Di recente ho presentato una serie di colloqui e autori in una serie di articoli su dell’Ecuador e le risposte politiche dei leader dell’Italia alle sfide della loro nazione.

    http://neweconomicperspectives.org/2012/12/why-is-the-failed-monti-a-technocrat-and-the-successful-correa-a-left-leaning-economist.html

    http://neweconomicperspectives.org/2012/12/note-to-italy-please-send-us-more-saracenos.html

    http://neweconomicperspectives.org/2012/11/ecuador-bank-spreads-taxes-executive-compensation-and-growth.html

    http://neweconomicperspectives.org/?s=craziness+on+three+continents

    Nel fare presentazioni in Spagna, Irlanda ed Italia, le conversazioni più intense che ho avuto sono state con i genitori i cui figli sono emigrati, o prevedevano di emigrare dopo la laurea universitaria, a causa degli alti tassi di disoccupazione in quelle nazioni. I tassi di disoccupazione per la fascia di età 15-24 anni sono a livelli della Grande Depressione per gran parte della periferia europea. L’emigrazione sta privando la periferia della sua dotazione più preziosa – i suoi figli. I giovani adulti che lasciano la periferia sono sproporzionatamente migliori e i più brillanti. Sono più istruiti e più imprenditoriali  rispetto ai loro coetanei.

    Uno dei miei ultimi articoli ha esplorato la questione del perché i media statunitensi trattano il presidente dell’Ecuador Rafael Correa con ostilità, ed il primo ministro dell’Italia, Monti, con il massimo rispetto nonostante la considerazione del fatto che l’Ecuador ha avuto un successo economico e sociale sotto la guida di Correa e l’Italia ha sperimentato errori gravi sotto la leadership di Monti. Correa è un funzionario che è stato eletto e rieletto, ed ha la valutazione di più alta popolarità per un leader delle Americhe. Monti non è stato eletto ed è impopolare tra gli italiani. Correa e Monti sono economisti, con  un dottorato in università degli Stati Uniti, ma Correa è “riuscito” perché capisce l’economia, mentre Monti non è riuscito perché ancora venera una serie di teorie dogmatiche che sono state falsificate decenni fa. I dogmi di Monti hanno una tendenza costante – servono come scusa per la dominazione economica, sociale, e politica da parte dei ricchi a scapito della classe operaia. La visione economica di Correa ha una sovrapposizione coerente con degli insegnamenti sociali cattolici di giustizia. L’economia di Correa ha dimostrato di funzionare nel mondo reale.

    Questo articolo si concentra sulla migrazione, che ha svolto un ruolo fondamentale in questi ultimi tempi per l’Italia e l’Ecuador. Correa ha ereditato una crisi di emigrazione. L’Ecuador ha attraversato una crisi finanziaria dovuta al fallimento delle sue più grandi banche alla fine degli anni ‘90 che ha causato danni catastrofici per l’economia. La crisi ha causato che oltre il 10% degli ecuadoriani emigrasse, soprattutto in Spagna e negli Stati Uniti (gioco a calcio qui, a Kansas City, con tre ecuadoriani, ma le grandi migrazioni erano in origine verso New York e il New Jersey.) Le economie di Spagna e Stati Uniti stavano vivendo la rapida espansione delle bolle immobiliari nella metà degli anni duemila, ma in percentuale del PIL la bolla spagnola si è gonfiata quasi il doppio rispetto alla bolla degli Stati Uniti. L’emigrazione in Spagna dall’Ecuador ha minori ostacoli giuridici in tal modo più ecuadoriani sono andati in Spagna piuttosto che in U.S. Il tasso di emigrazione dell’Ecuador è stato il più alto del Sud America.

    Le bolle immobiliari spagnole, irlandesi, inglesi, e degli Stati Uniti sono tutte andate in fase di stallo nel 2006. Correa è stato eletto presidente alla fine del 2006. Mentre si avvicinava alla leadership nel 2007, molte delle economie che sono tra i partner commerciali più importanti dell’Ecuador stavano rallentando. Dal 2008, gli Stati Uniti e gran parte dell’Europa hanno riconosciuto di essere caduti nella Grande Recessione. Il fatto che queste nazioni stavano cadendo in recessione ha reso meno attraente per gli ecuadoriani emigrare in Spagna e negli Stati Uniti, ma ha anche ridotto le rimesse [trasferimento di moneta dai paesi in cui si migra n.d.t.] e il potenziale delle esportazioni ecuadoriane. Le rimesse sono la seconda fonte più grande di fondi esterni dell’Ecuador (dopo la vendita del petrolio), in tal modo una qualsiasi riduzione delle rimesse rappresenta un pericolo grave per l’economia dell’Ecuador. Spagna e Stati Uniti sono partner commerciali importanti dell’Ecuador, così le loro gravi recessioni erano tali da trascinare l’Ecuador in recessione. L’effetto combinato delle recessioni in Spagna e negli Stati Uniti sulle rimesse e sulle esportazioni era tale da portare ad un aumento della disoccupazione ecuadoriana. L’aumento della disoccupazione avrebbe potuto aumentare l’emigrazione dall’Ecuador.

    Fin dall’inizio della sua presidenza, Correa ha fatto della riduzione della disoccupazione e dell’emigrazione le maggiori priorità. Il compito di Correa è stato reso molto più difficile dal fatto che l’Ecuador non ha una moneta sovrana (e che utilizza il dollaro come moneta). Ciò significa che è stato esposto ai vigilantes obbligazionari e ha avuto una possibilità di gran lunga minore di adottare i programmi di stimolo che avrebbero potuto ridurre la disoccupazione molto più rapidamente. Come economista, Correa era a conoscenza di questi fatti e ha avvertito che l’uso del dollaro come valuta dell’Ecuador avrebbe fortemente limitato le opzioni politiche della nazione. Correa ha avvertito la nazione circa il rischio, ma è un pragmatico piuttosto che un dogmatico, e ha riconosciuto che tornare ad una moneta sovrana non era politicamente fattibile. E’ stato un grande sostenitore della creazione di una Banca del Sud che potrebbe ridurre alcuni dei problemi causati da un uso del dollaro USA all’Ecuador, ma si è reso conto che si trattava di un progetto a lungo termine. Correa si è reso conto che avrebbe avuto bisogno di creare immediatamente la possibilità di espandere i programmi di istruzione e di posti di lavoro. Ha anche riconosciuto che il debito sovrano dell’Ecuador ha aggiunto un vincolo paralizzante alla capacità dell’Ecuador di crescere e di ridurre la disoccupazione e la migrazione attraverso tali programmi.

    Correa ha fatto i tre passi fondamentali per ridurre al minimo questo vincolo del debito sovrano. Ha ripudiato il debito, ne ha poi riacquistato la gran parte con uno sconto di grandi dimensioni, e ha ottenuto un grande prestito dalla Cina. Il prestito ha garantito che l’Ecuador avrebbe continuato ad avere accesso al credito per finanziare gli investimenti facendo aumentare i posti di lavoro, aumentando la mobilità sociale e la stabilità, e riducendo l’emigrazione. Questa soluzione creativa  ha  dimostrato i vantaggi di avere come leader nazionale un economista reale non in balia di dogmi falliti.

    Uno dei programmi che Correa ha prontamente adottato è stato il “Welcome Home Plan” [Piano Bentornati a Casa n.d.t.] per incoraggiare gli emigranti a tornare in Ecuador. Il programma si è  dimostrato tempestivo a causa della crisi spagnola e degli Stati Uniti. L’innovativo programma di aiuti per i rimpatriati nell’avviare attività produttive in Ecuador, sta riducendo ulteriormente la disoccupazione. Anche il “simbolismo” nel fare del programma una priorità nazionale è stato molto utile. L’Ecuador ha anche adottato, con Correa, riforme che rendono molto più facile emigrare in Ecuador.

    Il compito di Correa nel ridurre la disoccupazione e l’emigrazione era abbastanza difficile date tutte queste difficoltà, e il destino ha contribuito a rendere il compito ancora più difficile. Le continue violenze in Colombia hanno portato ad una forte emigrazione in Ecuador. I numeri ufficiali sono grandi, ma le stime non ufficiali della maggior parte degli esperti collocano il numero di profughi o emigrati a 200.000-300.000. Questo è un peso incredibile per una nazione come l’Ecuador e la parte settentrionale dell’Ecuador, in cui si stabiliscono i colombiani, che è la parte dello Stato economicamente meno sviluppata. Questo rende il successo dell’Ecuador nell’evitare la recessione e nel  ridurre la disoccupazione giovanile e l’emigrazione ancora più impressionante.

    Il dato più recente che ho trovato per la disoccupazione nel 2012 è stato del 4,6%. Il dato più recente per la disoccupazione della fascia di età tra 15-24 anni parte dal 2009, quando era pari al 14,1%. Nel 2009, il tasso di disoccupazione complessivo è stato del 7,3%, per cui è probabile che la disoccupazione di questa fascia tra i 15-24 anni sia caduta materialmente. Si tratta di risultati notevoli, ma è sorprendente che una nazione che era sinonimo di grave emigrazione abbia raggiunto un saldo negativo nell’emigrazione non più tardi 2009 (non ho i dati di quando il tasso per la prima volta è diventato  negativo) e lo ha mantenuto per diversi anni. Ciò significa che più persone si muovono verso l’Ecuador piuttosto che lasciarlo. L’Ecuador raggiunge oggi uno spettacolare 137° posto rispetto ad altre nazioni in questa categoria. [La mia fonte per i dati di migrazione è il CIA World Factbook -. Una deliziosa ironia dato il giudizio negativo da parte della CIA su Correa].

    Tasso di migrazione netto – [Net   migration rate n.d.t.]: -0,39 migranti/1.000 abitanti (stime 2012).

    Comparazione del paese col mondo: 137

    http://cia-world-factbook.realclearworld.com/q/64/8049/What-is-was-the-2009-unemployment-rate-in-Ecuador

    Il contrasto con i risultati di Monti in Italia.

    Anche il primo ministro Monti ha ereditato una serie di crisi. L’Italia è stata colpita da una crisi acuta  del debito e da una grave disoccupazione generale, gli alti livelli di disoccupazione tra quelli di età compresa tra 15-24, e una montante emigrazione dei migliori d’Italia e dei più brillanti. L’Italia ha perso la sua moneta sovrana da quanto ha adottato l’euro. Lo spazio politico di azione per Monti è stato eliminato dal suo abbraccio a dogmi falliti da molto, in particolare l’austerità. I risultati del programma di austerità di Monti (dettata da Berlino) sono stati disastrosi. I miei colleghi Randy Wray e Stephanie Kelton ed il Presidente Correa avevano previsto i risultati.

    Con Monti, la disoccupazione è salito a più del doppio del tasso di disoccupazione in Ecuador e per la fascia tra i 15-24 anni ha raggiunto livelli catastrofici (oltre il 36%).

    L’Irlanda è infame per la sua emigrazione, in particolare dei suoi neolaureati. Lo scherzo in Irlanda è triste: “l’export dell’Irlanda è l’esportazione di irlandesi.” Il suo tasso migratorio netto è alto.

    Tasso di migrazione netto – [Net   migration rate n.d.t.]: 1.69 migranti/1.000 abitanti (stime 2012)

    Comparazione del paese col mondo: 43

    Il saldo migratorio dell’Irlanda è così grande che costituisce una minaccia fondamentale per il futuro della nazione. L’affermazione più inquietante che ho sentito è stata di un ministro del governo irlandese, che era seduto accanto a me in una “tavola” per un’intervista radiofonica. Si stava discutendo la sua iniziativa per migliorare le telecomunicazioni in modo che i genitori irlandesi fossero in grado di avere più facilmente le conversazioni video Skype con i loro figli e nipoti dopo la loro emigrazione.  Questo riassume gli effetti fulminanti dei dogmi in economia. Il governo irlandese è forzato a rispettare le misure auto-distruttive di austerità richieste da Berlino, anche se sanno che costeranno  la perdita di molti dei loro bambini più istruiti. La loro risposta è quella di sovvenzionare le imprese, non le persone, in modo che sarà più facile vedere l’immagine di vostro nipote che vive a 1500 chilometri di distanza che vederlo raramente di persona. L’aspetto più inquietante è che il ministro era cieco davanti alla follia della sua “soluzione” al problema di una austerità che porta i bambini irlandesi più istruiti lontano dall’Irlanda.

    Le terribili condizioni causate dall’emigrazione irlandese aiutano a mettere in prospettiva il livello di migrazione che Italia ha raggiunto sotto la guida di Monti.

    Tasso di migrazione netto – [Net   migration rate n.d.t.] 4.67 migranti/1.000 abitanti (stime 2012)

    Comparazione del paese col mondo: 22

    Con Monti, in Italia la perdita dei migliori e più brillanti è cresciuta al punto in cui è ben più di due volte maggiore dell’orribile tasso di migrazione dell’Irlanda. L’Italia ha ora uno dei problemi più gravi di migrazione rispetto a qualsiasi altra nazione del mondo ad alto reddito.

    Conclusioni.

    I successi di Correa nell’evitare la recessione, nella riduzione della disoccupazione e della povertà, e allo stesso tempo per assicurare la stabilità politica ed il grande sostegno pubblico per le sue politiche sono ben noti in Ecuador, ma poco conosciuti a causa dell’ostilità generale del governo degli Stati Uniti e dei media degli Stati Uniti. La cosa di Correa che in maggior parte li sconvolge è il suo successo. E’ facile accomiatare un fallimento, ma non hanno ancora alcuna risposta sostanziale al suo successo. I loro dogmi sono falliti e la sua politica è riuscita – e non lo perdoneranno mai per aver dimostrato che si sbagliavano.

    Il successo più impressionante Correa, tuttavia, può essere la notevole svolta nella migrazione dall’Ecuador. Lui ha fornito gli ecuadoriani di tutte le classi di un “aumento della speranza” per la loro nazione, le loro famiglie, il loro lavoro e le prospettive sociali cosicché credono in maniera schiacciante nel futuro dell’Ecuador. Stanno dimostrando fede attraverso quelle che gli economisti chiamano “preferenze rivelate” – hanno scelto di vivere in Ecuador. Non c’è complimento più sincero che le persone sono in grado di fornire alla propria nazione, ai concittadini, e ai loro leader eletti.

    William K. Black

    Traduzione a cura di Luca Pezzotta

     

    Categorie: Esteri

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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