Non abbiamo fatto in tempo a goderci la prima relazione da autentico statista del rieletto presidente americano Barack Obama, che già ci siamo dovuti amaramente ricredere. Dopo un primo mandato presidenziale a dir poco scialbo, miope, incolore, incapace e inefficiente (clicca per leggere), il primo presidente nero della storia degli Stati Uniti d’America sembrava finalmente pronto per il grande salto.  Durante un recente discorso tenuto di fronte al Congresso, Obama aveva finalmente abbandonato la vuota retorica che ha contraddistinto i suoi primi anni di governo, per delineare una piattaforma politica strategica, lungimirante e di ampio respiro (clicca per leggere):Rilanciare il sogno americano di libertà, uguaglianza e pari opportunità, dare lavoro con un vigoroso piano di investimenti pubblici e aumentare il salario minimo…”, questo l’incoraggiante incipit dell’intervento presidenziale che esplicita chiare e opportune  influenze neokeynesiane. Ma, forse per il timore di avere pensato dopo tanto tempo una cosa giusta, Obama in meno di 24 ore è tornato ad indossare i panni del grigio parolaio che conoscevamo. In occasione dello sbarco in terra americana del nostro (fortunatamente per poco) Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, la Casa Bianca ha diramato un comunicato che fa ridere molto di più delle ricorrenti e sconce barzellette del cavaliere Berlusconi. Ecco la parte più esilarante della tragicomica analisi alle vongole: “L’ Italia ha fatto grandi progressi con il primo ministro Monti che ha intrapreso riforme ambiziose per rafforzare l’economia e giocato un ruolo decisivo per risolvere la crisi dell’eurozona. Il governo italiano ha intrapreso passi cruciali per affrontare le sue sfide economiche, compreso un forte sforzo per il risanamento del bilancio e riforme strutturali per rafforzare la competitività. Mantenere la spinta sulle riforme sarà importante specialmente per le misure focalizzate su competitività e crescita”. Qualcuno dica al distratto Presidente Obama che, “a furia di riforme per rilanciare la crescita”, l’Italia è sprofondata nella recessione più nera. Per non parlare della condizione pietosa della Grecia, massacrata dalle meravigliose politiche imposte nel Vecchio Continente da Monti e i suoi fratelli. L’èlite schiavista globale continua imperterrita a pensare di poter raggirare ancora per molto i popoli europei continuando a propinare vergognose menzogne per coprire condotte turpi e malevole. Come fa Obama a sposare in patria politiche espansive finalizzate a rilanciare la domanda interna e, contestualmente, dichiarare apprezzamento per le controriforme illiberali e screanzate di chi come Monti vuole violentare la civiltà occidentale aprendo le porte ad un nuovo indecente medioevo? Non coglie, caro Presidente, l’evidente illogicità di due posizioni antitetiche e inconciliabili? O, più cinicamente, ritiene che il popolo italiano, al pari di quello greco, portoghese e spagnolo, non meriti parole di verità e di giustizia? In entrambi i casi si tratta di comportamenti altamente mediocri e fortemente censurabili. Obama si è comportato come uno Schauble (clicca per leggere) qualunque. Può darsi che tali uscite infelici del Presidente Obama siano il risultato dei consigli interessati di qualche cattivo consigliere. L’ambasciatore americano a Roma David Thorne, ad esempio, non passa giorno senza magnificare le meraviglie del montismo al potere. Perché lo fa? Cosa lo spinge a dipingere una realtà che è lontanissima dalla verità fattuale? Misteri che andrebbero rapidamente disvelati. In ogni caso, Obama farebbe bene a scegliere meglio i suoi collaboratori o, in alternativa, sarebbe il caso che studiasse in prima persona le reale incidenza di alcune riforme depressive, sadiche e inutili (tipo quelle avallate in Italia dal fenomeno Monti) sulla carne viva dei popoli mediterranei dell’area euro. A meno che, e il sospetto a questo punto diventa per forza lecito, l’idea di destrutturare definitivamente quel poco che resta dell’apparato produttivo italiano non sia in realtà obiettivo condiviso e mascherato dalle due sponde dell’Atlantico. Come avrete notato, per la gioia di  Monti, è tornato in Italia un clima degno di Mani Pulite. Siccome dal 1992 in poi, con la scusa della corruzione e del risanamento, fu svenduto gran parte del patrimonio italiano per la gioia di advisor come Goldman Sachs e compratori in stile “capitani coraggiosi”, pare che oggi si stia ripentendo quel logoro copione. In Italia restano ancora da spolpare bocconi prelibati come Finmeccanica, Eni e Enel. Le parole d’ordine per depredare gli italiani sono le stesse di allora: “privatizzare per risanare il debito” (che per inciso, nonostante la ricca svendita, è rimasto pressoché immutato), “moralizzare attraverso l’estromissione della politica dall’economia”, “migliorare la competitività zavorrata dall’approccio clientelare dei partiti”. Con queste storielle per bambini, cari italiani, i vari Amato e compagnia vi hanno già abbondantemente fregati in tempi lontani. Ora è cominciato il secondo tempo di quella luciferina partita. Ma, cari miei, se dopo avere avuto venti anni per comprendere le vere finalità delle gloriose privatizzazioni all’italiana, che non hanno portato alcun beneficio alla collettività, siete ancora pronti a farvi raggirare da questi attori farabutti che recitano il solito vecchio copione, allora significa che siete così allocchi da meritarvi le crescenti torture inflitte. Per parafrasare Talleyrand, infine, verrebbe da chiarire che, alla luce dell’esperienza passata, fidarsi oggi delle parole di Obama, Schauble e Monti è peggio che un crimine. E’ un errore.

    Francesco Maria Toscano

    15/02/2013

    Categorie: Esteri, Politica

    5 Commenti

    1. [...] Non abbiamo fatto in tempo a goderci la prima relazione da autentico statista del rieletto presidente americano Barack Obama, che già ci siamo dovuti amaramente ricredere. Dopo un primo mandato presidenziale a dir poco scialbo, miope, incolore, incapace e inefficiente (clicca per leggere), il primo presidente nero della storia degli Source: il Moralista [...]

    2. Balduin scrive:

      “L’ Italia ha fatto grandi progressi con il primo ministro Monti che ha intrapreso riforme ambiziose per rafforzare l’economia e giocato un ruolo decisivo per risolvere la crisi dell’eurozona. Il governo italiano ha intrapreso passi cruciali per affrontare le sue sfide economiche, compreso un forte sforzo per il risanamento del bilancio e riforme strutturali per rafforzare la competitività. Mantenere la spinta sulle riforme sarà importante specialmente per le misure focalizzate su competitività e crescita”
      Ma, queste parole le ha pronunciate il Presidente USA o quello italiano?

    3. Sonny scrive:

      Caro Toscano, Obama non fa altro che gli interessi degli Stati Uniti. Le sue priorità, ora, sono garantire le politiche di austerità in Europa, e soprattutto in Italia per papparsi Finmeccanica ed altri gioielli controllati da Eni, e sostenere la rivalutazione costante dell’euro con conseguente svalutazione del dollaro per favori le esportazioni. L’Italia si trova in una tenaglia che si sta stringendo sempre di più. Perché le banche europee, almeno quelle che hanno anche sede negli stati Uniti, stanno restituendo i soldi presi in prestito dalla BCE? Si stanno finanziando in dollari. Ultima cosa, la Grecia ridotta alla fame, dopo essere stata depredata di tutto, uscirà dall’euro e decreterà conseguentemente, con la sua moneta svalutata, la fine del turismo italiano. La tecnocrazia europea degli “illuminati”, che Dio li fulmini, sta vincendo, anche con la complicità del “riformista” Obama. Il gioco del potere è complicato, ma è chiaro, l’Italia deve essere distrutta!
      Saluti.

    4. Ugo scrive:

      Ma da chi condivide una cultura che ha costruito un’intera nazione strappandola con la forza e l’inganno ai “padroni di casa” e basandola sul lavoro degli schiavi deportati e dei loro discendenti cosa vi aspettate? Il fatto che questo particolare presidente sia nero non cambia di una virgola le cose, perché bianco o nero o rosso o verde un essere umano resta un essere umano, e la sopraffazione è una pratica scritta nella nostra stessa carne, in particolare quando la densità dei concorrenti esaspera la ferocia dei contententi.

    5. [...] promosse dal capo di governo che occasionalmente riceve. Faceva così con Mario Monti prima (clicca per leggere), fa lo stesso oggi con Enrico Letta (clicca per leggere). Nei confronti della Merkel, invece, il [...]

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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