Per Grillo, novello don Rodrigo, il governo Bersani non s’ha da fare. Di più, il comico alza la posta chiedendo al presidente della Repubblica l’incarico di governo, in alternativa la presidenza della vigilanza Rai e del Copasir. Come tutti i partiti, tanto criticati, il Movimento 5 Stelle si è messo in fila a mercanteggiare, ad elemosinare poltrone con il cappello in mano. Forse Napolitano avrà tirato un sospiro di sollievo, il mostro che lo sbeffeggiava con l’appellativo di “Morfeo”, oggi definito da Crimi un po’ più sveglio del solito, non è poi così diverso dai tanti politicanti della prima e della seconda repubblica. Come il re degli Unni cantato da Venditti, Grillo, forse per ignoranza o per sfortuna, ha perso il treno per la luna. Ormai è chiaro il tentativo di ricatto fatto dall’ex comico genovese per tornare alle urne forte del consenso nei sondaggi. Alla fine prevale l’interesse di partito sull’interesse nazionale. Sembra importare poco a Grillo della situazione di crisi, della disoccupazione crescente. Tanto lui ed i grillini un lavoro ce l’hanno e finita la parentesi politica torneranno ai loro impieghi di ingegneri, avvocati, insegnanti, architetti, naturalmente salvo ripensamenti. Dei 163 neoeletti grillini 9 sono disoccupati, 9 foglie di fico… In una vera trattativa con il PD e SEL il Movimento 5 Stelle avrebbe potuto mettere sul tavolo: il tema del diritto al lavoro, la proposta del reddito di cittadinanza, il blocco dei cantieri dell’alta velocità, la riduzione delle spese militari. Macché, loro pensano solo alla Casta, alle auto blu e alla corte dei commessi del Quirinale per arrivare alla pancia della gente più arrabbiata con la politica. Ma le persone sono stanche soprattutto di vedere una politica immobile, che non decide. Stendiamo invece un velo pietoso sulla proposta di un referendum per uscire dall’euro. Purtroppo in Italia, come scriveva in una breve composizione di fine ‘800 il poeta scapigliato Antonio Ghislanzoni: “Di tutto parla / e nulla sa… / al Parlamento / trionferà. Grillo ha trionfato nel voto ma pare non avere voglia di governare. Probabilmente, come il personaggio di Forrest Gump, dopo la lunga corsa si direbbe un po’ stanchino ed abbandonerebbe tutti, persino se gli dessero il mandato di formare un governo. Dall’altra parte Bersani deve crederci. Sarebbe un errore farsi brandire dal “buonismo”, dalla generosità dei “passi indietro” o  “laterali”.Continui piuttosto con il metodo che ha portato Pietro Grasso e Laura Boldrini alla Presidenza delle Camere. Chieda al Presidente Napolitano il mandato per formare un governo e proponga al Parlamento una squadra di alto profilo per il cambiamento. Non ci sono altre soluzioni. Nessuno, tranne i poteri forti, auspica un governissimo con Berlusconi o un ritorno dei tecnici. Il potere, ha detto bene Papa Francesco, serve per fare del bene agli altri e non per servirsene. Aria nuova soffia di là dal Tevere, speriamo raggiunga anche la sponda della politica italiana.

    Emanuele Bellato

    21/03/2013

    Categorie: Politica

    5 Commenti

    1. sara scrive:

      pfui. 1) reditto di cittadinanza: che cazzata. qua nemmeno sappiamo distinguere tra quello che è un diritto (il lavoro) e le pagnotte regalate (e poi da chi, come? facciamo che quelli che lavorano mantengono anche tutti gli altri? geniale!)

      2) papa francesco uh uh un papa buono per i poveri, peccato che per affondare la teologia della liberazione due gesuiti torturati per mesi non fossero un problema.

    2. Emanuele B. scrive:

      1) Il reddito di cittadinanza è una proposta del M5S. Io ho sottolineato le proposte a cui i grillini tengono particolarmente. Comunque la tutela di chi momentaneamente non ha un lavoro non è regalare la pagnotta, soprattutto se unito a politiche per favorire un rapido re-inserimento nel mondo lavorativo.

      2) Leonardo Boff, importante esponente della Teologia della Liberazione si dice incoraggiato dall’elezione di Bergoglio a Pontefice. Hans Kung critico con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI definisce l’elezione di Papa Francesco “la scelta migliore”. Adolfo Maria Pérez Esquivel, premio Nobel per la Pace, simbolo della lotta contro la dittatura in Argentina ha definito false le accuse contro Bergoglio quando era provinciale dei Gesuiti.

      Grazie per la tua opinione!

    3. Giordano scrive:

      Probabilmente Esquivel non ha letto i documenti ufficiali della dittatura,riportati nel libro di Horacio Verbitsky o il libro di uno dei due gesuiti,Padre Jalics.
      Sperare poi che il governo Bersani possa salvare la situazione o,almeno,invertire la tendenza su lavoro,economia e gestione della res publica,è come sperare che lo scemo del paese vinca il Nobel.
      Io capisco che tra declino europeo,disastro sociale,politico,eeconomico,culturale e ambientale occidentali si voglia fortemente credere ad un Papa mediaticamente scaltro e ostentatamente umile;così come capisco che si voglia credere alla ritrovata stima.ed amore per il Paese da parte di uno dei peggiori centro-sinistra di.sempre,ma la nostra voglia di riscatto non può esimersi dal restare vigili e logici:quanto da lei auspicato sono solo illusioni.Tremende illusioni.
      Per quanto concerne ‘la voglia di occupare cadreghe’ da parte di Grillo,non credo che le intenzioni siano quelle:pur non nutrono particolare stima per il comico e per i suoi acritici seguaci,sono convinto che le loro proposte a Napolitano,siano da ascrivere alla loro voglia di portare avanti quel progetto di pulizia e controllo sulle spese pubbliche che fin dalla nascita del movimento (e dei meetup) auspicano. Che poi non siano questi i problemi principali del nostro Paese sono più che d’accordo.

    4. Emanuele B. scrive:

      Grazie Giordano per il tuo commento. Non farei del libro di Horacio Verbitsky un nuovo Vangelo. Mi sembra dogmatico trattare questo testo come un libro sacro. Essenso un appassionato di storia l’avevo letto con interesse anni fa, ma ora lo sento citare da persone che nemmeno l’hanno letto (naturalmente non mi riferisco a te). Sul centrosinistra non dimentico e non giustifico gli errori passati, però gli otto punti di governo lanciati da Bersani non mi sembrano malvagi. La politica non deve essere “vendetta”. Colgo l’occasione per ringraziare “Il Moralista” che ospita tutte le opinioni. Cordialmente, Emanuele

    5. [...] articolo firmato dall’ottimo Emanuele Bellato, mi ha impressionato molto meno favorevolmente (clicca per leggere). Bellato riprendeva in termini non apologetici la proposta di Grillo riguardante il reddito di [...]

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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