Qualcosa lentamente si muove. Rispetto ad un anno fa, quando l’intero circuito informativo  mediatico spiegava senza contradditorio agli italiani quanto sono “trendy” i sacrifici (degli altri, of course), qualcosa è cambiato. Le cause vere che rendono questa costruzione europea dispensatrice maligna di lutti e miserie, escono ora timidamente a galla. Gli aspetti che meritano di essere sviluppati in profondità per cogliere a pieno la sagacia luciferina del progetto oligarchico elaborato dai tecnocrati di stanza a Bruxelles, sono fondamentalmente due: uno di tipo economico, l’altro “meta politico”. Sotto il primo aspetto, la dittatura massonico reazionaria, impersonata dalla sagoma di Mario Draghi, teme il possibile emergere di un paradigma economico in grado di smontare le false credenze che giustificano alla fonte l’applicazione di politiche affamatrici. La riscoperta del pensiero di Keynes, accompagnato magari dalla rapida diffusione di alcune teorie elaborate dalla migliore dottrina statunitense  (leggi Modern Money Theory), può certamente depotenziare alla radice la legittimità di alcune folli scelte di indirizzo. Quando, in concreto, la pubblica opinione avrà chiara la percezione che i “sacrifici indispensabili” rappresentato soltanto un espediente furbesco per selezionare la specie utilizzando la moneta anziché i forni di hitleriana memoria, la reazione del popolo sovrano sarà uguale e contraria rispetto alla gravità del crimine commesso. Il velo di Maya che nasconde l’irrazionalità di alcuni provvedimenti fortemente recessivi è già stato in parte squarciato grazie, soprattutto, alla ritrovata verve del Cavaliere Berlusconi. Premetto: non voglio perdere tempo nell’immaginare l’elemento psicologico, direbbe un giurista, che sottende questa improvvisa svolta comunicativa dell’attempato playboy di Arcore. Non sono un bambino e non faccio fatica ad intuire dinamiche facilmente percepibili. Berlusconi, nello spazio di una settimana, ha prima chiesto a Monti di candidarsi nel suo nome per poi, di fronte al gelo del bocconiano, denunciare tutte le malefatte del governo dei tecnici. Poco male. Il risultato oggettivo determinato dalla rottura di un precedente equilibrio è comunque positivo. Non importa, in estrema sintesi, che Berlusconi creda o no alle cose che dice, importa che alcuni argomenti (prima tabù) entrino finalmente a far parte del dibattito politico (sovranità monetaria, natura del debito, fallimento delle politiche improntate al rigore e alla austerità). Le precisazioni dell’inutile e dannoso Presidente della Commissione Europea Barroso, volte a respingere le gravissime responsabilità della tecnocrazia europea nell’aggravare la crisi (clicca per leggere), palesano l’irritazione di chi sa che alcune frecce hanno colpito il bersaglio giusto. Non meno significative, poi, le dichiarazioni di un importante esponente del Partito popolare europeo (non esattamente il Pkk curdo di Ocalan), il Presidente dell’eurogruppo Junker, che, di fronte al terribile aggravarsi di una gravissima crisi occupazionale, ha proposto di riconoscere un salario minimo garantito a tutti i cittadini dell’Eurozona (clicca per leggere). Un sasso lanciato nelle acque paludose del potere oligarchico continentale impensabile fino a pochi mesi orsono. E’ normale la reazione di alcuni Cerberi come Mario Draghi, schierati a protezione dell’ingresso del Tempio massonico reazionario, che, infastiditi da uscite non in linea con la dittatura occulta dominante, si preoccupano di ristabilire i dogmi dell’ortodossia (clicca per leggere). Così come prevedibili, patetiche e controproducenti risultato essere pure i tentativi  del commissario europeo Olli Rehn al fine di condizionare l’elettorato italiano magnificando le lodi del suo compare Monti (clicca per leggere). Insomma, la consapevolezza dell’economicidio in atto (copyright Barnard), oggettivamente, va diffondendosi. Il secondo pilastro che sorregge il malefico progetto involutivo in atto, quello sopra definito per comodità argomentativa “meta politico”, è ancora (per poco) protetto da una fitta nebbia. Il solo Vendola (e prima, maldestramente, Giorgia Meloni), in maniera estemporanea, ha indicato alcune chiavi interpretative utili a demistificare la falsa “narrazione” adorante che accompagna la figura del Prof. Monti (“ha salvato l’Italia dal baratro!”,  finalmente bollato urbi et orbi come efficiente esecutore di trame massoniche. Per il resto, sotto questo decisivo aspetto, tutto tace. Non rimane che attendere con impazienza l’atteso libro del Maestro Venerabile Gioele Magaldi (“Massoni”, edito da Chiarelettere), leader del movimento di opinione massonico Grande Oriente Democratico, per iniziare a fare luce sulle cause, prime e inconfessabili, che governano politiche apparentemente irrazionali e suicide sul piano economico ma che, probabilmente, acquistano un senso logico e preciso, quanto perverso, se ri-analizzate attraverso le lenti di una più profonda e puntuale conoscenza.

    Francesco Maria Toscano

    11/01/2013

    Categorie: Editoriale

    Un commento

    1. [...] Qualcosa lentamente si muove. Rispetto ad un anno fa, quando l’intero circuito informativo  mediatico spiegava senza contradditorio agli italiani quanto sono “trandy” i sacrifici (degli altri, of course), qualcosa è cambiato. Le cause vere che rendono questa costruzione europea dispensatrice maligna di lutti e miserie, escono ora timidamente a galla. Source: il Moralista [...]

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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