ci sono molti che non se ne rendono conto di quanto sta succedendo, e sono ancora dietro agli “scandali” di Berlusconi…

    7. Nicola scrive:

      Rimango solo un pò perplesso sulla considerazione un pò superficiale sul “cospirazionalismo da 4 soldi alla David Icke”: sicuramente i principi su cui si fondano le teorie di Icke sono molto vasti, spaziano in moltissimi campi, dalla scienza, alla religione, alla politica, all’economia, alla medicina, e quindi il personaggio non credo sia facilmente liquidabile con una frasetta così semplice, vista comunque l’importanza delle sue ricerche di questi ultimi 20 anni sulle vere cause dei problemi del mondo. Si può anche non condividere tutto ciò che sostiene, ed io stesso rimango un pò perplesso su alcune sue teorie, ma in generale la sua idea è la più completa ed esaustiva risposta alla maggior parte dei fatti successi nel mondo nell’ultimo secolo, e forse anche più di uno. In più aggiungo che questo personaggio da 4 soldi ha iniziato prendendosi una marea di insulti, risate e scarsa considerazione generale, quindi senza guadagnare un soldo, ma rischiando pure di perderci la faccia, e con pochissime persone al suo seguito, ma ha piano piano continuato a sostenere la sua idea, e penso che oggi, se le sue teorie fossero infondate, generate da pazzia o da secondi fini, non riempirebbe gli stadi alle sue conferenze/evento che svolge praticamente ogni anno, e 20 anni fa parlava già dei problemi futuri del mondo che si sarebbero prima o poi verificati.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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