Non tutto mi convince della proposta politica di Beppe Grillo, ma devo riconoscere che il Movimento 5 stelle è oggi l’unica forza politica capace di riempire le piazze e toccare le corde dell’emozione. Un’emozione immatura, ingenua, infantile e virtuale quanto vi pare ma, contestualmente, tremendamente forte, visibile, carica e tempestosa. Grillo ha costruito il suo fenomeno politico attraverso la rete, bypassando cioè i normali canali mediatici abituati da tempo a costruire e distruggere artificialmente molte carriere politiche per ragioni di interesse particolare. Il comico genovese ha creato ex nihilo un patchwork efficiente, una specie di sincretismo applicato alla scienza politica, tenuto insieme dal potente mastice del carisma e dell’ironia. Grillo cita  Stiglitz ma demonizza il debito pubblico, denuncia lo svuotamento della democrazia ma pratica un rigidissimo controllo interno al suo Movimento. Alcune contraddizioni sono evidenti ma, d’altronde, sarebbe ingeneroso e puerile credere che una forza così giovane possa presentare già in partenza troppi crismi di saggezza. Cresceranno, miglioreranno, altrimenti, come è giusto, finiranno presto per essere annientati da quella stessa energia collettiva che magicamente hanno risvegliato, riportando migliaia di persone in piazza per ascoltare quei comizi ritenuti eccessivamente démodé dallo stanco teatrino della solita politica politicante. Non sono i comizi di piazza che non funzionano più, sono le vecchie facce che non possono permettersi oltre un contatto con il paese reale senza rischiare di finire travolti da una giustificatissima ondata di pomodori e pernacchie. Grillo è una grandinata violenta che spazza un’afa divenuta oramai soffocante. Il Movimento 5 stelle non è ancora attrezzato per rappresentare un cambiamento duraturo e costruttivo ma, nel deserto complessivo del panorama politico italiano, è già estremamente importante che nelle urne gli italiani facciano capire con chiarezza cosa di sicuro non vogliono più: le grandi intese imposte dalla massoneria reazionaria, le promesse vacue di personaggi politici logori e screditati, le parole vuote di chi, non credendo in nulla, si permette nel tempo di sostenere tutto e il suo esatto contrario. Gli italiani diranno basta. Qualcuno dovrà prendere finalmente atto che una nuova consapevolezza pervade la società italiana, non più disposta a osannare a caro prezzo lo stesso circuito politico, trasversale, oligarchico e provinciale, imbevuto di una insopportabile miscela di banalità e politicamente corretto. Oggi Grillo, sul suo blog, ha scritto un post interessante (clicca per leggere):La finanza internazionale combatte la sua guerra per il predominio, per lo svuotamento delle democrazie e degli Stati. E’ un superorganismo che non rende conto a nessuno, che ha a sua disposizione i media, i politici-camerieri, gli stessi governi. La III Guerra Mondiale non si combatte sul campo di battaglia o con le bombe, ma nelle redazioni dei giornali, nelle televisioni, negli uffici all’ultimo piano delle banche, delle agenzie di rating, delle multinazionali. La notizia non data, la menzogna, il giornalista carismatico, il direttore imposto da poteri finanziari, il sottacere, la demonizzazione delle alternative politiche, la pietrificazione delle idee come se i cambiamenti fossero impossibili, ma soprattutto eversivi, contro un ordine costituito, che, è ormai evidente, si tratta dell’ordine dei cimiteri. La III guerra mondiale è in corso, nessuno l’ha dichiarata, è una guerra silenziosa, insidiosa. L’informazione è la sua arma invincibile, per ora, la menzogna, l’attacco gratuito e vendicativo, la macchina della merda sempre pronta all’uso da parte di servi ben pagati per la loro entusiasta prostituzione, la guerra totale a chiunque si ponga fuori dal Sistema a livello, locale, regionale, mondiale”. Una analisi lucida e condivisibile che individua e denuncia con precisione alcune questioni fondamentali. Proviamo ora a tradurre in esempi concreti l’appassionato j’accuse del duo Grillo-Casaleggio. Ieri il Wall Street Journal, rilanciato in Italia da Dagospia (clicca per leggere), ha pubblicato una notizia devastante riguardante l’attuale capo della Bce Mario Draghi, pilastro essenziale di questa malefica costruzione europea. In gran segreto, infatti, nell’ottobre del 2011, Bankitalia a guida Draghi negoziò un prestito di due miliardi di euro a favore del Monte Paschi. A questo punto, diventa oggettivamente arduo continuare a sostenere che Bankitalia non sapeva nulla  circa le reali condizioni del terzo istituto bancario italiano. Eppure c’è chi riesce  a sostenere tesi che cozzano con la logica, il buon senso e l’ovvietà. La categoria del giornalista servo, evocata nel post di Beppe Grillo, è egregiamente personificata, ad esempio, da elementi come Federico Fubini. Il Corriere della Sera di oggi, disinformando dolosamente la pubblica opinione, nasconde la scomoda notizia scovata dalla stampa internazionale, dando per giunta visibilità alla smentita di Draghi senza prima avere raccontato il fatto. Leggete cosa scrive, senza provare vergogna, un giornalista in livrea come Fubini: “Una giornalista di Reuters ha chiesto a Draghi delle accuse di chi dice che l’allora governatore di Bankitalia spazzò la questione sotto il tappeto per non rovinare le sue possibilità di ascesa al vertice della Bce . Poteva essere l’inizio di un fuoco di fila, ma non lo è stato. Nessun altro ha dato segni di non credere a Draghi. L’opinione internazionale sembra aver deciso che Mps è una questione solo italiana ed è già chiusa per quanta riguarda il presidente della Bce. Ad oggi non c’è un caso Mps che minacci Draghi”. Fubini ha già stabilito che la vicenda è chiusa per la felicità di Giorgio Napolitano e del cuore marcio dell’establishment mediatico finanziario che impunemente devasta le vite di milioni di italiani.

    Francesco Maria Toscano

    8/02/2013

    Categorie: Politica

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    1. [...] Non tutto mi convince della proposta politica di Beppe Grillo, ma devo riconoscere che il Movimento 5 stelle è oggi l’unica forza politica capace di riempire le piazze e toccare le corde dell’emozione. Un’emozione immatura, ingenua, infantile e virtuale quanto vi pare ma, contestualmente, tremendamente forte, visibile, carica e tempestosa. Source: il Moralista [...]

    2. [...] esempio, a parte la solita e molesta presenza di un elemento pessimo del calibro di Federico Fubini (clicca per leggere), campeggiava in prima pagina una analisi di Paul Krugman tradotta da Marzia Porta (clicca per [...]

    3. […] I più forti di stomaco però, quelli cioè già immunizzati al flagello del “fubinismo” (clicca per leggere), potrebbero invece riuscire a completare la lettura del pezzo conservando un discreto stato di […]

    4. […] I più forti di stomaco però, quelli cioè già immunizzati al flagello del “fubinismo” (clicca per leggere), potrebbero invece riuscire a completare la lettura del pezzo conservando un discreto stato di […]

    5. […] naso”; se la posizione del governo dovesse risultare quella chiarita da Gutgled a Federico Fubini (clicca per approfondire), lo scontro con l’Europa assumerebbe i contorni di mero “scontro tra banditi”, lasciandoci […]

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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