Dopo il calabrese Barbanti (clicca per leggere), un altro deputato meridionale del Movimento 5 Stelle, Carlo Sibilia, ha  nobilitato la sua presenza in Parlamento affrontando in aula temi di oggettivo interesse e fondata rilevanza (clicca per ascoltare). Pur con tutti i suoi limiti e le sue contraddizioni, a Beppe Grillo va certamente riconosciuto il merito di avere permesso l’ingresso all’interno delle istituzioni di alcuni uomini liberi che, in quanto tali, possono permettersi di sviluppare temi e argomenti preclusi agli altri. Le forze tradizionali che sostengono il governo Letta, corrotte dalla tecnocrazia europea, tentano quotidianamente di aizzare tormentoni in grado di allontanare l’attenzione della pubblica opinione dai veri problemi che condannano l’Italia e l’Europa ad un futuro di stenti e disperazione. Agevolati dai principali media, spesso direttamente controllati da uomini che traggono personale beneficio dal progressivo svuotamento della nostra civiltà, i partiti di sistema ignorano la realtà fattuale. Alcuni grillini, fortunatamente, hanno spezzato questo disgustoso trionfo del pensiero unico conformista introducendo elementi di apprezzabile novità nell’asfittico e grigio dibattito politico italiano. Sibilia, ad esempio, si è limitato a dire alcune macroscopiche ovvietà che, regnando il più totale ossequio verso l’ortodossia di regime, appaiono addirittura sconvolgenti e rivoluzionarie. La mancanza di legittimità democratica in capo alle principale istituzioni comunitarie guidate da illustri sconosciuti nominati secondo criteri opachi ed esoterici (vedi Van Rompuy); l’impossibilità di non riconoscere tutti i limiti di una costruzione monetaria fallimentare che, come avevano ampiamente previsto alcuni fra i migliori economisti al mondo, mostra incongruenze e illogicità tali da renderne auspicabile il totale, immediato e rovinoso fallimento; il ruolo, infine, svolto da alcune società paramassoniche come il Bilderberg, notorio braccio armato di una massoneria elitaria che ipocritamente si serve di tali consessi per intervenire pesantemente nelle dinamiche di potere del mondo cosiddetto “profano”— questi i temi affrontati da Sibilia—rappresentano criticità avvertite come non più eludibili da gran parte dell’elettorato italiano ed europeo. I media, guardiani di questo sistema sanguinario e schiavizzante, tentano quotidianamente di indirizzare la rabbia popolare verso bersagli di comodo. I politicanti straccioni, ignoranti e rubagalline che ricoprono a vari livelli cariche elettive risultano perciò utilissimi alla bisogna: beduini da consegnare periodicamente alla folla per placarne il crescente e fondato malcontento. Agli italiani bisogna far credere che l’economia va male perché ci sono in giro alcuni cattivoni corrotti che sperperano il denaro dei nostri angelici contribuenti; e non perché esiste un lucido progetto neo-oligarchico che opera su un piano storico e politico volto a liquidare con l’inganno secoli di benessere e progresso. Il destino di tutti quelli che cantano fuori dal coro è segnato:  bastonati all’unisono dal circuito informativo nazista che soffoca l’Italia, gli “eretici” finiranno per essere endemicamente bollati a reti unificate come “complottisti”, “visionari”, “sfascisti”, “populisti” e “irresponsabili”. Le televisioni generaliste e la grande stampa stanno al sistema massonico reazionario continentale come le SS stavano ad Hitler. Ma oggi, direte voi, per fortuna c’è la rete. Giusto. Ma anche in rete, a ben vedere, esistono siti che fanno della disinformazione una ragione di vita. Fateci caso, ogni qual volta qualcuno provi ad affrontare temi scottanti, dall’euro al ruolo della massoneria, parte in automatico la stroncatura di siti come Giornalettismo.com  (clicca per leggere). Ho già avuto modo di scrivere intorno a questi applicati di segreteria prestati al giornalismo, ragazzotti in perenne lite con l’italiano diretti da tale Alessandro D’Amato, speranza in erba cresciuta alla scuola del noto filosofo contemporaneo Ferdinando Adornato (clicca per leggere). Sfortunatamente il buon Ferdinando da Polistena risulta temporaneamente indagato per truffa aggravata nell’ambito di una inchiesta volta ad approfondire proprio la liceità dei contributi ricevuti dalla testata Liberal, la stessa dove ha mosso i primi passi l’attuale direttore del sito Giornalettismo Alessandro D’Amato. Ma siccome “fare il giornalista è sempre meglio che lavorare”, anziché trovare un mestiere più aderente rispetto alle effettive capacità, molti individui  anche di fronte all’evidenza preferiscono insistere. Alla luce di questo lungo preambolo vi invito ora a leggere questo pezzo sconclusionato firmato da tale Chiara Lalli (chi?) che, nel tentativo di sbeffeggiare Sibilia, si copre abbondantemente di ridicolo (clicca per leggere). Per smontare le tesi del deputato a Cinque Stelle, Lalli scomoda il noto luminare Mario Seminerio (chi?) presentandolo nientemeno che come il curatore del sito Phastidio (cosa?). E cosa dice queste genio di Seminerio (chi?) che tutto il mondo ci invidia? Fatevi due risate leggendo solo l’incipit di un ragionamento che, da solo, ne certifica il livello complessivo: “Se non si spezza il nesso tra banche e debito sovrano si finisce fatalmente che è il sovrano che si deve prendere in carica il costo del salvataggio delle banche. Come del resto è accaduto in Irlanda e inizialmente in Spagna. Così facendo esplode il deficit e il debito. E poni le premesse per un dissesto futuro. Quindi far pagare agli investitori nelle banche il costo del dissesto ha molto senso, serve a proteggere in futuro i contribuenti. Evitando che debbano svenarsi. Il tentativo di spezzare il legame banco-sovrano, ha molto senso ma non è indolore. Gli azionisti delle banche rischiano di essere spazzati via, così come i creditori e gli obbligazionisti. Chi contesta l’ipotesi di spezzare il nesso tra banche e stati – conclude Seminerio – ha capito davvero poco della crisi”. Preliminarmente, per tentare di decifrare il pensiero ermetico del duo Lalli-Seminerio, è indispensabile chiedere l’aiuto di un egittologo. Noi del Moralista abbiamo perciò voluto interpellare il noto esperto Pippo il Sumere (curatore del blog “litaglianopertuti”) per capirne di più: “ Seminerio”, sintetizza il Sumere, “dice che è giusto che se la banca fallisce il risparmiatore se lo piglia in saccoccia. Cazzi sua, ché sennò lo Stato se indebita e lo spread se ‘ncazza. Se lo Stato se stampa da solo la moneta, a i capoccioni gli finisce la pacchia. E poi sussiste il rischio che se crea l’inflazione. Perché se la gente c’ha la moneta, può essere pure che la spende. E sta cosa non va bene. E’ da capire che se il povero pretende di mangiare come il ricco, il sistema non funziona. Il povero deve fare le cose che fa il disgraziato: chiedere l’elemosina e lavorare sottoprezzo. Questa cosa dei diritti e l’uguaglianza ha stufato. Ora che la moneta è dei privati, il popolo è finalmente fottuto. Ora abbiamo finalmente più elementi per compenetrare il pensiero del grande Seminerio. Sibilia quindi si ravveda. Di fronte a discorsi di tale geometrica potenza non rimane che inchinarsi. Con buona pace dei vari Krugman, Stiglitz e Amartya Sen che, al pari di Sibilia, non hanno capito nulla della crisi.

    Francesco Maria Toscano

    24/05/2013

    Categorie: Editoriale

    2 Commenti

    1. Tommaso scrive:

      Concordo in pieno.

      Dovremmo solo cercare di far passare anche fra i grillini l’idea che la spesa pubblica va migliorata e incrementata, non tagliata a priori come ancora molti di loro credono sia necessario.

      Un modo lo si potrebbe anche trovare.

    2. [...] ovvero Mario Seminerio (chi?), oracolo del prestigioso e credibile sito “giornalettismo” (clicca per leggere). Cittadini, dimenticate quindi Krugman, Stiglitz e Amartya Sen per abbracciare fiduciosi le analisi [...]

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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