Prendo spunto da questo demenziale e mistificante articolo del giornalista (si fa per semplificare) di Repubblica Enrico Franceschini, rilanciato da Dagospia (clicca per leggere), per affrontare il tema “complottismo”. Per la Treccani on-line dicesi complotto “intrigo ai danni delle autorità costituite o di persone private”. Quindi il complottista perfetto vede trame oscure dappertutto, mischia realtà e fantasia, e immagina un mondo ostaggio di una casta nera, occulta e parasacerdotale, in grado di tenere in scacco masse inermi di cittadini inebetiti e svuotati da sottilissime tecniche di manipolazione mentale. Il bravo complottista frulla due etti di Dan Brawn, ¾ di rettiliani, mezzo templare, la setta degli illuminati e gli immancabili Rothschild servendo il tutto con una spruzzatina di David Icke. Il piatto adesso è pronto per essere ridicolizzato da una stampa che ha tutto l’interesse ad affrontare alcuni temi delicati quasi fossero argomenti da baraccone. Proprio quello che fa, maldestramente e con dolo evidente, Enrico Franceschini, dipendente del massone Carlo De Benedetti  intraneo al Grande Oriente D’Italia dal 1975 (anno in cui fu nominato presidente regionale degli industriali del Piemonte) fino al 1982 (clicca per leggere). All’estremo opposto del complottista professionale si colloca poi lo svampito semi-cognitivo, figura naif a metà tra Alice nel Paese delle meraviglie e il pastore raccontato da Esopo che si divertiva a simulare l’imminente arrivo del lupo ( che poi a furia di scherzare arriva per davvero). Lo svampito semi-cognitivo crede che la storia sia il risultato casuale di una serie di fattori imperscrutabili, roulette russa che premia alcuni uomini a dispetto di altri con la stessa scientificità con la quale il croupier estrae un numero al gioco della tombola. Vale ora la pena di scomodare la massima aristotelica “in medio stat virtus” (“la virtù”, che noi nel caso di specie intendiamo opportunisticamente  quale sinonimo di verità, “sta nel mezzo”). Infatti,  discutendo seriamente, è facile cogliere come si trovino nell’errore tanto i visionari complottardi in servizio permanente, quanto gli svampiti (veri o dissimulati) che studiano la storia con le stessa profondità con la quale scrutano un gratta e vinci. In questi giorni va di moda parlare del gruppo Bilderberg, conclave esclusivo appena riunitosi in Gran Bretagna. Il Bilderberg, come la Trilateral Commision, il Council Foreign on Relations e altri ancora, rappresenta soltanto uno dei tanti e diversi strumenti che la massoneria utilizza per incidere nelle dinamiche del potere profano. La massoneria in quanto tale infatti, creatrice del mondo moderno, è una istituzione prevalentemente spirituale che propone un percorso sapienziale, esoterico e misteriosofico, che trascende (in teoria) le umane debolezze e vanità.  Ipocritamente però, prendendo a modello la Chiesa medievale, per intervenire pesantemente nelle cose del mondo, la massoneria utilizza allo scopo alcuni consessi paramassonici che prevedono e consentono la contaminazione tra iniziati e profani. La presenza di Lilli Gruber-Botox alle riunioni di questi uomini potenti, ad esempio, serve proprio per mandare un messaggio rassicurante all’esterno. In molti giustamente si chiedono: può mai decidere i destini del mondo un gruppo che annovera al suo interno una tipa così? Il potere si mischia volutamente con il folklore. In conclusione. Non esiste alcun complotto ma soltanto un gioco a viso aperto propugnato da uomini pubblici visibili che rispondono ad una oligarchia massonico-reazionaria che muove i fili dietro le quinte. Il desiderio di distruggere le classi medie, aldilà delle fesserie che racconta Franceschini, è chiaro per tabulas. Non a caso Riccardi, con colpevole ritardo, ha candidamente ammesso che il massone oligarchico Monti pensava di avere assolto decorosamente il suo dovere solo nella misura in cui i suoi provvedimenti avessero determinato un aumento sensibile di miseria e indigenza. Tutto avviene alla luce del sole. Ma, naturalmente, non  c’è mai peggior sordo di chi non vuol sentire (e tantomeno provare a capire).

    Francesco Maria Toscano

    8/06/2013

    Categorie: Editoriale

    3 Commenti

    1. Alessandra scrive:

      ..be’ d’altro canto se tu vuoi nascondere qualcosa la devi lasciare in bella vista..
      Ps:Bell’articolo come quasi tutti quelli che ho letto.

    2. marcogiannini75 scrive:

      Spettacolare articolo…..almeno non mi sento più solo a parlare di Neonazismo e COLLABORAZIONISMO per quanto riguarda il PD.

    3. [...] compongono l’area euro ha deciso così. Solo gli ingenui definiscono “visionari complottisti” (clicca per leggere) coloro che si sforzano di legare i punti per individuare una traccia razionale in grado di fornire [...]

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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