La tensione sociale è destinata a crescere. Il governo Letta proseguirà sul solco tracciato da Monti al fine di completare un processo storico che intende restaurare una equilibrio sociale prebellico. Il Sistema non fa nulla a caso e utilizza con sapienza alcuni eventi, siano essi genuini o artefatti, per accelerare quel processo di destabilizzazione che ha pianificato da tempo. Gli architetti che sovraintendono la realizzazione di questo diabolico progetto, secondo soltanto al desiderio hitleriano di cancellare gli ebrei dalla faccia della terra,  sanno perfettamente che la crescita indotta di sacche di miseria produrrà inerzialmente un aumento considerevole di suicidi e atti violenti e inconsulti. Sanno e approvano. Una democrazia liberale, infatti, non può resistere a lungo in presenza di tensioni sociali costanti che alterano il comune sentire generando ondate endemiche di paura e panico. Non è facile conciliare il mantenimento di un modello che si fonda sulla sovranità del popolo con il tentativo (già in fase avanzata) di schiavizzare intere generazioni e classi sociali. Questa ambiguità, persistendo il suffragio universale e la libertà di espressione, prima o poi dovrà essere affrontata con piglio risolutivo. Il nuovo ordine sociale europeo, ricalcato secondo modelli ottocenteschi, prevede finalisticamente la stratificazione di due principali gruppi umani: il primo, esclusivo e minoritario, composto perlopiù da una élite dello spirito che domina i processi finanziari trans-nazionali privatizzando contestualmente i diversi Stati nazionali oramai divenuti simili ad un guscio vuoto; il secondo, maggioritario, destrutturato e sconvolto, comprendente un numero crescente di plebei oramai abituati a ragionare soltanto in termini di sopravvivenza personale. Non è possibile cristallizzare una nuova siffatta realtà senza alterare la basi che hanno fino ad oggi fondato il nostro vivere civile. Non è possibile, cioè, ultimare la preparazione di questa pietanza indigesta senza aumentare il livello di repressione violenta. Noi italiani abbiamo un vantaggio: non dobbiamo immaginare il futuro perché ciò che accadrà è già davanti ai nostri occhi.  La Grecia, cavia al pari dell’Italia, viaggia con qualche anno di anticipo sui binari della storia. Volgere lo sguardo verso la Patria di Platone equivale oggi per gli italiani ad affrontare uno scientifico viaggio nel futuro. La polizia greca, spesso infiltrata da neonazisti che simpatizzano per il movimento Alba Dorata, sta riscoprendo sistemi degni del vecchio regime dei colonnelli, mentre l’opposizione di sinistra viene strumentalmente accusata di fomentare un clima d’odio che impone misure straordinarie per garantire il mantenimento dell’ordine. Un film già visto e rivisto. Tutto procede secondo i calcoli. Ieri un disoccupato calabrese ha compiuto un gesto folle sparando contro due carabinieri innocenti verso i quali esprimo massima solidarietà e sincero cordoglio. Questa tragedia, specchio della malvagità dei nostri tempi, è  già  stata utilizzata da alcuni inguaribili fascisti che sognano a cielo aperto il ritorno della strategia della tensione. La criminalizzazione feroce del dissenso rappresenta, all’interno di questo schema, un passaggio successivo pressoché scontato. Il Sistema, per perpetuare se stesso, deve trovare il modo di convogliare la crescente rabbia popolare verso bersagli irrazionali. Per tenersi al riparo dalla furia scomposta di cittadini disperati e sospinti sul viale della pazzia, il Sistema promuoverà progressivamente lo scoppio di guerre fra poveri: commercianti contro lavoratori dipendenti, manifestanti contro forze dell’ordine e così via. Niente di più che la solita riproposizione del vecchio motto romano divide et impera.

    Francesco Maria Toscano

    29/04/2013

    Categorie: Editoriale

    2 Commenti

    1. mimmo cipri scrive:

      quale soluzione ?

    2. Giangi scrive:

      salve,visto che è palese che ormai siamo in pasto alla massoneria anglo-americana che fine ha fatto quella che nel dopoguerra ha permesso di adottaree un sistema e una costituzione impregnate di socialismo che garantivano sanità, istruzione pubbliche e di ottima qualità, la tv di stato offriva un servizio sicuramente migliore di oggi in quanto a programmazione, l’eni era in grado di competere con le sette sorelle ecc ecc

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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