Gli italiani vivono una condizione drammatica destinata a peggiorare ulteriormente. L’alleanza perversa tra potere finanziario, politico e mediatico si è solidificata costituendo di fatto un monolite non scalfibile né modificabile. Questo mostro consociativo è legittimo erede dell’ideologia nazista. Dietro un ossequio formale alle regole della democrazia, compreso un finto rispetto per la libertà di espressione, si nasconde infatti la stessa furia sterminatrice e assassina che caratterizzò l’esperienza hitleriana. Il compito che fu di Mengele è oggi riservato alla famigerata Troika (Bce, Fmi e Ue) che ne ha affinato gli strumenti e ampliato la diffusione su larghissima scala. Così come il crudele scienziato nazista sezionava le sue sventurate vittime operandole da vive senza anestesia, la Troika brutalizza adesso intere nazioni per testarne il grado di sopportazione al dolore prima di ucciderle definitivamente. Sul lettino di Mengele, in questo momento, non urla di dolore un singolo internato ma un popolo intero, quello greco, ridotto alla fame e piegato, costretto ad ammassare i propri morti in capienti celle frigorifero perché sprovvisto perfino del denaro indispensabile per rendere degna sepoltura ai morti, come tristemente testimoniato da un servizio televisivo andato in onda ieri nell’edizione serale del Tg diretto da Enrico Mentana.  Se la Troika svolge con tecniche moderne le stesse mansioni che furono appannaggio di Mengele, il sistema informativo main-stream ricalca brillantemente le orme del luciferino gerarca Goebbels. Ogni crimine, per essere sommo, deve essere vestito con gli abiti candidi della giustizia. Goebbels si premurava di spiegare che gli ebrei andavano sterminati perché usurai e dediti al complotto; gli zingari, i neri e gli slavi perché appartenenti a nuclei razziali inferiori in grado di minacciare la purezza del ceppo germanico. In tal modo la propaganda nazista creava i presupposti culturali utili per giustificare e permettere qualsiasi abominio. Naturalmente si trattava di argomenti falsi e abominevoli ma, non per questo, incapaci di suggestionare le folle. Gli odierni italici nipotini di Goebbels, conduttori delle principali trasmissioni di approfondimento politico e direttori di giornali, assolvono lo stesso compito: giustificano il massacro con argomenti strumentali per garantire i carnefici e colpevolizzare le vittime. Molte volte avrete sentito frasi del tipo “i greci pagano oggi il fatto di avere sperperato in passato”, “la crisi è figlia della corruzione”, “la povertà è il risultato delle mancate riforme strutturali” e  così via. Argomenti destituiti di qualsiasi fondamento razionale che servono, oggi come ieri, a legittimare esecuzioni di massa. Alla luce di queste evidenze, quindi, è inutile che Bersani denunci i pericoli circa una imminente crisi del nostro sistema democratico. Siamo già oggi vittime di un sistema nazista che ci schiaccia e ci governa. Un sistema puntellato sul piano politico istituzionale anche e soprattutto dal partito di Bersani, fra i più entusiastici sostenitori del governo Monti,  personaggio delegato dal quarto reich per la cura degli affari concernenti la penisola italica. Se tutto questo è vero, e finalmente la maggior parte dei cittadini italiani comincia ad aprire gli occhi, è velleitario e stucchevole credere di poter raddrizzare la situazione modificando l’esistente. Il nazifascismo non può essere migliorato dall’interno, va demolito alla radice. Sarebbe stata forse saggia quella politica che, durante il ventennio, avesse tentato per eccesso di realpolitik di favorire nel tempo una trasformazione morbida e moderata del regime fascista, magari favorendo l’ascesa di personaggi come Giovanni Gentile al posto di bifolchi come Benito Mussolini, Italo Balbo e Roberto Farinacci? Non credo proprio. Allo stesso modo, gli amici che confidano oggi di poter contare in prospettiva sul Partito Democratico, nella speranza ( ad oggi aleatoria) che improvvisamente, per opera dello Spirito Santo, tale partito politico si trasformi da forza collaborazionista in avanguardia di resistenza, si illudono grandemente. Di fronte ad una situazione di questa gravità è il caso di immaginare e costruire da subito percorsi completamente innovativi che offrano ex nihilo asilo politico a tutti quegli uomini e quelle donne che non intendono farsi internare senza opporre alcuna resistenza. L’irresistibile consenso che accompagna un movimento coraggioso ma fragile come quello costruito da Beppe Grillo, di fortissima critica nei confronti dell’intero establishment, testimonia la validità della impostazione prospettata. I tempi sono maturi. Se il Movimento Cinque Stelle rischia di diventare la prima forza politica del Paese, anche in virtù dell’esplicita rinuncia a partecipare ai talk show televisivi, oramai pubblicamente smascherati e riconosciuti come strumenti di propaganda di ispirazione nazifascista, significa che gli italiani hanno finalmente cominciato a squarciare il velo putrido che occulta le vergogne del potere contemporaneo.

    Francesco Maria Toscano

    19/02/2013

    Categorie: Editoriale

    11 Commenti

    1. [...] Gli italiani vivono una condizione drammatica destinata a peggiorare ulteriormente. L’alleanza perversa tra potere finanziario, politico e mediatico si è solidificata costituendo di fatto un monolite non scalfibile né modificabile. Questo mostro consociativo è legittimo erede dell’ideologia nazista. Dietro un ossequio formale alle regole della democrazia, compreso un finto rispetto Source: il Moralista [...]

    2. Arianna scrive:

      Bravissimo Francesco! Ottimo articolo.

    3. Cecilia scrive:

      In God We Trust. Come è noto, il significato del motto che si legge sul dollaro americano è “E’ in Dio che crediamo (e solo in lui)”, ma anche “E’ di Dio che ci fidiamo (e solo di lui)”, e dunque “Facciamo credito solo a Dio”.
      Mai come per queste elezioni gli italiani dovrebbero rifletterci bene.
      Complimenti per l’articolo.

    4. Silvio scrive:

      Gentile Moralista,
      ti scrivo per chiederti un parere. Alle elezioni di domenenica sono indecisco sul voto. Probabilmente la mia scelta ricadrà su SEL, nell’auspicio che la coalizione PD-SEL riesca a raggiungere la maggioranza in entrambe le Camere e che, all’interno della coalizione, SEL riesca a raggiungere un peso sufficiente tale da indirizzare il governo verso politiche contrarie a quelle dell’UE, cioè, cercando di formare un fronte comune con Francia e paesi mediterranei, facendo una seria opposizione alla Germania al fine di rinegoziare i meccanismi comunitari. E’ solamente una pia illusione? Sono però preoccupato da quello che potrebbe venir fuori in caso fosse necessario un accordo con Monti, dal momento che non c’è peggior nemico per i progressisti che un governo formalmente progressista ma in sostanza reazionario.
      D’altra parte giudico tutto sommato positivamente il M5S, quanto meno per l’importante ruolo di antitesi che sta giocando, in un’ottica dialettica del rinnovamento politico.
      Quindi, se fossi certo che la coalizione di “centro sinistra” riuscisse a governare senza l’appoggio della lista cinica, il mio voto andrebbe a SEL; alternativamente al M5S.
      Tu cosa dici?

    5. il Moralista scrive:

      Caro Silvio, si ripropone in salsa italiana lo stesso dilemma che accompagnò le elezione francesi. In molti speravano in Hollande convinti che potesse cambiare il corso delle cose, magari rafforzato pure da un buon risultato di Melenchon. Abbiamo visto come è andata a finire. Bersani poi, a differenza di Hollande, ha già detto di non voler rinegoziare il Fiscal Compact, vera camicia di forza che getterà presto nella più nera disperazione l’intero popolo italiano. Quindi, caro Silvio, di cosa parliamo?

    6. alessandro scrive:

      pensavo di non aver compreso bene il senso di questo pezzo (comprensibile dopo una settimana con 39 di febbre…), ma alla luce di un commento di GOD proprio su questo articolo mi sembra che ci ho visto bene. Aspettarsi dal PD che cosa? non ci sarà nessun cambiamento nel PD, io non ci credo! il PD non spiega come realizzare il programma di governo, con quali risorse? con quelle ipotecate col fiscal compact? e tutte le balle sull’Europa, rigore si, ma con più crescita… nessuna distanza presa rispetto alla costruzione europea e alla sua gestione germano-centrica, gli errori dell’euro, ecc. Le votazioni sono fra poche ore! Quali sorprese ci può riservare un partito di mummie che solo a sentirle starnazzare in TV mi viene il vomito. Stamattina ho sentito Colaninno in TV… Dio mio! che giostra! Affinchè il PD cambi deve sparire, toccare il fondo, essere resetato e umiliato da queste elezioni, forse così finalmente capirà che ci ha rotto i cog…. con “un colpo all’incudine e uno al martello”, all’insegna del peggiore cerchiobbottismo. Ho tutto il rispetto per GOD e DPR che sono stati sicuramente fra i più efficaci nello smontare i dogmi neo-liberisti e hanno visibilmente migliorato e arricchito il dibattito politico italiano e della rete con delle posizioni che mi vedono quasi sempre d’accordo, però credo sia illusorio continuare a riporre fiducia sul PD. Cercare di cambiarli dall’interno è onorevole e condivisibile, ma votarli domenica, NO!
      Per quanto riguarda la citazione di Grillo a fine articolo, non ditemi per favore che è l’unica indicazione di voto rimasta. Questo week-end è prevista neve! andiamo tutti a sciare che è meglio

    7. Twin Astir scrive:

      Quindi, si delinea l’ombra di un voto inutile? L’unica certezza è che il 26 febbraio sarà presentato il conto da pagare agli italiani. Per ora, godiamoci questi ultimi giorni di narcosi elettorale, in attesa di vedere se e come Bersani smacchierà il giaguaro, se non sarà lui, invece, ad essere smacchiato da Grillo, visto che i suoi compari non sanno governare neanche una banca, men che meno una compagnia aerea nuovamente fallita.

    8. andrea menon scrive:

      da tempo non leggevo un articolo semplice e chiaro sul tema dei nuovi campi di concentramento in europa. la verita’ e’ sotto gli occhi di tutti, anche se nessuno vuole vederla. grazie di cuore per questa sintesi.

    9. carlo scrive:

      spero solo che in futuro, con la verità che prima o poi verrà a galla, la storia ricorderà questi tecnocrati europei come criminali al pari dei nazisti, perchè quello sono. le loro facce piene di disprezzo, cinismo e superiorità, quasi godono nell’esercizio del loro potere e nelle sofferenze che infliggono. putroppo la faranno franca, la verità è ancora lontana dall’imporsi

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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