Oramai guardo molto di rado la televisione. Non per snobbismo, per carità, né perché, sull’esempio di Casaleggio, ritengo divenuto il piccolo schermo materia buona per gli appassionati di archeologia. Semplicemente la televisione, specie quella italiana, va considerata alla stregua di un territorio occupato militarmente e per intero dal nemico. Non solo le principali trasmissioni di approfondimento politico occultano fatti e circostanze decisive per provare a decriptare le sottigliezze del potere contemporaneo ma, cosa ben più grave, i vari Floris, Vespa, Santoro e compagnia preconfezionano pure, dolosamente o per insipienza, una narrazione falsa della realtà che inquina e disorienta le coscienze di chi avrebbe potuto addivenire da solo alla percezione di una parte di verità. La libertà di espressione è letteralmente violentata da un manipolo di masnadieri che tengono il sacco ai soliti politicanti al servizio della massoneria reazionaria che governa questo mostro di Ue. La dittatura tecnocratica instauratasi anche in Italia cammina sulle gambe di questa informazione indegna. Se i media, in coro, non avessero montato ad arte la balla dello spread, ad esempio, nessuno avrebbe mai potuto ragionevolmente giustificare l’arrivo del becchino Monti al potere in Italia.  Montatura funzionale ad una decisiva accelerazione di quel progetto finalizzato alla cinesizzazione dell’Europa che, pochi giorni fa sulle pagine del Moralista, il prof. Amoroso ha brillantemente definito una forma di “apartheid sociale (clicca per leggere). I massoni reazionari non avrebbero potuto bastonare i ceti medi e proletari senza la complicità di numerosi giornalisti ed editori vigliacchi e venduti, nonché periodicamente gratificati per i loro meschini servigi con importanti riconoscimenti economici e di carriera. Ma, questo è un paradosso certamente doloroso, gli incappucciati sanguinari e di estrema destra che ci tengono sotto il loro putrido tallone, non sarebbero riusciti a far trionfare questa forma di neonazismo in salsa tecnocratica senza far finta di difendere quel “pluralismo dell’informazione” che aggirano e paralizzano nei fatti. Quale regime militare e barbarico sarebbe riuscito a far credere ai propri sudditi che bisogna gettare in misera salariati e pensionati per non  far “aumentare il differenziale che separa i nostri titoli da quelli tedeschi”? Una cosa da ridere. Per veicolare una realtà sottile è indispensabile prostituire i pilastri di una democrazia liberale ammantandoli di ipocrisia. Come vi dicevo in apertura di articolo non ho più voglia di farmi prendere per il culo dai soliti noti che periodicamente ci spiegano come “la flessibilità sia indispensabile per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro”, e infatti la disoccupazione ha raggiunto la cifra monstre del 40%;  oppure ci raccontano che bisogna prendere le medicine amare che prescrive il medico coscienzioso Monti (o Letta) per colpa della “montagna del debito”, e infatti il debito pubblico aumenta nonostante le migliaia di pillole ingurgitate dagli italiani inebetiti e creduloni. Come cantava Mary Poppins? “Basta un poco di zucchero e la pillola va giù…la pillola va giù…la pillola va giù…” . Ecco la televisione in Italia fa la parte dello zucchero. Chiusa la lunga premessa. Ieri casualmente mi sono imbattuto nel programma In Onda presentato da Luca Telese. Anziché scorgere i soliti farabutti che spiegano che “ci vuole il rigore ma anche la crescita” o che “non bisogna sprecare i sacrifici sostenuti dai cittadini”, ho notato con soddisfazione la presenza in studio di due blogger, Salvo Mandarà e Francesco Amodeo, pronti a sostenere un punto di vista “alternativo” rispetto alle letture dominanti. Mentre tutte le migliori teste d’uovo d’Italia, quelle per intenderci che scrivono menzogne a pagamento sui “giornaloni” della sera, pongono il mondo a caso facendo finta che non esistano cordate di potere che si muovono razionalmente per realizzare progetti politici e sociali, i due blogger hanno tentato di offrire un ermeneutica diversa. “Nessun complotto”, spiegava giustamente Amodeo, ma semplici trame dirette da chi ha il potere di farlo”. Positivo anche qualche spunto offerto da Salvo Mandarà che, dimostrando buona arguzia, ha ricordato come “Monti appartenga all’aristocrazia del potere globale mentre Berlusconi rappresenti tutt’al più un vecchio arnese divenuto inservibile agli occhi dei padroni del vapore”. Certo, sia Amodeo che Mandarà tentavano di districarsi in un campo minato utilizzando i pochi strumenti in loro possesso. Telese aveva perciò spesso gioco facile nel liquidare alcune ricostruzioni quasi fossero frutto della fervida fantasia di due internettiani cronici. Come i lettori del Moralista sanno perfettamente, infatti, il club Bilderberg non è altro che uno dei tanti strumenti che la massoneria reazionaria utilizza per intervenire nelle dinamiche del potere profano. Lo stesso dicasi per la Trilateral, il Council on foreign  relations e molti altri simili consessi. E’ stucchevole poi continuare a parlare di “indecifrate lobby” (termine che non a caso deriva dall’inglese “lodge” come mi ricorda il mio amico Gioele Magaldi). L’Istituzione misteriosofica che, dalle Rivoluzioni illuministiche settecentesche in poi, mantiene un saldo e riservato controllo sulle dinamiche del comando globale si chiama massoneria (e non lobby). Un fenomeno che vanta una storia che non può essere ignorata da chi intende costruirsi un bagaglio di conoscenze solide e in grado di demistificare le tante falsità propagate dal mainstream. La prima regola scritta nel manuale del perfetto giornalista perfido recita così: “Se non puoi impedire che una notizia indigesta emerga, dalla tu in maniera parziale e distorta”. Credo non sia questo lo spirito che anima Telese, probabilmente desideroso di fornire informazioni limpide e coerenti. Nel caso in cui Telese intendesse perciò approfondire in futuro tali argomenti, mi propongo  fin da ora come ospite in una delle prossime puntate. D’altronde, lo scrivo senza falsa modestia, non sono molti i blogger che in questi ultimi anni si sono occupati con precisione e costanza di argomenti così delicati come Il Moralista. Se poi Telese volesse offrire ai suoi telespettatori una informazione capillare e scientificamente rigorosa sul fenomeno in argomento, potrebbe sempre invitare Gioele Magaldi, leader di Grande Oriente Democratico nonché profondo e indiscusso conoscitore della materia. Attendo fiducioso.

    Francesco Maria Toscano

    1/09/2013

    Categorie: Lavoro

    9 Commenti

    1. koichi scrive:

      La cosa che potrebbe rompere forzatamente il silenzio attorno a questi argomenti è proprio quella citata da mandara circa i magistrati uccisi nelle stragi. Se ci sono i documenti che provano il coinvolgimento di poteri forti internazionali bhè…1+1=2.

    2. [...] Oramai guardo molto di rado la televisione. Non per snobbismo, per carità, né perché, sull’esempio di Casaleggio, ritengo divenuto il piccolo schermo materia buona per gli appassionati di archeologia. Semplicemente la televisione, specie quella italiana, va considerata alla stregua di un territorio occupato militarmente e per intero dal nemico. Non solo le principali trasmissioni di approfondimento politico occultano fatti e circostanze decisive per provare a decriptare le sottigliezze del potere contemporaneo ma, cosa ben più grave, i vari Floris, Vespa, Santoro e compagnia preconfezionano pure, dolosamente o per insipienza, una narrazione falsa della realtà che inquina e disorienta le coscienze Leggi la notizia [...]

    3. ugo scrive:

      Tra le panzane tipo la flessibilità che aiuta l’occupazione, i tagli che riducono il debito e così via non dimentichiamo quella, enorme, dell’immigrazione che serve perché se no ci estinguiamo e il sistema pensionistico crolla. Infatti, come si è visto, negli ultimi dieci o dodici anni la popolazione in Italia è scesa da 56 milioni a 61 milioni, e il sistema pensionistico è stato mantenuto florido azzerandolo (senza, peraltro, che le ormai famose veline paladine dei “diritti umani” si accorgessero che non esiste differenza tra sfruttamento del lavoro minorile e sfruttamento del lavoro senile). Menzogne epiche nella loro enormità. Idiozia assoluta quella di chi se le è bevute per oltre dieci anni e spesso ancora se le beve.

    4. maurizio scrive:

      Sarebbe molto interessate vedere un confronto con tu e Magaldi di fronte a quel baffetto da sparviero di Luca Telese, senza nulla togliere a mandarà e Amodeo, bravissimi ad offrire una visione alternativa a quella del pensiero unico imposto dai poteri forti, ma poco preparati su questi argomenti. Rinnovo i miei complimenti per il tuo Blog che offre argomenti interessanti e alternativi al pensiero unico indotto dalla televisione.

    5. Pierluigi scrive:

      Parlare di Massoneria oggi, come struttura e dinamica del Potere e delle sue attuali deviazioni dalla realizzazione dei suoi ideali, richiederà il superamento di moltissimi pregiudizi nonché di molti depistaggi o banalizzazioni del tipo “complottismo” “alieni” e quant’altro. Una informazione storicamente supportata, riportando alla luce ciò che è stato velato ed oscurato ….. verrebbe recepita ?

    6. ampul scrive:

      …preghiamo…

    7. Michele scrive:

      Telese è una prostituta mainstream, non dirà e non farà mai dire nulla di non deformato. Non aspettare Moralista, non c’è più tempo. E comunque, vero è che la televisione è un arnese medioevale, eliminarlo dalla propria vita è una liberazione e una enorme soddisfazione!

    8. [...] scusa della crisi, intendono chiudere una volta per tutte i conti con le classi medie e proletarie (clicca per leggere). Ma denunciare i limiti dei media tradizionali non comporta necessariamente l’esaltazione [...]

    9. Petronius scrive:

      Ha ragione Michele a dire che non c’è più molto tempo.
      Rinnovo l’invito a pubblicare il libro sul backoffice del potere.

      P.S.: Quello che non ho capito è se la Massoneria Democratica pensa di essere la unica forza concreta che in solitudine porta avanti certe idee.
      E vorrei leggere il libro che non esce mai per approfondire che cosa intendete esattamente per Massoneria. Esistono altre forze secondo voi? O sono tutte più o meno asservite pur mantenendo una certa autonomia se non altro come identità?
      Se Gioele Magaldi non vuole pubblicare potrebbe comunque venire qui a rispondere a delle domande dei lettori; si tratta di un problema storico di grande interesse sul quale è difficile trovare una documentazione obiettiva e documentata.
      Avete dei libri da suggerire nel frattempo?

    Commenta a koichi


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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