In Italia, il ruolo svolto dalla massoneria nel plasmare la modernità viene spesso completamente taciuto o, nella migliore delle ipotesi, raccontato in maniera complottistica, strumentale e fuorviante. L’imminente uscita del libro “Massoni”, scritto da Gioele Magaldi per Chiarelettere editore, consentirà a tanti cittadini, italiani e non, di demistificare i troppi falsi miti che circondano il mondo delle logge. I gruppi umani che si occupano (male) di massoneria si dividono fondamentalmente in due macrocategorie: la prima è composta da quelli che ignorano per intero la storia e, conseguentemente, sono abituati a pensare alla massoneria in termini innocui, allegorici, quasi folkloristici; la seconda schiera invece, decisamente meno numerosa, è popolata da quelli che vedono complotti dappertutto e che immaginano la massoneria alla stregua di un monolite granitico e non scalfibile dominato da rettiliani e santoni vari. La pubblica opinione italiana, specie grazie alle imprese della P2, tende ad attribuire alla massoneria una funzione fondamentalmente negativa e affaristica, quando non golpista, antidemocratica e addirittura criminale. I nostri grandi gruppi editoriali, spesso di proprietà di massoni influenti, parlano raramente di massoneria. E quando lo fanno si lasciano guidare da pulsioni strumentali e dal respiro cortissimo. Prendiamo ad esempio lo “scoop” strillato da Panorama ( di proprietà della famiglia Berlusconi) nel suo ultimo numero. “Il Burattinaio”, titola il settimanale diretto da Giorgio Mulè riferendosi a GianRoberto Casaleggio, eccentrico personaggio di riferimento per tanti grillini rampanti. Casaleggio è un massone? Casaleggio persegue un diabolico piano destinato a realizzare un nuovo ordine mondiale? E’ nelle mani degli americani? Vuole annientare tutte le religioni? A tutti questi interrogativi da thriller di serie zeta prova a rispondere l’inchiesta (si fa per dire) dei giornalisti (si fa sempre per dire) Giacomo Amadori e Gianluca Ferraris. Giacomo Amadori è notoriamente un giornalista spericolato, che ha già patteggiato un anno di reclusione per accesso abusivo a sistema informatico (clicca per leggere). Tra le persone “attenzionate” in passato da Amadori, probabilmente solo omonimo del famoso  re dei polli, risultava pure il giudice Raimondo Mesiano, togato particolarmente inviso a Berlusconi Silvio per avere condannato la Fininvest a risarcire la Cir di De Benedetti per la modica cifra di 750 milioni di euro nella vertenza lodo Mondadori. Lo stesso Mesiano era stato inoltre dileggiato per mezzo di un servizio andato in onda sulle reti di proprietà del Biscione tendente a dimostrare la presunta stravaganza della vittima designata che, colpevolmente, indossava finanche calzini celesti (clicca per guardare). La recente inchiesta di Amadori e Ferraris su Casaleggio, quindi, si pone  su un piano di sostanziale continuità con i metodi informativi già utilizzati per “sistemare” il giudice Mesiano: dossier raccogliticci che non aggiungono nulla di significativo ma si limitano a screditare ulteriormente (sotto lo zero è comunque difficile andare) gli sgraziati estensori del “clamoroso sgub” (per dirla alla Biscardi). Ma quali sono questi grandi segreti che, squarciando il provvidenziale velo di Maya, mostrano finalmente il vero volto del Casaleggio “esoterizzante” che immagina un futuro governo mondiale ? Eccoli, fatevi due risate. “ La profezia di Casaleggio di un futuro senza religioni in cui l’uomo è Dio fa immaginare un approccio umanistico, sebbene qualcuno in rete individui nelle sue teorie chiari riferimenti massonici o esoterici”. Per dare a tale sottile interpretazione i crismi dell’ufficialità autorevole, Amadori e Ferraris hanno pensato bene di scomodare nientemeno che Giuliano Di Bernardo, già gran maestro del Grande Oriente d’Italia fuggito ai tempi della suggestiva inchiesta sulla massoneria condotta da Agostino Cordova per fondare la Gran loggia regolare, abbandonata anch’essa nel 2002 al fine di dare vita alla indispensabile Accademia degli Illuminati, circolo certamente tra i più selettivi ed elitari che la storia ricordi. Ascoltiamo ora in religioso silenzio il verbo proferito dal venerabile maestro: “Non mi risulta che Casaleggio sia massone”, attacca Di Bernardo, “la sua ideologia è sicuramente più vicina a quella degli illuminati di Baviera…”. Quindi il grande guru che manovra i pentastellati non potrebbe vantare neppure l’aurorale grado massonico di apprendista ma, ecco il sottile distinguo operato da Di Bernardo, in quanto Illuminato sarebbe comunque da prendere molto sul serio: “I massoni vogliono migliorare il mondo così com’è, gli Illuminati puntano a ripensarlo rispetto alle future condizioni; in più gli Illuminati considerano la democrazia una forma di degenerazione del potere che va superata come hanno già postulato Platone e Aristotele. Il credo contenuto nel video della Casaleggio Associati va proprio in questa direzione…” (clicca per guardare). In sintesi: Casaleggio non è massone ma secondo Di Bernardo possiede una ideologia simile a quella degli illuminati che, a loro volta, avidi lettori di Platone e Aristotele, considerano la democrazia alla stregua di un vecchio arnese. Eccovi perciò servito il perfetto sillogismo (naturalmente aristotelico) sfornato dalla strana coppia Di Bernardo-Amadori. A) Casaleggio è un illuminato;B) gli illuminati sono antidemocratici;C) ergo Casaleggio è antidemocratico. Ma che menti sopraffine! Passando poi allo studio del contesto internazionale caro a Casaleggio, i giornalisti di Panorama ricordano correttamente l’amicizia e gli affari che legano il guru riccioluto al businessman Enrico Sassoon, figura di spicco che avrebbe legami con i potentissimi Rothschild e perfino con la corona inglese. Ma anche in questo caso Panorama non può vantare nessuno scoop. Il sito di Grande Oriente Democratico ha svelato molti mesi orsono la cifra di “personaggi in odore di muffa massonica ed esoterica di stile New Age come Casaleggio e Sassoon” (clicca per leggere). La grande inchiesta di Panorama, a ben vedere, si riduce quindi ad una elucubrazione di Di Bernardo affiancata da una notizia rimasticata, il tutto condito da curiosità sulla sobrietà della Casaleggio family degne di un settimanale diretto da Alfonso Signorini. Ingannato dall’inutilmente eccitato lancio di copertina, ho buttato tre euro per leggere un po’ di gossip da quattro soldi. In conclusione, è veramente deprimente constatare come in Italia un argomento serio come la massoneria venga sempre evocato come una specie di fenomeno da baraccone. Fantasma da brandire per screditare nemici veri o presunti. Se i giornalisti italiani conservassero un minimo di deontologia professionale tratterebbero un argomento così delicato in maniera molto diversa. Fa specie infine constatare come alcuni organi di informazione, posseduti da noti massoni, utilizzino il tema in chiave esclusivamente scandalistica. Panorama, ad esempio, è di proprietà di Silvio Berlusconi, già tessera n. 1816 della loggia Propaganda 2 del Venerabile Gelli, passata alla storia per imprese non proprio edificanti. Dai rapporti con il regime argentino di Videla e del piduista Massera alle tante cointeressenze che hanno indissolubilmente legato il nome della P2 ad uno dei periodi più bui della nostra democrazia, volendo, Amadori e Ferraris potrebbero trovarne molti di spunti utili per approfondire il background massonico del proprietario del settimanale per cui scrivono. Lo stesso dicasi per il gruppo Repubblica-L’Espresso dell’ing. Carlo De Benedetti, intraneo al Grande Oriente d’ Italia dal 1975 (fino al 1982), anno in cui fu nominato presidente regionale degli industriali del Piemonte, carica che per antica tradizione è ritualmente appannaggio della massoneria. E’ ora di cambiare paradigma, di mandare in soffitta quel vecchio, anacronistico e omertoso modo di raccontare la massoneria. Un modello insano che nei fatti contribuisce a fomentare una immagine pubblica deformata e negativa sull’intero mondo latomistico italiano. Ma se proprio, cari giornalisti, non volete o potete abbandonare un approccio strumentale e sensazionalistico, beh, perlomeno, prima di guardare molto lontano, ognuno di voi farebbe bene ad osservare le mura domestiche. Ognuno, insomma, si guardi prioritariamente la massoneria sua.

    Francesco Maria Toscano

    1/04/2013

    Categorie: Attualità, Società

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    1. [...] per Chiarelettere editore, consentirà a tanti cittadini, italiani e non, di demistificare i troppi …read more Source: il [...]

    2. [...] dal 1975 (anno in cui fu nominato presidente regionale degli industriali del Piemonte) fino al 1982 (clicca per leggere). All’estremo opposto del complottista professionale si colloca poi lo svampito semi-cognitivo, [...]

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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