Qualche giorno fa, nel corso della nuova trasmissione condotta da Gad Lerner per la 7, è andato in onda un servizio di serie zeta. Proprio Zeta, guarda caso, è il nome di questo programma di approfondimento politico nato in sostituzione del vecchio e  soporifero talk show l’Infedele.   Per la puntata di esordio, Gad Lerner ha potuto fregiarsi della presenza di un ospite di sicuro spessore, ovvero il prof. Mario Monti. Mentre nel Paese aumenta in maniera rapidissima ed esponenziale la percezione pubblica circa il vero profilo del nostro Premier, oramai pacificamente smascherato quale cavallo di Troia della massoneria reazionaria impegnata ad impoverire e destrutturare la civiltà europea, il potente circuito finanziario, informativo e politico che fiancheggia l’opera del bocconiano in loden tenta disperatamente di costituire alla rinfusa un provvidenziale “cordone sanitario”. Da Vendola a Freccero, da Di Pietro a Tremonti, oramai non passa giorno senza che qualche protagonista della vita pubblica italiana non ammicchi al mondo delle logge  per demistificare le scelte apparentemente tecniche e professorali dell’accademico di Varese. Come vi anticipavo in un articolo scritto in precedenza (clicca per leggere), quando il sistema non riesce più ad impedire la diffusione di notizie temute e scomode, provvede a cavalcarle strumentalmente nel tentativo di neutralizzarle attraverso un’opera di sapiente mistificazione. Nel caso specifico, riguardante i legami di Mario Monti con alcuni mondi paramassonici come la Trilateral o il gruppo Bilderberg, il sistema ha tutto l’interesse a veicolare una immagine bizzarra, ridicola e volutamente esasperata dell’argomento, in modo tale da tacciare di facile e infantile complottismo chiunque dovesse tentare di approfondire un argomento così delicato e importante in maniera onesta, leale, critica e approfondita. Questo, di seguito, è l’articolo pubblicato a firma Alessandro D’Amato per il sito giornalettismo.com che ha ispirato il servizio televisivo della trasmissione di Gad Lerner sotto l’occhio compiaciuto di un rassicurato Mario Monti (clicca per leggere). Avete letto? Bene. Come avrete notato si tratta di una insalata indigesta che mischia suggestioni da web a dichiarazioni circostanziate di chi, come Giulio Tremonti, ha rivestito ruoli di assoluto rilievo. Il lettore disattento o superficiale, pur tuttavia, potrebbe rimanere persuaso circa l’assoluta stravaganza di alcune analisi volte a studiare in profondità la natura degli effettivi rapporti che intercorrono tra Mario Monti ed alcuni network paramassonici internazionali.  “Sono tutte barzellette”, questo il messaggio insito di un pezzo volutamente mistificante come quello scritto dal direttore Alessandro D’Amato. Un pezzo vergato in perfetta malafede, dal momento che i curatori del sito in questione hanno provveduto a censurare un mio commento nel quale li invitavo a trattare l’argomento Monti-massoneria con maggiore serietà, rinviandoli contestualmente alla lettura di un articolo di ben altro spessore pubblicato sul sito di Grande Oriente Democratico (clicca per leggere). In un primo momento Alessandro D’Amato mi invitava, in un italiano fine ma incerto, “a non fare pubblicità alle mie cagate sul loro sito”, per poi convincersi a silenziare completamente la discussione. Naturalmente il pezzo segnalato a D’Amato non era mio ma, dalle parti di Giornalettismo, fanno fatica a capire il senso della parola scritta. Me ne ero già accorto in occasione della pubblicazione sullo stesso portale di un pezzo (anche questo particolarmente sciatto) volto in teoria  ad approfondire la polemica intercorsa tra me e Paolo Barnard in occasione della preparazione dell’evento MMT-Calabria (clicca per leggere). L’autore dell’articolo era riuscito a leggere tutto senza capire nulla. Scriveva infatti nel mezzo del suo prezioso ragionamento tale Mazzetta: “…Barnard alla fine sgancia il testo una mail in inglese, che attribuisce a uno degli economisti, nella quale si dice che i profeti della MMT mai e poi mai possono mescolarsi con personaggi come Scopelliti, a capo della Regione Calabria che partecipa al patrocinio..”. Tutti quelli che hanno letto le carte da astemi, invece, sanno che la vicenda della lettera in inglese era stata  ampiamente superata e , infatti, Barnard fino alla fine aveva tentato di accreditarsi direttamente con gli uffici burocratici della Regione Calabria. E’ chiaro che dalle parti di Giornalettismo lavorano per ridicolizzare (finendo invece per farsi ridere addosso) le intuizioni di tutti quelli che propongono una lettura non ortodossa degli eventi. Ma, a questo punto, la domanda interessante è un’altra: perché lo fanno? Solo per ammazzare il tempo, non avendo molti di loro trovato una occupazione lavorativa seria (d’altronde, si sa, “fare il giornalista è sempre meglio che lavorare” spiegava Luigi Barzini) o c’è di più? Non voglio avanzare ipotesi tanto per farle, ma preferisco limitarmi a mettere insieme alcuni dati certi. L’autore dell’articolo che fustiga il presunto “complottismo da web” in danno del delicato Monti, nonché direttore del sito giornalettismo.com, si chiama Alessandro D’Amato. Dalla rapida lettura della biografia di questo D’Amato scopriamo che si è formato in quella bella fucina di pensiero raccolta intorno alla rivista “Liberal”, opera del genio di Adornato che, al contrario di quello che molti potrebbero pensare, non è un participio ma un seminomade della politica italiana. Già comunista, poi forzista e provvisoriamente montista-centrista, Adornato ha fatto di Liberal l’organo ufficiale dell’Udc. La Fondazione Liberal, per la precisione, nasce nel lontano 1995 grazie alla collaborazione di alcune figure che, a ragione, possono essere considerate il gotha della classe dirigente italiana (clicca per leggere). Nomi prestigiosi, tra i quali spicca quello del Presidente emerito della Consulta Antonio Baldassarre, poi finito al centro di una vicenda giudiziaria per il caso Alitalia riguardante anche il prof. Giancarlo Elia Valori (clicca per leggere), unico nome ritrovato nelle liste della famigerata p2 con a fianco la dicitura “espulso”. In conclusione, il pezzo che avevo provato a segnalare con poca fortuna al direttore Alessandro D’Amato con l’intento, evidentemente poco apprezzato, di permettergli di affrontare l’argomento massoneria con fare meno cialtronesco non era, come già segnalato, opera mia. Se D’Amato avesse avuto l’umiltà e la pazienza di leggerlo, anziché limitarsi a censurare il dialogo in ossequio al principio della libertà di espressione, avrebbe saputo che si trattava di un articolo firmato dalla redazione di Grande Oriente Democratico, movimento di opinione massonico curato da Gioele Magaldi. Lo stesso Magaldi che, quando si dice la combinazione, ricoprì l’incarico di Presidente dell’associazione culturale Pericle Aur che esprimeva come vicepresidente proprio quell’Antonio Baldassarre già protagonista, insieme ad altri, della nascita della fondazione Liberal. Hai visto D’Amato? Il mondo è piccolo e, gira gira, molti nomi si rincorrono sempre. Ma a te ,caro D’Amato, tutto questo chiaramente interessa poco: sei troppo impegnato ad attaccare i Rettiliani che discutono il prestigio dell’incompreso Monti.

    Francesco Maria Toscano

    28/01/2013

    Categorie: Editoriale

    6 Commenti

    1. [...] Qualche giorno fa, nel corso della nuova trasmissione condotta da Gad Lerner per la 7, è andato in onda un servizio di serie zeta. Proprio Zeta, guarda caso, è il nome di questo programma di approfondimento politico nato in sostituzione del vecchio e  soporifero talk show l’Infedele.   Per la puntata Source: il Moralista [...]

    2. ampul scrive:

      non fa una grinza!
      d’altronde giornalettismo fa rima con… pressapochismo!

      ps: invito tutti i moralisti, che non l’avessero ancora fatto, a rileggersi tutti i link puntuali e a ricostruire la vicenda. la malafede del suddetto sito è lapalissiana!

      ciao

    3. [...] di quella specie di sito di informazione che ricade sotto il nome di “giornalettismo” (clicca per leggere). Esperti nell’arte della mistificazione, intenti nel ridicolizzare senza successo le posizioni di [...]

    4. [...] a boicottare velenosamente l’evento calabrese. Esiste una sola versione provata per tabulas (clicca per leggere). Come sanno tutti quelli che hanno letto (e capito) le carte, è stato proprio Barnard a pretendere [...]

    5. [...] speranza in erba cresciuta alla scuola del noto filosofo contemporaneo Ferdinando Adornato (clicca per leggere). Sfortunatamente il buon Ferdinando da Polistena risulta temporaneamente indagato per truffa [...]

    6. me scrive:

      proprio oggi ho commentato un errore ripetuto su 2 articoli del loro sito giornale..(come si chiama)…

      fatto notare una prima volta, ripetuto l’errore una seconda volta, replico all’errore facendogli capire che non si scrive in quel modo, risultato, parole loro:

      [commento modificato per insulti, utonto bannato]

      utonto??? …all’ignoranza non c’è limite!

    Commenta


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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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